Viaggio di nozze in Mauritius e Botswana

Il viaggio di nozze è una di quelle cose che organizzi nella tua mente per anni, hai impressa un idea che vuoi realizzare. La mia era la Polinesia…ora voi mi direte ..e che c’entra con l’Africa? Beh, rimanendo il mito dellaPolinesia per il viaggio di nozze, per la laurea abbiamo per la prima volta esplorato le savane africane, e ci siamo innamorati.

Viaggio di nozze in Mauritius e Botswana
Viaggio di nozze in Mauritius e Botswana

Quando abbiamo iniziato a parlare veramente di viaggio di nozze, la prima parola che ci è uscita è stata: Africa!..e l’idea della Polinesia è stata accantonata. Ma l’Africa è grande, e le proposte di viaggio anche.

Non so come sia uscita l’idea del Botswana, probabilmente ci è rimasta impressa qualche immagine da documentario e l’idea è uscita cosi naturale : andiamo in Botswana per il viaggio di nozze!  Dopo le prime perplessità ci siamo affidati alla nostra amica fidata dell’agenzia viaggi, e con lei abbiamo iniziato ad organizzare questo viaggio fantastico . le prime reazioni? Quando gli amici col sorriso ci chiedevano: dove andate in viaggio di nozze? Noi: in Botswana…e le loro facce si facevano interrogative: dove???????
Scherzi a parte, l’organizzazione del viaggio ha richiesto un po di tempo. Il Botswana non è di per se uno stato pieno di città d’arte, quello che si trova è tanta natura incontaminata,e tanti parchi nazionali da visitare.
Noi avendo un tempo un po ristretto per i parchi (7 giorni da passare in botswana +2 in Zimbabwe alle cascate vittoria + 7 alle Mauritius)abbiamo optato per visitare la riserva Moremi(2 giorni), il delta dell’Okawango( 2 giorni) e la Chobe game riserve(2 giorni).
2 giorni è il minimo tempo da passare in un parco.Volevamo visitare anche il Kalahari, ma non ci è stato possibile.
Essendo un viaggio di nozze abbiamo cercato delle sistemazioni particolari, ci sono molti lodge esclusivi, abbastanza aree di campeggio, ma poca scelta di via intermedia. Noi avevamo scelto uno standard medio – alto, per poi all’ultimo momento cambiare tutto con un tour operator decisamente piu alto ( orient ’ express) a causa delle titubanze a prenotare un lodge da parte del precedente to. Comunque nel cambio ( allo stesso prezzo…un bacio grande alla mia amica dell’agenzia!!) ci abbiamo guadagnato eccome!!!
Facciamo una premessa fondamentale, chi non ama l’aereo abbandoni l’idea del Botswana. Gli aerei sono fondamentali in un viaggio del genere ( noi in tutto ne abbiamo presi 14!) . Innanzitutto perche non esiste un volo diretto dall’Italia al Botswana, e nel periodo in cui ci siamo andati noi, nemmeno dall’Europa al Botswana, quindi abbiamo dovuto fare 2 scali intermedi, e secondo ma non meno importante, le distanze tra i parchi sono grandi, e spesse volte ( specie dopo le grandi piogge) le strade sono impraticabili, quindi per spostarsi da un parco all’altro, da un lodge all’altro è necessario utilizzare i piccoli piper. Che sono un esperienza incredibile, ma per chi non ama volare non sono certo l’ideale.

Veniamo allora al nostro viaggio.

Siamo partiti la domenica mattina dopo il nostro matrimonio, era maggio, ci spostiamo a Milano per prendere il nostro primo volo destinazione Francoforte( volo lufthansa, come sempre ottimo). A Francoforte ci accoglie il grande ed efficiente aeroporto, abbiamo 6 ore di tempo prima del volo della sera per Johannesburg, ne approfittiamo per mangiare qualcosa e per dare un occhiata agli innumerevoli negozi. Il volo per Johannesburg della sera è servito dalla South African Airlines , questo è il primo di una lunga serie con questa compagnia, che io ritengo sinceramente una delle migliori con cui abbia volato. Aerei nuovi e puliti, hostess e stuart gentili,possibilità di scelta di diversi menu a bordo anche in economy ( anche per vegetariani ), video personale con una decina di film a disposizione del singolo oltre che giochi  webcam e altro.

