L’edificio, articolato su più livelli, alimentato dall’acquedotto del Serino e costruito prevalentemente in opus vittatum e latericium, risale nel suo impianto originario alla prima metà del II sec. d.C.; ma subì nel corso del tempo molteplici interventi che ne hanno modificato l’organizzazione degli spazi.
Sicuramente posteriori rispetto al nucleo originario sono: il corridoio d’ingresso, in epoca medievale adattato a cisterna, alcuni ambienti forse identificabili come tabernae, e la latrina. Quest’ultima, preceduta da un piccolo vano di disimpegno con volta a botte e resti della vaschetta per le abluzioni, doveva essere coperta da una semicupola e presentare pitture parietali, delle quali oggi non rimangono che poche tracce. Mal conservata è anche la decorazione del pavimento formata da un mosaico a tessere bianche e nere raffigurante due delfini natanti ed un animale marino fantastico.
L’illuminazione vi era assicurata dalle cinque finestre che si aprivano nella parete semicircolare. Lungo il perimetro dell’emiciclo corre, il canale di scolo delle acque, continuamente rifornito dalla cisterna attraverso condotti sotterranei, al di sopra del quale erano i sedili in pietra o marmo forati.
In origine l’ingresso all’edificio termale si apriva direttamente sul vestibolo, in cui si conserva il mosaico figurato a tessere bianche e nere, raffigurante una nereide seduta sulla coda di un giovane tritone, circondata da due amorini e delfini, nonché tracce della zoccolatura e del rivestimento parietale a lastre di marmo.
Used as a changing room (apodyterion), it was a room that initially communicated with the vestibule through an entrance later bricked up. There were several paths that users could choose depending on preferences or therapeutic needs.
The main one included various stops in four rooms heated at different temperatures, then a stay in the apsidal calidarium, with a labrum for ablutions and the tub (alveus) for the hot bath, and finally access through a passage to the frigidarium with two tubs for cold baths and a floor mosaic with black figures on a white background depicting fantastic animals, ridden or followed by anthropomorphic figures and dolphins in the corners.
The partial collapse of the floors and the fall of the wall coverings have exposed the structural elements related to heat production – the side furnaces (praefurnia) with service rooms – and its diffusion – the cavities below the floors (hypocausta and suspensurae) and along the walls. These rooms, according to the scheme known from Vitruvius, are oriented to the South-West, in order to better exploit the heat and light of the sun during the afternoon hours.

