Londra: tour letterario nei luoghi dei grandi scrittori

Le vite di autori fondamentali come William Shakespeare, Charles Dickens, Oscar Wilde e Virginia Woolf sono legate inscindibilmente alla città, che ha ovviamente influenzato anche le loro opere.

La Fitzroy Tavern – Foto di Maria Ilaria Mura

Sommario

Londra è la capitale politica del Regno Unito, ma è anche la sua capitale letteraria.  Una proposta per alcuni itinerari a piedi di argomento letterario a Londra. I luoghi letterari di Londra sono centinaia. Proviamo a scoprirne alcuni dei più significativi con questi itinerari a piedi tra i diversi quartieri di Londra.

La Londra di William Shakespeare

L’inizio della carriera di William Shakespeare è legato al quartiere di Shoreditch. Quest’area, che oggi è rinomata per la vita notturna, ospitava fin dal Medioevo un importante monastero dedicato a San Giovanni Battista.

Con la dissoluzione degli ordini religiosi ad opera di Enrico VIII, nel 1536 il monastero venne sgomberato, diventando una delle cosiddette liberty: i monasteri infatti non erano soggetti alle normali leggi e questa consuetudine continuò ad essere applicata nelle loro aree anche dopo che esse non erano più di competenza degli ordini religiosi. Le liberty attiravano due categorie di persone: chi viveva ai confini della legge e gli artisti, che qui non potevano essere censurati.

Il monumento a Shakespeare alla Southwark Cathedral – Foto di CrisNYCa da Wikimedia Commons
Il monumento a Shakespeare alla Southwark Cathedral – Foto di CrisNYCa da Wikimedia Commons

Così, lungo l’attuale Curtain Road (che prende il nome dal muro di cortina del monastero di San Giovanni Battista), sorsero due teatri concorrenti: il Curtain Theatre e The Theatre. The Theatre era la sede della Lord Chamberlain’s Men, la compagnia teatrale in cui Shakespeare era autore e attore. Il figlio del proprietario, Richard Burbage, che era l’attore principale, interpretò qui i ruoli di Amleto, Otello e Re Lear. Quando il contratto di affitto dell’area stava per scadere, ci fu una disputa fra i proprietari e i Lord Chamberlain’s Men. Il teatro venne temporaneamente chiuso e la compagnia dovette farsi ospitare al Curtain Theatre.

Burbage, temendo di perdere il teatro, organizzò nottetempo una brigata di uomini che lo smontarono pezzo a pezzo e lo trasferirono a Southwark. Ed ecco che nacque il Globe Theatre.

Lo Shakespeare’s Globe Theater – Foto di Philip Halling da Wikimedia Commons
Lo Shakespeare’s Globe Theater – Foto di Philip Halling da Wikimedia Commons

Globe Theatre

L’area fu scelta perché era fuori dalla giurisdizione della City che vietava i teatri. Accanto al sito originario del Globe, nell’attuale Park Road, sorgeva il concorrente Rose Theatre, di cui è possibile vedere le fondamenta con tour guidati. Oggi è possibile visitare lo Shakespeare’s Globe Theatre, fedele ricostruzione del teatro secentesco, che sorge poco lontano dall’originale, e magari rivivere l’atmosfera dei teatri elisabettiani assistendo a una delle sue rappresentazioni estive.

Per questa sua vocazione di quartiere di teatri, molti attori abitavano a Southwark. La loro parrocchia era la Southwark Cathedral, originariamente la più antica chiesa gotica di Londra (IX sec. d.C.). Così, circa la metà degli attori elencati nel First Folio, la prima edizione stampata delle opere di Shakespeare, è attestata nei registri della chiesa, come anche lo stesso Bardo, a cui è dedicato un monumento all’interno. A Southwark Cathedral è seppellito Edmund Shakespeare, fratello di William, anch’egli attore.

La targa della Thomas Carlyle’s House – Foto di Spudgun67 da Wikimedia Commons
La targa della Thomas Carlyle’s House – Foto di Spudgun67 da Wikimedia Commons

I quartieri di Bloomsbury e Fitzrovia: Virginia Woolf e Charles Dickens

Poco lontano dal British Museum c’è il quartiere di Fitzrovia, storicamente associato al gruppo di artisti bohémien che lo popolavano all’inizio del Novecento. La più famosa era Virginia Woolf, che ha abitato fra il 1907 e il 1911 al numero 29 di Fitzroy Square (dove in precedenza aveva vissuto il commediografo George Bernard Shaw). Virginia Woolf, assieme ai fratelli Thoby e Adrian, fondò proprio in questa casa il Bloomsbury Group, una associazione di artisti provenienti originariamente dall’Università di Cambridge e famosi per la loro vita dissoluta.

C’era un detto che identificava questo gruppo: couples who live in  squares and have triangular relationships. In effetti le belle piazze quadrate caratterizzano questa zona e la stessa Virginia Woolf visse anche al numero 46 di Gordon Square e al numero 52 di Tavistock Square. In quest’ultimo appartamento scrisse alcune delle sue opere più famose, fra cui Orlando e Le Onde.