Atterriamo a Johannesburg alla mattina dopo un volo tranquillo. L’aeroporto di Johannesburg ci accoglie nella confusione del mattino ( ci siamo passati altre 10 volte, ma mai trovato tanto traffico alla dogana come questa volta), facciamo una fila lunghissima per il controllo passaporti. Probabilmente è l’ora di punta,e sono arrivati diversi aerei contemporaneamente . Sbrighiamo le formalità doganali e ci dirigiamo verso l’uscita, dove ci attende ai voli nazionali una hostes ( avevamo preso nel pacchetto un meet and greet all’aeroporto di Johannesburg, perché non conoscendolo e avendo poco tempo a disposizione avevamo paura di non riuscire a trovare il deposito bagagli per lasciare la nostra valigia per il soggiorno al mare, ma devo dire che ci saremmo tranquillamente riusciti da soli, la segnaletica dell’aeroporto è ottima, e basta prendere l’ascensore  per ritrovarsi al deposito). Faccio una piccola parentesi riguardo al bagaglio. Ricordate che in Botswana si ci sposta su piccoli aerei che non hanno bagagliaio, quindi i bagagli vengono stipati nella cabina assieme alle persone. Per questo motivo i chili permessi sono solo 10 a persona ( controllate comunque che non siano variati), e vi consiglio di portare delle valigie morbide , che si possano schiacciare e quindi riuscire ad  essere imbarcate senza grossi problemi. Ho visto infatti alcune discussioni per bagagli troppo grandi che non riuscivano ad essere caricati maneggevolmente. Se avete intenzione di fare un soggiorno al mare in seguito al safari e dovete passare per lo stesso aeroporto  fate come noi, lasciate una valigia con gli abiti per il mare in deposito bagagli, non spenderete un esagerazione, e sarete sicuri di avere all’inizio della settimana di mare una valigia con vestiti puliti e poco spiegazzati ( e sarà un piacere). ,infatti i vestiti che avevamo con noi nelle borse del safari ( fatte e disfatte per 4 volte in 8 giorni!) erano inguardabili!!!

Il nostro aereo per Maun parte dai voli nazionali, anche se è un volo per un’altra nazione, forse essendo un piccolo aereo o forse piu che altro essendo voli considerati come domestic . Un piccolo aereo per una cinquantina di persone ci attende sulla pista. Riconosciamo i nostri bagagli e partiamo. Il volo per maun dura un oretta. Maun ci accoglie dall’alto come un insieme di casupole di cartone legno e lamiera . Solo poche case in cemento. Atterriamo nel piccolo aeroporto, grande non piu di un paio di stanze. Sbrighiamo brevemente le formalità e incontriamo il nostro pilota che ci consegna i voucher per i voli successivi.

Saliamo sul piper assieme ad un’altra coppia diretta all’okawango, noi andremo alla Moremi, quindi sarà la seconda fermata. Ne approfittiamo quindi subito per un doppio volo. Il primo impatto del volo sul delta dell’okawango è incredibile. Guardando sotto il piper non si capisce dove inizia la terra e dove ci siano le acque. La ragazza che ci ha accolto a Johannesburg ci aveva avvisato che eravamo fortunati perché quest’anno le piogge erano state abbondanti, quindi lo spettacolo sarebbe stato meraviglioso, ma non immaginavamo tanto. I colori sono intensi, il sole si specchia nelle acque aumentando i riflessi, bellissimo.

Atterriamo al piccolo aeroporto privato, qui tutti i lodge piu grandi ne hanno uno, anche perché le distanze tra uno e l’altro sono notevoli, e ripartiamo subito verso la nostra prima destinazione. Dopo un volo si mezz’oretta atterriamo alla riserva Moremi. La riserva Moremi si trova ai confini del delta dell’okawango, in una zona verde, piena di alberi.Istituita nel 1965 per cercare di fermare i cacciatori di frodo è una delle zone in cui flora e fauna sono meglio conservate . Il nostro primo lodge sarà il Kwai river lodge dell’Orient’express, proprio quelli del famoso treno!

