Digital Travel in Italy: -60% in 2020

According to the Digital Innovation Observatories of Politecnico di Milano, digital travel lost a significant portion of revenue in 2020. All according to expectations.

Mercato digitale italiano dei viaggi
Mercato digitale italiano dei viaggi

Frena in modo consistente il digital travel nel 2020 ma non desta sorprese. Nell’anno appena trascorso che passerà alla storia (speriamo poiché già alle spalle) come il peggiore del turismo, non fa eccezione il mercato online. Secondo gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano il mercato digitale del turismo ha fatto segnare un -60% nell’anno 2020 in Italia con una spesa di poco più di 6 miliardi di euro (calo di oltre 9 miliardi di € rispetto al 2019).

Digital travel forecasts for 2021

Sempre per gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, durante il 2021 si prevede una parziale ripresa grazie a un’esperienza turistica che punta a essere sempre più continuativa e non limitarsi al tradizionale periodo di ferie, tra smart working (il 39% delle strutture ricettive italiane ha ospitato clienti in lavoro da remoto nel 2020) e offerta di contenuti fruibili online o di prodotti del territorio tramite eCommerce.

L’intermediazione offline prima del Covid-19, non era affatto in crisi. Tuttavia gli operatori (tour operator e agenzie di viaggio), dipendenti dai flussi outgoing, il 2020 è stato un anno di sopravvivenza, con un calo del fatturato tra il 60% e il 95%. Per il 2021 è prevista una parziale ripresa, nell’ordine di un terzo dei volumi realizzati nel 2019. Si nota una perdita inferiore per l’hospitality, i trasporti (di terra e di mare) e le attrazioni, che sono riusciti ad assestare un fatturato tra il 40 e il 60% rispetto al 2019, grazie soprattutto al turismo di prossimità.

Innovative response of accommodation facilities
Innovative response of accommodation facilities

Digital travel in Italy in 2020

L’e-commerce di viaggi degli italiani nel 2020 segna un -60% assestandosi a 6,2 miliardi di euro. Prevalgono ancora le prenotazioni effettuate da desktop (65% del totale), ma il mobile assume più rilevanza (35%) e registra una decrescita inferiore rispetto al mercato (-39%).  I trasporti si confermano la categoria merceologica più acquistata su internet (60%), ma perdono quota (-1 punto percentuale rispetto al 2019) in favore degli alloggi (34%, +3 punti). Ad impattare su questa tendenza vi è la prevalenza del mercato domestico e la preferenza per l’utilizzo dei mezzi di trasporto di proprietà. Seguono infine, con un 6%, i pacchetti e tour organizzati. Il turismo di prossimità ha aumentato il ricorso a servizi conosciuti o comunque accessibili via telefono, email o chat, e reso meno necessario l’utilizzo di intermediari. Le OTA hanno perso il 57%, meno quelle legate esclusivamente all’extra-alberghiero (-33%).

Business Travel in 2020

La spesa per i viaggi d’affari scende a 7,6 miliardi di euro, in diminuzione del 63% sull’anno precedente. Il mercato nazionale (3,2 miliardi di euro) realizza la performance “migliore” (-56%), quello internazionale (4,4 miliardi) si riduce di due terzi (-67%) anche complice la forte riduzione dei prezzi del trasporto e il deprezzamento del dollaro contro l’euro (-2%).

The largest negative variation is in international industry spending (-68%), where the collapse of MICE travel (related to meetings, fairs, and corporate events), the most expensive, also affected the national segment (-58%). The tertiary sector, less exposed to intercontinental travel, shows a significantly lower spending contraction (-60%)” affirms Andrea Guizzardi, Director of the Business Travel Observatory “63% of Italian companies expect to resume traveling for non-essential reasons by the second half of 2021″.

Business Travel and forecasts for 2021
Business Travel and forecasts for 2021

Tourism demand: proximity and sustainability

La costrizione alla prossimità vissuta nel 2020 ha generato un lascito in termini di riscoperta delle destinazioni vicine che ha sostenuto il mercato delle esperienze, in forte crescita negli ultimi anni. A trainare sono state soprattutto le attività all’aperto e, proprio su questo comparto, diversi player stanno lavorando per supportarne una gestione più professionale e la digitalizzazione soprattutto nelle fasi di prenotazione e acquisto. L’emergenza sanitaria sta inoltre accelerando l’emergere di alcuni driver di scelta fino ad oggi poco considerati, come la sostenibilità nelle sue diverse sfaccettature. Le strutture ricettive italiane, ad esempio, mostrano di aver recepito la rilevanza del tema e l’83% ha messo in atto almeno un’azione in relazione alla sostenibilità.

The neverending tourism: physical and digital content

La tendenza al neverending tourism comporta una dilatazione dell’esperienza turistica che punta a essere continuativa e non restringersi al tradizionale periodo di ferie. La possibilità sempre più diffusa di lavorare da remoto può dare benefici agli attori del turismo e alle destinazioni: il 39% delle strutture ricettive italiane ha ospitato clienti in remote working nel 2020.

Il neverending tourism è la possibilità di un’estensione dell’esperienza turistica, sia fisica che digitale, nello spazio (non solo in destinazione) e nel tempo (non solo durante, ma anche prima e dopo l’esperienza di viaggio). Una nuova offerta turistica fatta di contenuti online (visite a musei e città, attività sportive ambientate nelle destinazioni ma praticabili virtualmente, corsi di cucina legati ai territori visitati etc.) o di prodotti del territorio può quindi essere prodotta e distribuita tramite canali digitali sia da destinazioni che da singoli operatori per anticipare nel pre-viaggio e proseguire nel post-viaggio la relazione con il cliente e generare ulteriori fonti di ricavi. La crescente fruizione di contenuti digitali (il 40% degli internet user ha aumentato il tempo dedicato al video entertainment nel 2020) e dell’e-commerce di prodotti della destinazione amplificano gli spazi di mercato per il neverending tourism e diverse realtà (startup, ma anche attori del ricettivo) stanno lavorando per trarne valore da questo fenomeno. Ad esempio il 42% delle strutture ricettive ha iniziato a offrire ai propri clienti l’acquisto di prodotti enogastronomici o di artigianato, anche tramite un eCommerce.

The social distancing

La necessità di distanziamento sociale ha inoltre accelerato il già avviato processo di digitalizzazione del journey. Oggi il 30% delle strutture ricettive adotta soluzioni di pagamento da mobile e offre la possibilità di check-in online o da mobile (nel 2019 erano solo l’8%); ha subito un’impennata l’offerta di assistenza tramite chatbot (14%, era il 2%) e di tour virtuali delle camere (13%).

Who will succeed in tourism

Eleonora Lorenzini, Director of the Digital Innovation Observatory in Tourism, states that “the actors of the offer that will succeed in overcoming this crisis find themselves facing the opportunity to accelerate towards changes already underway on topics such as journey digitization, sustainability, and neverending tourism. A renewed ability to collaborate among industry operators could be fertile ground for embracing the challenge or, conversely, a refuge to remain anchored to old logics. Each must decide whether to choose the path of recrimination or the challenge of innovation”.

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