La donazione veniva formalizzata davanti al notaio Lattanzio di Bari il 5 aprile del 1865 e, nel 1877, veniva aperta al pubblico la nuova istituzione il cui patrimonio, nel frattempo, era giunto a circa 8.500 opere in 14.000 volumi.
Alla prima donazione si erano aggiunti ulteriori doni di privati e soprattutto l’acquisizione delle biblioteche dei conventi soppressi nella provincia: Cappuccini, Riformati di San Bernardino e Casa della Missione di Bari, Riformati di Santa Maria degli Angeli di Cassano, Santa Maria di San Luca di Valenzano, Cappuccini di Triggiano, di Rutigliano, di Conversano e di Gravina. Queste antiche biblioteche, di carattere prevalentemente religioso, ma non prive di opere letterarie e scientifiche costituiscono una importante documentazione della storia della cultura in Terra di Bari. La sede della biblioteca così costituita era nel Palazzo di Città, nei pressi della Basilica di San Nicola.
Nel 1884, allo scopo di migliorarne il funzionamento, il Comune e la Provincia di Bari diedero vita a un consorzio per la gestione dell’ente che diventava Biblioteca Consorziale Sagarriga Visconti Volpi. Nel 1895 la Biblioteca fu trasferita al pian terreno del Palazzo Ateneo, appena fatto costruire dalla Provincia, su progetto dell’architetto Giacomo Castelli, per collocarvi gli istituti di istruzione superiore.
Dalla fine del XIX secolo e fino agli anni Cinquanta del secolo scorso, il patrimonio librario ha registrato una crescita notevole, attenta alle discipline umanistiche e alla storia locale, incrementata dal 1910 con il deposito obbligatorio degli stampati prodotti in provincia di Bari, arricchita da numerose raccolte librarie, grandi e piccole, provenienti da intellettuali e da importanti famiglie baresi: Giulio Petroni, D’Addosio, Di Cagno Politi, Domenico Zampetta, Andrea Angiulli, Giuseppe De Ninno, Menotti Bianchi, Armando Perotti, De Giosa, de’ Casamassimi, Giovanni Modugno, Raffaele Cotugno, Michele Squicciarini, Vittorio Fiorini, Giuseppe Petraglione, Michele Gervasio.
A partire dal 1925, nella storia della Biblioteca acquistavano intanto grande importanza i rapporti con l’Università appena fondata nella sede dello stesso Palazzo Ateneo.
Nel 1958 la legge n. 330 del 28 marzo la trasformava in biblioteca statale con il titolo di nazionale, ampliandone le competenze e inserendola in un più vasto circuito culturale. Negli anni Settanta fu avviata una radicale modernizzazione delle strutture, dei servizi e dell’organizzazione tecnico scientifica, orientando la biblioteca, anche attraverso l’acquisto di bibliografie e opere di reference, a porsi come il più importante centro bibliografico regionale, non solo per l’importanza del patrimonio conservato, ma per il rigore delle procedure biblioteconomiche, per la validità delle acquisizioni, per la preparazione del personale scientifico.
Nel 1992 la vita della Biblioteca ha registrato una importante innovazione con l’adesione al progetto SBN dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane e con l’avvio dell’informatizzazione dei cataloghi, dapprima in collegamento telematico con il CED del Polo di Napoli e poi, dal giugno 2002, con l’allestimento di un CED autonomo e la realizzazione del Polo SBN Terra di Bari, che ha reso la Biblioteca accessibile nel web attraverso il portale del Polo Terra di Bari. Dalla seconda metà degli anni Novanta è iniziato un lavoro di recupero retrospettivo in SBN. L’opac del polo bibliotecario di Terra di Bari, di cui oggi fanno parte quarantuno biblioteche, contiene attualmente circa 490.000 schede catalografiche.
The new headquarters of the National Library of Bari
For the National Library of Bari, a new phase has begun with the transfer from the ground floor of Palazzo Ateneo, its historic seat, to the new headquarters within the Cittadella della Cultura, a splendid example of architecture from the 1930s of the last century. This complex was the ancient provision city of Bari managed by the Municipal Company of provision services and included the Municipal Refrigerator, the Municipal Slaughterhouse, and the Fish Market.
Since the summer of 2006, the Library has occupied the former Refrigerator and the former Fish Market, built between the 1920s and 1930s of the last century and restored with a conservative and functional intervention by the Ministry for Cultural Heritage and Activities. Both buildings are of fine aesthetic workmanship with references to the Art Nouveau style.
The area available to the Library amounts to about 11,500 square meters: the spaces on the ground floor and mezzanine of the two buildings are intended for book storage, while the entire first floor, connected by a walkway that unites them, contains the rooms and areas intended for the public of readers and visitors.
On the first floor of the former Refrigerator, along with the large reading room, there is an auditorium with 80 seats equipped with adequate technological equipment for conferences and meetings. On the first floor of the Fish Market, two specialized study rooms (manuscripts and rare books, bibliographies and catalogs) have been created.
Both complexes are equipped, also on the first floor, with distribution points for book materials coming from the deposits. In the public rooms, about two thousand linear meters of shelving are available to the public; another thousand linear meters of traditional shelving have been created in the two deposits intended for rare and valuable materials and manuscripts. In the book warehouses, a compact shelving system with electric movement has been set up, extending about 18,000 linear meters for book storage, including the mezzanine floor of the former Fish Market, intended for the horizontal placement of newspaper collections and large formats.
Telematic stations are installed in all public rooms for consulting the online catalog, digital materials available on the internal network, national and international OPACs, and for internet navigation. On the ground floor, there are stations equipped for blind and visually impaired people.
On the second floor of the two buildings, the internal offices of the Library have been created, all connected to the telematic network and sufficiently large and spacious. The structure is served by six elevators and all spaces are accessible to people with disabilities.