Un 4×4 ci attende alla fine della pista. Il lodge dista 5 minuti, e per la strada incontriamo le prime antilopi. Il lodge si trova ai bordi di un braccio dell’okawango, in un ansa tranquilla, tra ippopotami e varie specie di uccelli. Ci accolgono nella grande reception e ci portano alla nostra tenda , facendoci le raccomandazioni di rito, soprattutto di non uscire la sera da soli, ma di chiamare per farsi accompagnare . Questi lodge non hanno barriere, quindi gli animali girano indisturbati tra le tende. La nostra tenda, se cosi si puo chiamare è bellissima, immensa , con un grande letto a baldacchino, mobili e atmosfera da safari i altri tempi. Con comodità moderne di un doppio bagno sul retro, e un grande balcone davanti che da sul lago.

Ci cambiamo e siamo pronti per il primo safari.

La vita dei lodge si svolge con la stessa cadenza ogni giorno, ed è cosi prevista:
Svegli alle 5.30/6 piccola colazione e partenza per il safari della mattina. Durante il safari piccolo spuntino con caffe caldo e paste, ritorno al lodge per la colazione. Tempo libero da dedicare all’ozio, alla piscina o piccole passeggiate all’interno del lodge. A mezzogiorno pranzo, poi di nuovo tempo libero. Alle 4 ritrovo con piccola merenda e partenza per il safari. Durante il safari aperitivo al tramonto , rientro. Cena alle 8 . Nei lodge piu grandi piccolo intrattenimento serale e poi tutti a dormire.

L’incontro con la natura circostante è subito incredibile. Non entriamo nella riserva oggi, ma stiamo nei dintorni del lodge, perché la mandria di bufali ha attraversato il fiume e si trova nei paraggi, e di solito dove c’è la mandria ci sono anche i felini. Troviamo la mandria nella radura, sono tanti, e ci sono un sacco di cuccioli nati dopo le piogge.Incontriamo anche giraffe ed elefanti, ma niente felini. Torniamo al lodge, ci prepariamo per la cena. Ovviamente chiamiamo per farci accompagnare. Un ragazzo grande e grosso ci viene a prendere munito di una torcia e una lancia appuntita…. Ceniamo assieme agli altri ospiti, ci sono delle signore inglesi, degli americani e una famiglia neozelandese ( dalla quale impariamo tutto sugli ovini, sul set del signore degli anelli, sulle loro grandi proprietà, sul fatto che stanno facendo un viaggio di 2 mesi in giro per l’africa…ecc ecc…vabbe sorvoliamo…)

Dopo cena ci riuniamo tutti attorno alla piscina, e vengono spente le luci del lodge, d’un tratto cadiamo nel buio completo, ma alzando gli occhi lo spettacolo si accende. Ci sono milioni di stelle che ci guardano, cosi brillanti e cosi tante che quasi non ci capacitiamo. Il lodge è lontano anni luce dalle luci di qualsiasi città , quindi le stelle non sono disturbate, e l’osservazione astronomica è una cosa sensazionale . Infatti il telescopio è pronto per osservare queste meraviglie: la croce del sud, lo scorpione, la nebulosa a farfalla, quella ad anello. Rimaniamo incantati  come bimbi a bocca spalancata in silenzio piu assoluto a guardare nel telescopio. Alla fine dell’osservazione ci facciamo riaccompagnare dalla guida con la lancia.Sorpresona in camera, oltre a qualche dolcetto e the per la notte ci sono anche delle borse per l’acqua calda nel letto: per me che sono freddolosa una cosa favolosa!

La mattina seguente all’alba siamo gia pronti per affrontare la riserva moremi. Il branco di bufali si è spostato, e noi lo seguiamo. L’ingresso alla riserva è caratterizzato da un ponticello di tronchi che si muovono sotto il peso della nostra 4×4. La riserva è molto verde,piena di alberi, c’è anche un bellissimo lago, dove ci fermiamo per arrampicarci su di una torretta d’osservazione. Ci sono zebre , gazzelle e qualche gnu. I safari di oggi non ci portano grandi incontri, ma i paesaggi sono bellissimi.

