Abbazia di Vezzolano ad Albugnano, in Piemonte ⋆ FullTravel.it

Abbazia di Vezzolano ad Albugnano, in Piemonte

Benché la leggenda faccia risalire a Carlo Magno la sua fondazione, il primo documento in cui è menzionata l’Ecclesia di Santa Maria di Vezzolano risale al 1095.

Abbazia di Vezzolano Albugnano, in Piemonte
Raffaele Giuseppe Lopardo
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Posta tra le diocesi di Vercelli, Asti, Torino ed Ivrea, vicina ai potenti comuni di Asti e Chieri, la Canonica di Vezzolano, in Piemonte, testimonia con le sue importanti opere d’arte medioevale un lungo periodo di splendore tra i secoli XII e XIII, seguito da un lento declino, che può essere simbolicamente racchiuso in due date: il 1405, anno in cui la canonica fu concessa in commenda ad abati residenti altrove, e il 1800, quando l’amministrazione napoleonica ne espropriò i beni, trasformando la chiesa in cappella campestre della parrocchia di Albugnano e in granaio il chiostro affrescato. Nel 1937 il complesso fu ceduto allo Stato e in consegna alla Soprintendenza per i Beni Architettonici.

La chiesa orientata, cioè con la parte absidale rivolta ad est, aveva in origine una pianta di tipo basilicale, ovvero a tre navate, che venne modificata nel XIII secolo, quando la navatella destra fu trasformata nel lato nord del chiostro. La facciata, a salienti, in cotto con fasce orizzontali in arenaria, presenta una ricca decorazione scultorea di connotazione transalpina concentrata nella parte centrale.

The interior is in early Gothic forms: the central nave is divided by a rood screen (or jubé), a rare architectural structure on small columns, on which extends a polychrome bas-relief with two superimposed registers depicting the Patriarchs and Stories of the Virgin, dating to the third decade of the thirteenth century although it bears the date 1189; on either side of the central window of the apse a polychrome sculpture of Antelamic derivation (late twelfth century) represents the Annunciation.

In the cloister, one of the best preserved in Piedmont, are sculpted capitals and an important cycle of fourteenth-century frescoes, with the remarkable representation of the Contrast of the Three Living and the Three Dead.

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