Viaggio nelle località dei trenini turistici

Fischi, sbuffi, clangori e stridii. Uno sferragliare che sa di archeologia industriale e, all’improvviso, da dietro una curva, ecco la sagoma di una locomotiva a vapore o di una littorina diesel, che arriva quasi trionfalmente in stazione, trainando piccoli e simpatici vagoni, da cui scendono passeggeri dall’aria soddisfatta, ma anche e un po’ stranita, come di chi ancora non crede d’aver viaggiato su un trenino d’antan.

Ferrovie Basso Sebino ©Ferrovie Turistiche ItalianeFerrovie Basso Sebino ©Ferrovie Turistiche Italiane

Trenini dal passato
Fischi, sbuffi, clangori e stridii. Uno sferragliare che sa di archeologia industriale e, all’improvviso, da dietro una curva, ecco la sagoma di una locomotiva a vapore o di una littorina diesel, che arriva quasi trionfalmente in stazione, trainando piccoli e simpatici vagoni, da cui scendono passeggeri dall’aria soddisfatta, ma anche e un po’ stranita, come di chi ancora non crede d’aver viaggiato su un trenino d’antan.
Negli ultimi anni, grazie al sempre più convinto impegno di appassionati e associazioni, sono risorte anche nel nostro Paese diverse storiche linee ferrovarie, che l’avvento della modernizzazione aveva mandato in soffitta alcuni decenni fa.
Si tratta di trenini dal passato importante, che per lungo tempo hanno trasportato merci e persone in zone spesso disagiate, rappresentando un’insostituibile via di comunicazione. Il loro lento e affascinante andare, i loro vagoncini dagli interni semplici e vecchiotti sono oggi a disposizione dei turisti e di chi, più in generale, desidera scoprire o riscoprire alcuni degli angoli più belli d’Italia in un modo alternativo all’automobile.
Nella bella stagione, le loro corse diventano anche una ghiotta occasione per una gita con la famiglia (su bimbi e ragazzi il treno esercita sempre un fascino particolare) e per tuffarsi tra le tante attrattive di un territorio. Dalle rive dell’Oglio alle Crete senesi; dalle falde dell’Etna alle gole della Sardegna, ecco allora una veloce carrellata di questi piccoli ma gloriosi convogli , ancora capaci di far sognare grandi e piccini.
I trenini blu per il Lago d’Iseo
La storica Ferrovia del Basso Sebino è lunga circa 10 chilometri ed era un tempo adibita al trasporto merci, in particolare dei prodotti delle acciaierie di Lovere, traghettati da chiatte attraverso il lago d’Iseo. Perfettamente risistemata e recuperata, trasporta oggi centinaia di turisti desiderosi di gustare sia le bellezze delle rive dell’Oglio che quelle del lago, e di completare magari il tutto con una gita in battello fino a Montisola (l’isola lacustre più grande d’Europa, dove si circola rigorosamente a piedi), o con un tuffo tra le tante, irresistibili specialità enogastronomiche di Franciacorta e Val Calepio.
Da Maggio a giugno, e poi a settembre, una littorina diesel parte tutti i sabati e domeniche dalla stazione di Bergamo, mentre le corse del “vapore” sono in tutto 4 o 5 l’anno. Il trenino sosta a Palazzolo sull’Oglio, costeggia il corso del fiume e arriva alla stazione di Paratico-Sarnico, dando anche la possibilità di acquistare un comodo biglietto treno più battello e di portarsi le biciclette per il rientro.
Informazioni: Associazione Ferrovie Turistiche Italiane tel.030.7402851 oppure 338.8577210
Da Genova a Casella il trenino dell’Alta Valle Scrivia
Dalla stazione di Genova Piazza Manin, parte da marzo a settembre un colorato trenino a scartamento ridotto, che dal mare porta nel cuore verde dell’Appennino ligure. Costruita agli inizi del ‘900, la Genova-Casella nacque con l’intento di collegare la Città della Lanterna all’Alta Valle Scrivia e alla Val Trebbia. Il suo percorso si sviluppa per circa 25 chilometri ed è caratterizzato da spettacolari pendenze e curve strette tra crinali, dirupi e trincee. Lasciata la città, il trenino si mantiene per i primi 6 km in vista del mare; poi, costeggiati i resti dell’acquedotto medievale, inizia a inerpicarsi sui fianchi della collina, schiudendo ampie vedute sui Forti settecenteschi. Raggiunta la Val Polcevera, il sinuoso tracciato tocca le stazioni di Torrazza, Sardorella (attrezzata per pic-nic, grigliate, castagnate e feste campestri), Sant’Olcese (tappa gastronomica d’eccellenza, per lo squisito salame prodotto artigianalmente e il sentiero storico-botanico di Ciaè) e Busalletta; superato il valico della Crocetta di Orero, il trenino arriva finalmente nella stazioncina di Casella, cuore del bellissimo Appennino ligure. Informazioni: tel. 010.83732