Alla sera  al lodge ci hanno fatto una sorpresa: ci hanno preparato una cenetta a lume di candela sopra alla torretta di osservazione, solo per noi due, per festeggiare la nostra luna di miele.che bello!! Qui si mangia davvero benissimo, proviamo anche per la prima volta il kudu, buonissimo da mangiare, e ancor piu bello visto dal vivo( tant’è che il giorno dopo vedendolo mi sono sentita un po in colpa!).

Andiamo a riposarci dopo il the con gli altri ospiti e qualche chiacchiera davanti al boma ( il fuoco che è sempre acceso in ogni lodge,un posto confortevole che ti avvolge nel cuore della notte, dove chiacchierare diventa intimo ed è facile fare amicizia con persone di altre culture).

Il silenzio della notte però è piu volte disturbato, un po dai babbuini che si aggirano sulla veranda, ma poi da qualcosa di piu grosso: un elefante che si sta  grattando al nostro albero: sentiamo i rumori come se fosse in camera con noi. Quando ha finito di risistemarsi fa un giretto per il giardino e poi se ne va. La mattina dopo infatti troviamo le sue tracce ben evidenti in giro.

Come ultima giornata alla moremi la nostra guida ci promette di farci vedere un leone, e si impegna per farci contenti. Ci viene in aiuto la ragazza del lodge che sentendo i ruggiti sulla sponda opposta chiama via radio le 4×4 per portarle sulla strada giusta. Dopo qualche ricerca eccoli li, due bei leoni che si stanno godendo la siesta a pancia piena poco lontano dal branco di gnu.

Facciamo la nostra ultima sosta vicino la fiume , dove i ragazzi imbandiscono per noi dei tavoli con the , torte e leccornie varie. Ci godiamo la tranquillità di questo posto, sul fiumi ci sono i gigli d’acqua e tanti uccelli colorati.

Tornati al lodge prendiamo la valigia e ci dirigiamo all’aeroporto per il prossimo volo. Abbiamo compagni di viaggio, quindi ci dividono, Massimiliano si mette di fianco al pilota , e io dietro assieme ad una simpatica signora che mi racconta essere cameriera in un lodge, al quale sta tornando dopo qualche giorno in città.

Il sorvolo del delta dell’okawango è ancora piu spettacolare di 2 giorni fa. I colori con questo bellissimo sole sono incredibili,è un susseguirsi di specchi sull’acqua, di verde della vegetazione, al blu delle acqua, passando per il rosso del fango. Si vedono qualche branco ogni tanto, qualche elefante, oppure qualche  casa rotonda coi recinti degli animali.

Il Delta dell’Okavango, è considerato uno dei più straordinari ecosistemi, con la sua area di 15.000 kmq. di canali, lagune ed isole, è il più esteso sistema idrico interno del mondo. Ciò che è più sbalorditivo è che questo immenso Delta, ricco di fauna e vegetazione, si trova al centro dell’arido Deserto del Kalahari. Le sorgenti dell’Okavango si trovano nei pressi di Nova Lisboa, sulle alture dell’Angola. Il corso d’acqua, dopo la sorgente, si unisce a numerosi ,attraversa la sottile striscia del Caprivi in Namibia e finalmente, dopo un percorso di più di mille chilometri, entra in Botswana prendendo il nome di Okavango. Milioni di anni fa l’Okavango si gettava probabilmente nel fiume Limpopo e di lì arrivava al mare. In seguito sconvolgimenti tettonici ed il movimento delle faglie a poco a poco interruppero il corso del fiume e lo fecero deviare nel Kalahari. Fino ad alcune migliaia di anni fa le acque dell’Okavango alimentavano dei grandi laghi che occupavano l’attuale territorio dei Magkadikgadi Pans, Naxai Pans, Madabe Depression e lago Ngami. Il rialzarsi del livello del terreno e il massiccio depositarsi dei detriti hanno causato l’odierna stagnazione che oggi costituisce il Delta. Il Delta tuttavia si modifica continuamente ed è difficile seguire i cambi di percorso dei vari canali e le isole che si formano in continuazione.
Le piene del fiume iniziano con le piogge in Angola, che vanno da ottobre ad aprile, giungono al confine fra Namibia e Botswana in dicembre per raggiungere la parte meridionale del Delta verso metà luglio, impiegando quasi nove mesi a causa della mancanza di dislivello nella zona del Delta (solo 60 metri in 450 chilometri!). Il delta si esaurisce nel Kalahari, infatti quasi il 95% dell’acqua che del evapora nel deserto.

