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Museo arti contemporanee Hermann Nitsch, Napoli

Al numero 29 di Via Pontecorvo, a due passi da piazza Dante, il Museo Nitsch si rende visibile in fondo alla stretta strada di ingresso, attraverso il segno forte di una facciata sobria e composta di fine Ottocento.

Museo arti contemporanee Hermann Nitsch, Napoli
Redazione FullTravel
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Lo spazio, già nato per ospitare un impianto per la produzione di energia elettrica, mostra un’ampia quadratura e un corpo architettonico da osservare con l’angolazione poetica di chi ha trasformato uno stabile in disuso, in un sogno realizzato, in una deflagrazione creativa: il Museo Hermann Nitsch Archivio/ Laboratorio per le Arti Contemporanee, dedicato all’artista viennese e alla sperimentazione visuale nata intorno agli anni Sessanta.

Una sede per le arti a Napoli, ma soprattutto un punto di incontro dove la continuità di memoria del passato alimenta il presente inteso come evocabile consistenza memoriale, come possibile antidoto, in termini di dichiarazione di frattura, rispetto alle insinuazioni di insidiosi condizionamenti consumistici.

L’itinerario espositivo di questo luogo esclusivo, avvertendo da sempre l’urgenza di rinnovarsi e favorire l’approfondimento culturale, presenta sezioni fisse e allestimenti biennali (settembre 2010) con alcune nuove opere di H. Nitsch: 45 aktion-1974, Napoli, Studio Morra, 54 leraktion- 1977, Napoli, Studio Morra 18 malaktion- 1986 Napoli, Casa Morra, 96 aktion-1996 Napoli, Vigna San Martino, 55 malaktion-2008 Napoli, Museo Nitsch, 130 aktion-2010 Napoli, Museo Nitsch. Il Museo è caratterizzato da una serie di nuclei fondamentali: l’Archivio; il Centro di Documentazione, ricerca e formazione; la Biblioteca /Mediateca; il Dipartimento per il Cinema Sperimentale Indipendente; la Discoteca di musica contemporanea (dal 1940 ai nostri giorni) e il Centro per le Arti Performative e Multimediali.

The goal is for the visitor to become a protagonist and an active part of the Laboratory, the intention is to preserve historical memory by offering a series of tools and documents able to outline the historical-existential context of the works themselves and the artists who conceived them.

Claiming deep ties of anthropological consistency, the Museo Nitsch proposes itself as a space to claim the possibility of knowing oneself, distinguishing oneself, talking around the very essence of art, its languages, its dramaturgy, its colors, its asymmetric and sharp forms of meaning.

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