Il trenino delle Crete
Ogni anno, a novembre, in occasione della Mostra Mercato del Tartufo Bianco, uno storico trenino trainato da una locomotiva a vapore, la gloriosa “640” del 1911, collega Siena e Grosseto a San Giovanni d’Asso, il piccolo borgo medievale, tra Asciano e Montalcino, che ospita l’evento. Il pregiato tubero viene infatti raccolto in questa zona, caratterizzata dalle suggestive Crete Senesi. Da Siena, il percorso dei vagoncini d’epoca chiamati “centoporte”, per le numerose uscite di cui sono dotati, disegna una specie di anello: all’andata, si toccano le stazioni di Buonconvento, Monte Antico, Sant’Angelo-Cinigiano e si costeggia il fiume Orcia. Si prosegue poi tra le colline di Montalcino, si transita nella stazione di Torrenieri, per arrivare, infine, a San Giovanni d’Asso, dove, nei sotterranei del castello sono allestiti i banchi di esposizione e vendita del profumato tubero bianco. Mentre, nelle vie del paese, si tengono incontri, banchetti e degustazioni dei prodotti tipici locali. Il rientro serale a Siena avviene attraverso le Crete, passando per Asciano. Chi parte da Grosseto, percorre invece un tratto della ferrovia tirrenica, con successiva deviazione nei pressi di Montepescali per Sant’Angelo-Cinigiano. La prenotazione è obbligatoria ed è consigliabile effettuarla con buon anticipo presso la Ferrovia Val d’Orcia tel.0577.207413/0577.207343;
Crete Senesi.
Da Siena, il percorso dei vagoncini d’epoca chiamati “centoporte”, per le numerose uscite di cui sono dotati, disegna una specie di anello: all’andata, si toccano le stazioni di Buonconvento, Monte Antico, Sant’Angelo-Cinigiano e si costeggia il fiume Orcia. Si prosegue poi tra le colline di Montalcino, si transita nella stazione di Torrenieri, per arrivare, infine, a San Giovanni d’Asso, dove, nei sotterranei del castello sono allestiti i banchi di esposizione e vendita del profumato tubero bianco. Mentre, nelle vie del paese, si tengono incontri, banchetti e degustazioni dei prodotti tipici locali. Il rientro serale a Siena avviene attraverso le Crete, passando per Asciano. Chi parte da Grosseto, percorre invece un tratto della ferrovia tirrenica, con successiva deviazione nei pressi di Montepescali per Sant’Angelo-Cinigiano. La prenotazione è obbligatoria ed è consigliabile effettuarla Solicchiata. Quasi al termine della discesa, ricompaiono gli agrumeti e, all’orizzonte, la linea blu del Mar Ionio. Il capolinea è a Riposto, sul mare; per completare l’anello e ritornare a Catania, conviene scendere un po’ prima, a Giarre e proseguire con la coincidenza sulla linea FS Messina-Catania. Informazioni: tel.095.541250 o 095.541244.
Il trenino Verde della Sardegna
Tra i tanti, bellissimi itinerari proposti dalle storiche ferrovie della Sardegna, c’è, da metà giugno a metà settembre, quello attraverso la splendida Gallura: dalle coste di Palau Marina ai boschi di sughero di Tempio Pausania. Un tragitto che dura circa un’ora e mezzo e che regala un salto indietro nel tempo; si parte al mattino dalla banchina del porto d’imbarco per la Maddalena e si punta a sud, addentrandosi in una zona scandita da rocce di granito, alberi di sughero e ampie distese di macchia mediterranea. Il trenino, nel suo lento e piacevole sbuffare, tocca il lago del Liscia, Calangianus e approda a Tempio Pausania (548 metri), una deliziosa cittadina, con molti spunti di visita: antiche case in pietra a vista e strade in granito, cantine in c
ui degustare il famoso Vermentino di Gallura, negozi e rivendite di formaggi, salumi e miele di produzione locale.
Informazioni al numero verde delle Ferrovie della Sardegna 800.460220


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