Atterriamo al Eagle Island lodge, sempre dell’Orient’Express. Ci accolgono dicendo: Welcome to Paradise! Subito non capiamo immediatamente, poi entrando nel lodge e arrivando alla spettacolare terrazza sulla laguna capiamo quello che ci voleva dire. L’Eagle Islande è davvero un piccolo pezzo di paradiso, perso tra le acque dell’okawango, immerso in una splendida vegetazione lussureggiante. Il lodge è affacciato sulla laguna, piena di gigli d’acqua in fiore. Attorno le aquile pescatrici volano ai loro nidi  .La nostra tenda è quella piu esterna, anche qui ci raccomandano di non uscire di notte da soli, la settimana passata hanno avuto visite di un leopardo!!!Noi non abbiamo incontrato animali feroci sulla strada, ma un gruppo di irriverenti scimmiette . La vista dalla nostra tenda, essendo la piu esterna è la piu intima , dà sulla seconda laguna, ed è deliziosa.

Durante il soggiorno di 2 giorni in questo paradiso abbiamo modo di provare ogni tipo di safari. La prima sera proviamo il safari al tramonto sulla barca . Molto tranquillo, si naviga su di una barca un po piu grande delle solite lance e si percorre uno dei rami principali dell’okawango in cerca di coccodrilli e ippopotami. Ci siamo fermati per l’aperitivo al tramonto in mezzo ad un piccolo lago. Il ritorno è stato movimentato da una marea di moscerini. Per fortuna hanno dei cappucci per ripararti , sembri essere appena uscito da una rete da pesca, ma sono molto utili!!!

Alla sera cena a lume di candela sulla terrazza principale. Conosciamo gia dalla prima uscita una famiglia di simpaticissimi sudafricani, padre madre e la figlia grande che è direttrice dell’hotel Mount Nelson a Cape town. Siamo subito diventati amici, e ancora continua la nostra amicizia, anche a distanza di anni!! Finita la cena ( come sempre ottima!) quattro chiacchiere attorno al boma per conoscerci meglio e assaporare questo silenzio. La notte passa tranquilla, con solo il silenzio spezzato dal passaggio di un ippopotamo sotto la nostra veranda…

Il mattino seguente abbiamo modo di provare l’emozione di un safari sul mokoro. Il mokoro è la tipica canoa  scavata in un solo tronco di albero, sembra di essere seduti sull’acqua, e bisogna stare ben fermi per non perdere l’equilibrio. Subito fa un po di paura, certo l’acqua in alcuni tratti non è profonda, ma i coccodrilli e gli ippopotami sono vicinissimi! Però poi davvero te la gusti in pieno, scivoli sull’acqua in silenzio, vedi da vicino i gigli d’acqua e gli uccelli che non sono spaventati dal rumore delle barche a motore. Finiamo il giro sulla terraferma a fare una piccola merenda su di una radura sotto un nido di aquile che ci guardano un po male…

Al pomeriggio invece proviamo la barca veloce. Dei piccoli motoscafi che sfrecciano tra i canali . In questo modo si ci puo spostare a distanze maggiori. Incontriamo anche un gruppo di “ dogaroli” che stanno controllando i livelli dell’acqua nei canali. La gita è all’insegna degli avvistamenti di uccelli.Mi raccomando non affrontatela sprovvisti di occhiali da sole, cappellino e crema solare!!!

Arriviamo giusto in tempo per goderci il tramonto dal bar della piscina.  Penso sia una delle cose piu belle che io abbia mai visto in africa: un tramonto che ha tinto di rosso fuoco tutto quello che c’era attorno a noi. Il riflesso sulla laguna era magnifico, ancora oggi è uno delle cose piu belle che ho nel cuore di questo paese.

