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Appartamento storico di Napoli

La scenografia dell’“ingresso a corte” è rappresentata dallo Scalone d’onore, cui si accede dal Cortile d’onore del Palazzo, realizzato da Francesco Antonio Picchiatti (1651-66) e poi modificato e decorato da Gaetano Genovese (1838-58).

Appartamento storico di Napoli
Redazione FullTravel
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La zona inferiore è decorata con trofei militari e bassorilievi allegorici mentre sulla ricca balaustra di marmo traforato poggiano due lampioni ottocenteschi in ghisa lavorati nella Fabbrica Reale di Pietrarsa; al centro, lo stemma dei Savoia.

Lo Scalone immette in un luminoso Ambulacro, in origine una loggia aperta, ora protetto da vetrate ottocentesche, su cui affacciano stanze e retrostanze dell’Appartamento storico nonché il Teatro di Corte e la Cappella Reale. Il “Grande Appartamento di Etichetta” voluto da Ferdinando II di Borbone si presenta nella forma museografica di “Appartamento Storico”; al suo interno sono visitabili la maggior parte delle sale più antiche nelle quali si volgevano le funzioni istituzionali e di rappresentanza, splendidamente decorate ed adorne di pitture, statue, arazzi e mobili d’epoca mentre non ci sono giunte le stanze e gli arredi di uso quotidiano (camere da letto, bagni, cucine).

L’allestimento corrisponde per lo più alla sistemazione della Reggia in età sabauda, sebbene la parte seicentesca rivesta ancora un ruolo rilevante nella decorazione dei soffitti con affreschi di soggetto storico volti ad esaltare la gloria degli Spagnoli vincitori ed anche le testimonianze artistiche del XVIII e XIX secolo provvedono a documentare l’illustre ruolo della Reggia.

Il percorso si snoda, a partire dalla Sala del Corpo diplomatico, attraverso numerose sale e retrostanze – si segnalano la Sala di Maria Cristina, che immette negli appartamenti abitati fino al 1837; lo Studio del Re, riccamente arredato con mobili di Weisweiler – fino al Salone d’Ercole, sede di balli e ricevimenti, costruito a metà del Seicento ed oggi caratterizzato dagli arazzi della serie di “Amore e Psiche” della Reale Fabbrica di Napoli tessuti da Pietro Duranti sui cartoni di Fedele e Alessandro Fischetti tra il 1783 e il 1789, nel quale è esposto il grande orologio bronzeo con Atlante che regge il globo, manifattura francese del XVIII secolo.

Dall’ambulacro si accede al Teatrino di Corte, l’antica “Sala Regia” seicentesca destinata alle festa e agli spettacoli con apparati mobili, allestita nella forma attuale da Ferdinando Fuga nel 1768.

 

On the eastern side of the loggia opens the Palatine Chapel, built starting in 1646 to a design by Cosimo Fanzago and dedicated to the Assumption, then rearranged between 1808-15 by Antonio De Simone and then by Gaetano Genovese and finally heavily remodeled in the postwar period; inside, the main altar, coming from the church of Santa Teresa agli Studi, a grandiose work by Dionisio Lazzari with hard stones, agates, lapis lazuli, onyx, jaspers, and amethysts; on the ceiling the Assumption by Domenico Morelli.

The chapel houses the permanent exhibition “Sacred Art of the Palace” within which the precious Nativity scene of the Banco di Napoli with sculptures from the 18th and 19th centuries was recently set up.

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