Il luogo dove gli artisti dell’area erano soliti andare a bere (quasi mai con moderazione) era la Fitzroy Tavern, in Charlotte Street. Questo pub era particolarmente in voga fra gli anni Venti e gli anni Quaranta del Novecento e annoverava fra i suoi clienti abituali George Orwell, Dylan Thomas e il satanista Aleister Crowley, che inventò anche un drink per questo pub. Verso la fine degli anni Trenta alcuni artisti preferirono frequentare il vicino pub Wheatsheaf, in Rathbone Place. Sia la Fitzroy Tavern che lo Wheatsheaf sono ancora oggi molto popolari e vi si continuano a percepire le atmosfere del loro periodo bohémien.

Nella bella Doughty Street, al numero 48, c’è il Charles Dickens Museum, ambientato nell’unica casa londinese sopravvissuta fra tutte quelle in cui lo scrittore visse. Qui Dickens scrisse Oliver Twist e Nicholas Nickleby e assistette alla morte della cognata Mary Hogarth, appena diciassettenne. Questo episodio, che lk turbò particolarmente, è stato raccontato attraverso la morte di Little Nell nel romanzo The Old Curiosity Shop. A Londra ci sono moltissimi luoghi legati alla vita e alle opere di Dickens e il Museo organizza anche dei walking tour tematici nei luoghi di alcuni romanzi.

La Casa di Virginia Woolf in Fitzory Square – Foto di Maria Ilaria MuraLa Casa di Virginia Woolf in Fitzory Square – Foto di Maria Ilaria Mura

Il quartiere di Chelsea: Oscar Wilde

L’aristocratico quartiere di Chelsea ha accolto tantissimi artisti e, naturalmente, fra questi ci sono anche numerosi scrittori. Al numero 34 di Tite Street, fra il 1884 e il 1895, visse Oscar Wilde e qui scrisse i suoi capolavori Il ritratto di Dorian Gray e L’importanza di chiamarsi Ernesto. Questa casa, però, segnò anche l’inizio della sua rovina: durante una cena svoltasi qui, Wilde conobbe il suo futuro amante, Lord Alfred Douglas. Il padre, il marchese di Queensberry, disgustato dalla relazione, citò in tribunale Wilde con l’accusa di indecenza e lo scrittore fu condannato e imprigionato e fu costretto a vendere la casa per ripagare parte delle spese legali.

La strada di Chelsea più significativa per i suoi residenti è Cheyne Walk. La sua schiera di case eleganti affacciate sul Tamigi ha ospitato tantissime celebrità, fra cui i pittori Rossetti e Turner e i Rolling Stones Mick Jagger e Keith Richards. Fra gli scrittori che vi hanno vissuto ci sono George Eliot (al numero 4), Bram Stocker (al 27) e Ian Fleming, il creatore di James Bond, che visse con la madre al numero 118-119 (dove in passato aveva abitato il grande pittore JMW Turner) e poi si trasferì alle Carlyle Mansions, il condominio situato fra i numeri 50 e 60, dove vissero anche il poeta TS Eliot e Henry James. Nel suo appartamento delle Carlyle Mansions, Fleming scrisse la prima storia di James Bond, Casino Royale.

Le Carlyle Mansions devono il loro nome a un personaggio illustre che ha abitato fino alla sua morte al numero 24 di Cheyne Walk, Thomas Carlyle, scrittore e saggista scozzese del XIX secolo. La Thomas Carlyle’s House, dove Charles Dickens era un ospite abituale, è aperta al pubblico e vale la pena visitarla per avere un’idea di come fossero queste bellissime town house.

Cheyne Walk – Foto di CVB da Wikimedia Commons
Cheyne Walk – Foto di CVB da Wikimedia Commons

La British Library

Infine, una meta imperdibile per gli appassionati di letteratura è la British Library, vero e proprio tempio del sapere. Al piano terra vi si trova una sala espositiva con alcuni tesori inestimabili. Fra le opere di letteratura, e volendoci limitare agli scrittori menzionati in questo articolo, spicca il First Folio di Shakespeare, ovvero la prima raccolta di tutte le sue opere curata da alcuni amici e colleghi del Bardo subito dopo la sua morte. Senza questa edizione si sarebbero persi diciotto lavori teatrali, fra cui Macbeth e La Tempesta. Il prestigioso formato (Folio) era riservato alle opere teologiche e storiche ed è utilizzato qui per la prima volta per un’opera letteraria.

Si possono poi ammirare manoscritti di Charles Dickens, di Oscar Wilde, di Ian Fleming e un quaderno con una bozza di Mrs Dalloway di Virginia Woolf, con un finale diverso da quello dell’opera pubblicata.

L’esposizione della British Library spazia in molti ambiti dello scibile. Accanto alla letteratura ci sono spartiti autografi di grandi compositori (fra cui Handel, Mozart e Mahler) fino ai Beatles; ci sono mappe, testi sacri miniati, trattati scientifici e storici, disegni anatomici di Michelangelo e di Durer e disegni di macchine di scena di Leonardo da Vinci. Non mancano i codici di leggi, fra cui due delle quattro copie sopravvissute della Magna Carta.

Il First Folio di Shakespeare alla British Library – Foto di Maria Ilaria Mura
Il First Folio di Shakespeare alla British Library – Foto di Maria Ilaria Mura

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