La sera ci fanno la sorpresa di imbandire un tavolino appartato perla nostra cena, sempre per festeggiare la nostra luna di miele ( per non parlare di tutte le bottiglie di vino che durante il viaggio ci siamo trovati in camera…mi sa che ci volevano sbronzi tutte le sere!!!). la luna nel cielo, il silenzio della natura…che cosa romantica!. Stasera dopo cena c’è una sorpresa, ci trasferiamo con le 4×4 in una radura vicino all’aeroporto. Hanno imbandito tavoli , messo una musica rilassante e portato il telescopio! Altra serata di osservazione del cielo. Ma come si fa a non dare un’altra sbirciatina? Il cielo è cosi terso che le stelle ti sembra di toccarle!.

Il giorno seguente è l’ultimo da passare in questo paradiso. Ci attende il safari a piedi. Siamo solo io e Massimiliano. Abbiamo con noi, il rematore, il tracker e il ranger col fucile.

Approdiamo su di un isola un po piu grande. Il tracker ci spiega come dobbiamo comportarci in presenza degli animali, specie dei big 5. Un po titubanti iniziamo la nostra passeggiata. Incontriamo vari uccelli, poi struzzi, zebre , gnu e anche un elefante , non vicinissimo ( gia sentiva da lontano il nostro odore,infatti sbatteva le orecchie nella nostra direzione). Come esperienza è stata forte, perché sei li senza troppe protezioni, gli animali sono vicinissimi, e ti puoi imbattere davvero nei big 5 o in qualche altro predatore…

Purtroppo la nostra permanenza è finita, ci attende il nostro prossimo aereo. Stavolta siamo solo noi 2 , e ci godiamo ( io il panorama e Massimiliano un bel sonno) 1 ora e mezza di panorami bellissimi e vari ( dal delta bagnato alla savana del savuti).

Qui faccio una premessa. Purtroppo non eravamo a conoscenza della possibilità di soggiornare anche al savuti, e se lo sapevamo saremmo stati qui nei 2 giorni successivi e non al chobe. Sono 2 ambienti completamente diversi. Il chobe sei sullo zambesi, la vegetazione è lussureggiante, è piu battuto dai turisti, mentre il savuti è tutto savana, e qui si trovano i grandi predatori. Infatti abbiamo parlato con tanti altri turisti che invece avevano soggiornato nel savuti e hanno detto di aver visto leoni, leopardi e ghepardi….vabbe, sarà per la prossima volta….

Il Chobe National Park, uno dei più grandi parchi africani, che copre un’estensione di circa 12.000 kmq. Vi sono praterie e sterminate pianure, boschi di acacie e mopani, che insieme alla palude asciutta del Savute, alle lagune umide del Linyanti Marshes e alla Mababe Depression rappresentano l’habitat per una immensa popolazione di elefanti che oggi ha raggiunto i 100.000 capi.Questa popolazione sta aumentando molto velocemente, e gia il governo ha iniziato manovre atte a spostare parte della popolazione di elefanti in altri parchi.

Gia al primo sguardo ti accorgi che hai lasciato alle spalle i luoghi deserti. L’aeroporto del chobe è grande e trafficato. Qui attendiamo che ci vengano a prendere , con un po di ritardo, dal lodge. Il Chobe game lodge si trova all’interno del parco ( ce ne sono anche fuori, che magari costano meno, ma alle 18 chiudono i cancelli del parco, quindi dovete uscire proprio all’ora degli avvistamenti migliori, se soggiornate dentro i vostri orari sono molto piu flessibili!). E’ un bell’hotel . Anche se noi preferivamo le nostre belle tende.Comunque si sta bene, e gia dal primo giro vediamo un bellissimo parco, dove i facoceri pascolano tranquillamente tra i turisti. E’ affacciato sullo zambesi, e ha un approdo riservato per le sue barche. Al meeting del pomeriggio conosciamo la prima coppia italiana dopo quasi 10 giorni!sono anche loro in luna di miele, e hanno fatto il nostro viaggio al contrario. Ci troviamo subito bene, e trascorreremo 2 giorni piacevoli insieme. I safari qui al chobe sono 4 al giorno. Al mattino presto e alla sera  con le 4×4, mentre a meta mattinata e primo pomeriggio si va sulle barche.

