Tra il verde profondo della pineta e l’azzurro del mare, il Gargano mostra la sua anima più vera: una terra che vive di luce, silenzio e autenticità. A San Menaio, piccola frazione di Vico del Gargano, si trova il Park Hotel Villa Maria, una villa Liberty dei primi del Novecento immersa nella quiete, dove l’eleganza incontra la semplicità. Gestita con passione dalla famiglia Diurno, legata profondamente a questo territorio, la struttura rappresenta un punto d’incontro tra ospitalità, natura e memoria. Abbiamo parlato con chi ne cura la gestione quotidiana per capire come sta cambiando il turismo sul Gargano, quali sono le nuove tendenze e cosa riserva il futuro per chi sceglie questa parte di Puglia.
- Negli ultimi anni, com’è cambiato il turismo sul Gargano?
- Cosa distingue il Gargano dal resto della Puglia?
- Park Hotel Villa Maria è una villa storica: com’è nata e come si è trasformata nel tempo?
- Cosa ci si può aspettare dal 2026?
- Il turismo del futuro sarà sempre più “lento”?
- Cosa consigliereste a chi non ha mai visitato il Gargano?
- C’è un momento della giornata che racchiude lo spirito di Villa Maria?
Negli ultimi anni, com’è cambiato il turismo sul Gargano?
«Moltissimo. Una volta chi arrivava sul Gargano cercava soprattutto mare e relax, oggi invece si desiderano esperienze più autentiche e legate al territorio. I viaggiatori vogliono scoprire i borghi antichi, camminare nella Foresta Umbra, assaggiare i prodotti locali, partecipare agli eventi culturali. È un turismo che mette al centro la curiosità e il rispetto, non la fretta. Il Gargano, con la sua natura ancora intatta e la sua dimensione umana, è perfetto per questo tipo di viaggiatore.»
Cosa distingue il Gargano dal resto della Puglia?
«Il Gargano è come una Puglia nella Puglia. È montagna e mare insieme, silenzio e suono, natura e spiritualità. Non ci sono solo spiagge meravigliose, ma anche una foresta millenaria, borghi che sembrano sospesi nel tempo e una cultura profondamente legata alla terra. Qui ogni cosa ha un ritmo diverso: il vento, la luce, persino le parole della gente. È una terra che ti costringe a rallentare, a guardare meglio. Chi arriva con curiosità e rispetto, se ne innamora.»
Park Hotel Villa Maria è una villa storica: com’è nata e come si è trasformata nel tempo?
«La nostra è una storia di famiglia che parte da lontano. La villa, costruita nei primi del Novecento in stile Liberty, era una casa di villeggiatura immersa nella pineta di San Menaio. Quando è arrivato il momento di darle nuova vita, abbiamo scelto di preservarne l’anima: quella delle dimore d’altri tempi, dove ogni dettaglio aveva un significato. Oggi Villa Maria è un piccolo hotel dove la tranquillità è un lusso discreto. Le camere sono luminose, curate, immerse nel verde e a pochi passi dal mare. L’ospitalità, per noi, nasce da gesti semplici: l’ascolto, la gentilezza, l’attenzione ai piccoli dettagli.»

Cosa ci si può aspettare dal 2026?
«Il 2026 sarà un anno importante. Stiamo lavorando a nuovi spazi dedicati al benessere e al relax, tra cui una piscina immersa nel verde della pineta, dove rilassarsi tra un tuffo e il canto delle cicale. Non sarà una semplice aggiunta, ma un luogo pensato per integrarsi in modo naturale nel contesto che ci circonda.
Accanto alla piscina, nasceranno anche zone dedicate alle degustazioni e al racconto dei prodotti locali, per offrire agli ospiti esperienze sensoriali legate alla cultura del territorio. Il nostro obiettivo è che chi arriva a Villa Maria non trovi solo un alloggio, ma un luogo dove rigenerarsi davvero.»
Il turismo del futuro sarà sempre più “lento”?
«Sì, e ne siamo convinti. Le persone non vogliono più riempire le giornate di attività, ma di momenti autentici. Il viaggio non è più solo movimento, ma ricerca di senso. Il Gargano rappresenta perfettamente questo spirito: una lentezza che non è immobilità, ma profondità. Camminare nella pineta, ascoltare il mare, respirare l’odore della resina o semplicemente fermarsi a guardare la luce del tramonto: sono esperienze che restano dentro, e che raccontano un modo diverso di viaggiare.»
Cosa consigliereste a chi non ha mai visitato il Gargano?
«Di venire senza aspettative e con la voglia di lasciarsi sorprendere. Il Gargano non è una cartolina, è una terra viva, fatta di contrasti, di silenzi e di profumi. Chi lo visita per la prima volta dovrebbe camminare nella pineta di San Menaio al tramonto, fermarsi a parlare con chi lavora nei campi, entrare in un forno di paese, osservare il mare all’alba. Ogni gesto, anche il più semplice, qui assume un significato diverso. È un luogo che non si attraversa: si ascolta.»

C’è un momento della giornata che racchiude lo spirito di Villa Maria?
«Forse l’alba. Quando la luce filtra tra i pini e l’aria profuma di mare, tutto sembra possibile. C’è un silenzio pieno di vita, interrotto solo dal canto degli uccelli e dal vento che muove gli aghi dei pini. È in quei momenti che la natura ti ricorda quanto la semplicità possa essere la forma più pura di bellezza.»
Il racconto della famiglia che gestisce il Park Hotel Villa Maria è la testimonianza di un Gargano che sa restare fedele a se stesso pur aprendosi al cambiamento. Un luogo dove la modernità non cancella la tradizione, ma la rinnova nel segno della cura e del rispetto.
Ogni progetto nasce dall’ascolto del territorio e dei suoi ritmi, come la piscina che verrà inaugurata nel 2026: un nuovo modo per vivere la natura, senza invaderla. In un mondo che corre, il Gargano continua a camminare piano. E forse è proprio questa lentezza, questo modo gentile di accogliere, a renderlo indimenticabile.

