Presepe napoletano 2026 a San Gregorio Armeno | Napoli ⋆ FullTravel.it

Il presepe napoletano, tra magia e tradizioni

Ogni anno l’otto dicembre, nel giorno della festa dell’Immacolata, in molte famiglie italiane si vive un momento magico: ci si ritrova grandi e bambini, per costruire tutti insieme il presepe.

Pupazzi del Presepe Napoletano
Massimo Vicinanza
3 Min Read

E ciò accade soprattutto a Napoli, dove il crib è da sempre un vero e proprio culto. Tant’è che quando nel 1930 Eduardo de Filippo scrisse la famosa commedia “Christmas at the Cupiello’s” volle utilizzare proprio il presepe per rappresentare la tradizione popolare più profonda ed accendere, così, la passione nei suoi spettatori.
Naturalmente il debutto al teatro Kursaal fu un successo clamoroso, e da quel momento é rimasta storica la battuta “Nennillo, do you like the crib? “.

Oggi come allora, in tutte le case napoletane, siano esse ricche e aristocratiche o povere e disgraziate, durante le festività natalizie il presepe non può mancare. Fatto di sughero, con l’erba e i pastori, con l’osteria, i re Magi e la grotta di Gesù Bambino. E a volte, come suggeriva lo stesso Eduardo, con ” l’enteroclisma dietro per alimentare l’acqua della fontanella “.
L’ambientazione che riproduce l’avvenimento della nascita di Gesù è sontuosa, opulenta. Ma sul presepe viene rappresentata anche la difficile e povera vita quotidiana, fatta di stenti e di miseria. Si ha così una scenografia talmente vicina alla realtà che finisce con l’appassionare sia i poveri che i ricchi. I primi vivono la Natività come la sola possibilità di migliorare la loro povera esistenza. Gli altri proiettano nella Sacra Rappresentazione la loro opulenza nella speranza di guadagnare, in questo modo, un posto in Paradiso.

San Gregorio Armeno, nativity scene of Naples

Naples and Spaccanapoli is today the undisputed homeland of shepherd figurine production. Every year thousands of people crowd the most famous street in the historic center, Via San Gregorio Armeno, also well known for the beautiful church of San Liguoro, which is perhaps the highest expression of Neapolitan baroque. In this alley, all the Neapolitan artisanal production of shepherd figurines and nativity scenes is concentrated. In dozens of workshops, artisans and artists compete with figurines to win a prominent place in the market of small sculpture production. The depicted characters are almost always the same: Baby Jesus, the Madonna and Saint Joseph, the Magi Kings, the washerwoman, the innkeeper, the musicians, the herb seller, the crippled man and the beggar, the gypsy woman, the butcher and the knife grinder. None has a name, except “Benino,” who is the shepherd sleeping near his flock.

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