Sul fiume zambesi ti sposti con le grosse barche a motore, molto rumorose e che puzzano un po troppo a volte di diesel. La cosa piu bella che abbiamo visto è stata sicuramente un ippopotamo appena nato, aveva ancora il cordone ombelicale attaccato! Era cosi carino! Lui e la mamma erano distanti dal gruppo, come è uso per proteggere il cucciolo .E la mamma ovviamente appariva piuttosto irrequieta alla nostra presenza. Dal fiume è possibile vedere gli animali che vengono a bere, forse sarebbe piu interessante venire all’alba…. Con le barche si naviga fin nel centro del fiume, ai confini con lo zambia ( di cui si vedono scene contadine sulla lato opposto), qui ci sono un sacco di enormi coccodrilli!

Per quanto riguarda i safari in macchina eravamo accompagnati da Leonard sulla 4×4 chiamata leopard, speravamo che il nome ci portasse fortuna, ma non abbiamo avvistato nessun leopardo, anche se dalla radio sentivamo molti avvistamenti.

Il paesaggio è bello e vario. Lungo il fiume è spettacolare. Il fiume scorre lento anche se lo Zambesi è davvero imponente in questo punto. Sulle sponde ci sono fiori colorati e molti uccelli. Sulla sabbia sonnecchiano i coccodrilli. Oppure puoi raggiungere un branco di elefanti che giocano sulle sponde, come è successo a noi. I piccoli, come tanti bimbi scalmanati giocavano tra le macchine, tranquilli e non curanti della nostra presenza, comunque sotto l’occhio vigile della matriarca . I dintorni sono molto verdi , l’ambiente è caratterizzato da grandi alberi e fitta vegetazione in alcuni punti, mentre andando verso l’interno si fa piu savana.

Abbiamo incontrato varie volte i leoni. Un primo avvistamento lo abbiamo avuto vicino al nostro lodge. Un branco che si godeva tranquillo il tramonto, avevano le pance belle piene , e infatti nei giorni successivi non si sono mossi da li. Un incontro piu interessante è stato l’ultimo giorno in cui abbiamo incontrato una coppia in amore,incuranti della nostra presenza si sono accoppiati piu e piu volte .

Passati i 2 giorni ci prepariamo al nostro prossimo obiettivo : le cascate Vittoria in Zimbabwue. Il viaggio fino al confine è stato tranquillo. Il passaggio in dogana è stato quanto di piu strano mi sia capitato.

Siccome i due stati, botswana e Zimbabwe sono ben divisi, le competenze delle nostre guide si fermavano ai confini degli stati, quindi il nostro autista che ci ha portato dal chobe si è fermato prima della dogana, ci ha scaricato i bagagli e lasciato li…La dogana di kazungula ( si, si chiama proprio cosi…)è un piccolissimo edificio circondato da alte reti da ambo i lati del confine . Siamo entrati nel piccolo edificio e ci è sembrato di catapultarci nel vecchio west! 4 addetti in un piccolo locale, tutto in legno che sapeva di antico . I dipendenti che scrivono languidi, con quella calma tutta africana di chi sa che non c’è fila che attende..infatti c’eravamo solo noi 2 , e siamo stati soli per tutto il tempo, nessun turista che passava per caso!

