Pane di Matera e non solo: shopping tra i Sassi

Matera, la città più antica della terra, offre spunti di shopping tra il curioso e il goloso in tutto il suo centro storico. Dal pane di Matera, riconosciuto con il marchio IGP a prodotti tipici e dell'artigianato materano e di tutta la Basilicata.

Pane di Matera ©Foto Massimo Vicinanza/FullTravel.itPane di Matera ©Foto Massimo Vicinanza/FullTravel.it

Il pane di Matera IGP è uno dei prodotti più noti nella “Città dei Sassi” ed è uno dei prodotti tipici della Basilicata. Realizzato con lievito madre e farina di semola, viene cotto a legno secondo un’antica tradizione.

Il pane di Matera deve avere le seguenti caratteristiche:

  • Forma a cornetto oppure a pane alto;
  • Pezzatura da 1 o 2 kg;
  • Spessore della crosta di almeno 3 mm;
  • Mollica di colore giallo paglierino con caratteristica alveolazione;
  • Umidità non superiore al 33%.

La scelta di vecchie varietà di grano, che conservano, nel loro patrimonio genetico, caratteristiche non presenti in altre, dà luogo a farine che trasferiscono al pane il gusto ed il sapore unico che lo contraddistinguono. Si aggiungano il processo di lavorazione e, nello specifico, la realizzazione del lievito madre.

Dove comprare il pane di Matera?

A Matera, nel capoluogo della Basilicata, sono diversi i forni di qualità che vendono pane realizzato secondo i canoni della tradizione. I più noti per la qualità del prodotto sono i seguenti:

  • Panificio Cifarelli.

Ha tre punti vendita, rispettivamente in Via Istria, 17; in Via La Martella, 93 e Via San Francesco,13).

  • Panificio Fratelli De Palo

Via Olivetti, 53/55.

  • Panificio Perrone Gennaro

Via Nazionale, 52.

  • Antico Forno a Legna di Perrone Lucia

Via Santo Stefano, 37

E’ da tener conto che l’Indicazione Geografica Protetta (I.G.P.) “Pane di Matera” è riservata al pane che risponde ai requisiti imposti dal Regolamento CEE 2081/92 ed alle prescrizioni indicate nel disciplinare di produzione.

L’Indicazione Geografica Protetta “Pane di Matera” è propria del pane ottenuto mediante un antico sistema di lavorazione, tipicamente utilizzato dai panificatori del Materano. Tale sistema prevede l’utilizzo esclusivo di semola di grano duro (triticum durum) le cui caratteristiche qualitative devono essere in linea con i seguenti parametri:

  • Glutine (%) Valore > =11
  • Indice di giallo Valore > =21
  • Umidità (%) Valore < =15.50
  • Ceneri (% s.s.) Valore < =2% s.s.

Almeno il 20% delle semole da utilizzare per la produzione del “Pane di Matera” deve provenire da ecotipi locali e vecchie varietà quali Cappelli, Duro Lucano, Capeiti, Appulo coltivate nel territorio della provincia di Matera. Non è ammessa semola derivante da organismi geneticamente modificati. La zona di produzione del “Pane di Matera”  comprende tutto il territorio della provincia di Matera. Al fine di garantire il livello qualitativo, il controllo e la tranciabilità, il confezionamento e l’etichettatura del prodotto devono essere effettuati nella provincia di Matera.

L’elevato pregio qualitativo del “Pane di Matera” è riconducibile:
a) alla modalità di preparazione del lievito madre, che consente di utilizzare ceppi di lievito che si sviluppano nel territorio di produzione;
b) alla specificità della “collina materana” che, grazie alle sue caratteristiche pedologiche (terreni argillosi) e climatiche (piovosità media di 350 mm annui), è particolarmente vocata per la produzione delle vecchie varietà di frumento duro, che assicurano un’ottima attitudine alla panificazione delle semole;
c) all’utilizzo di essenze legnose locali, che esaltano il profumo e l’odore caratteristici del prodotto;
d) all’opera e alla creatività dell’uomo che, in una consolidata tradizione, ha saputo combinare i fattori ambientali con esigenze di vita e di cultura, facendo del “Pane di Matera” il prodotto tipico di una ben delimitata area geografica, espressione di una particolare civiltà (la “civiltà contadina”), oltre che primaria risorsa economica.

Matera, Piazza Vittorio Veneto ©Foto Anna Bruno/FullTravel.itMatera, Piazza Vittorio Veneto ©Foto Anna Bruno/FullTravel.it

Dove fare shopping a Matera cosa vedere: luoghi di interesse

In Piazza del Sedile, prima di scendere al Sasso Caveoso, c’è, per esempio, Geppetto, noto per le simpatiche figure in terracotta e per i “cuccù”, i galletti di tutte le dimensioni, considerati portafortuna e simbolo di fertilità. In passato, il cuccù non poteva mancare tra i regali di un matrimonio.

Ma gli appassionati di terrecotte, trovano anche un altro indirizzo di qualità, in via Buozzi, la strada che taglia in due il Caveoso, dove si annida il negozio dell’artigiana Maria Bruna Festa.

Nel Sasso Barisano, c’è l’atelier di Paola di Serio, in via d’Addozio 48, che realizza colorati patchwork di vetri e specchi. E al n. 88 della stessa via, ProgettoArte, con originali complementi d’arredo in tufo.

Sul fronte dei sapori, un luogo da non perdere è La Latteria in via Duni 2, nel cosiddetto Piano, non lontano da Palazzo Lanfranchi, l’ex seminario, rinomata per i formaggi, le mozzarelle fatte con latte locale, per le manteche, formaggi rotondi con all’interno un cuore di burro.

Da L’Arturo, in piazza Sedile 15 (tel. 0835.330678), si acquistano schiacciata, capocollo, salumi del Pollino, Pecorino di Moliterno, mieli igp… All’Olio dei Sassi, in via Casalnuovo 106 (alla fine del Sasso Caveoso, in prossimità di Palazzo Lanfranchi,), si trova invece l’extravergine lucano che la famiglia Cifarelli ricava dai propri uliveti di Matera e Miglionico.

In Piazza Vittorio Veneto, ci sono infine diversi buoni indirizzi: Il Buongustaio, per pomodori secchi, olive di Ferrandina (infornate e insaporite con semi di finocchietto e scorza d’arancia), salsicce “lucaniche”, caprini e caciocavallo stagionato in grotta. Il Caffè Tripodi, al n.17, per praline e pasticcini profumati, e il Panificio San Giacomo per il fragrante pane rustico materano.

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