Abbiamo sbrigato le formalità senza troppi problemi, ci hanno fatto domande su dove stavamo andando e da dove venivamo, ma senza darci troppo problemi. Hanno controllato bene il passaporto, trovato una pagina vuota per applicare il visto, e dopo 45 minuti ( c’eravamo sempre e solo noi 2!!!) siamo riusciti ad uscire dall’edificio. Riprendiamo i nostri bagagli e ci incamminiamo a piedi tra un confine e l’altro, sotto gli sguardi vigili di  militari armati di mitra…mi è sembrato un po una scena da film della seconda guerra mondiale quando i nostri prodi attraversano il confine sotto lo sguardo nemico, passo dopo passo…. Be, si è risolto tutto molto semplicemente in fondo, ci hanno aperto il grande cancello spinato e siamo usciti. Dall’altra parte ci aspettava il nostro autista dello zimbabwe . Qui siamo subito stati travolti dalla parte turistica del viaggio. Il nostro autista che prontamente ci propina e illustra tutte le attività possibili alle cascate. Non eravamo pronti dopo una settimana di tranquillità piu assoluta. Arriviamo alle cascate in un oretta di macchina. Il panorama non cambia mai molto . la cittadina di Victoria falls è molto animata. Passiamo di fronte a grandi hotel stile americano, e altri piu tranquilli. Noi abbiamo scelto una sistemazione molto piu particolare anche se classica, il Victoria falls hotel ( chiamata “la vecchia dama delle cascate”). Il piu vecchio hotel di victoria falls, costruito nel 1904 ( noi siamo giusto capitati per il centenario!),quando la regina Vittoria visitò la prima volta le cascate a lei intitolate . Si tratta di una costruzione bianca che ha mantenuto  quel sapore di antico e molto inglese che ti fa sentire quasi all’epoca della regina. L’hotel è molto bello. Corridoi bianchi, tappeti rossi per terra , ampi saloni per il the , teste di animali alle pareti….ecco quest’ultima cosa non è stata molto di mio gradimento, ma dava quel sapore di safari inteso alla vecchia maniera. La nostra stanza  era molto bella, immensa, con salottino privato , 4 ampie finestrone che danno sul giardino ( era una delle camere finali delle ali laterali) , bagno in marmo con vasca antica coi piedi dorati, molto old fashion, giusto per completare il clima , rubinetti d’oro ecc…Ci ripuliamo dalla sabbia del viaggio e ci immergiamo alla scoperta di questo luogo fuori dal tempo. I giardini dell’hotel sono bellissimi e molto curati . C’è una bellissima terrazza dove prendere il the, e una balconata(l’unica a victoria falls) che da direttamente sul fumo delle cascate, sulle “gorges”, e sul bridge che unisce lo zimbabwe allo zambia .da qui assistiamo varie volte durante il nostro soggiorno agli spericolati che praticano il bungee jumping  dal ponte. Lo spettacolo della natura qui è incantevole, sotto di noi le cataratte del fiume, l’arcobaleno che scende al fiume il rumore costante delle cascate, come un tuono ( infatti il nome originale delle cascate dato dalla gente locale era Mosi-oa-Tunya il fumo che tuona) . L’hotel dispone anche di una rilassante piscina, ma noi preferiamo fare un salto in paese . Il victoria falls ha anche l’unico sentiero privato che dal proprio parco porta all’entrata delle cascate. Noi preferiamo tenere lo spettacolo per domattina, e usciamo dall’ingresso principale e ci dirigiamo in centro al paese. Gia appena usciti siamo sommersi dai ragazzini che ci vogliono vendere qualcosa. Resistiamo e ci infiliamo nei negozi del centro, purtroppo le attrazioni sono chiuse , quindi compriamo un po di regalini da portare a casa e ritorniamo indietro . Nella strada di ritorno i ragazzini ci sono di nuovo addosso. Noi eravamo intenzionati a non prendere nulla, poi, viste le insistenze e i prezzi calanti ( perché non volevamo nulla), con 10 dollari compriamo una giraffa alta 60 cm, una scultura in pietra rappresentante 2 uccelli, e come regalo un fermacarte con l’aquila simbolo del paese. Ormai ce lo eravamo fatti amici,ma abbiamo dovuto fermare le guardie dell’hotel che vedendoci attorniati dai ragazzini sono venuti in nostro soccorso .

Al pomeriggio avevamo prenotato dall’italia la crociera sullo zambesi al tramonto , costo € 30 A persona.

Ci sono venuti a prendere in hotel e ci hanno accompagnato in uno dei tanti imbarcadero sulla riva. La barca che ci aspetta è grande , a fondo piatto. Siamo arrivati per primi, ci hanno fatto compagnia solo un’altra coppia di francesi, e con nostro stupore siamo partiti. Una nave abbastanza grossa, tutta per noi, comprensiva di intrattenimento musicale e di buffet .La barca ha navigato  sul fiume alla ricerca di animali, un piccolo safari. Abbiamo visto qualche uccello e dei coccodrilli . La crociera attraversa lo zambesi fino ai bordi delle cascate, possiamo sentire vicinissimo il frastuono e vedere gli sbuffi di vapore e l’arcobaleno. Qui ai limiti delle cascate prendiamo l’aperitivo al tramonto, gustandoci i colori del cielo che cambiano e il rumore della cascata. Siamo alla fine del periodo delle piogge, quindi la portata d’acqua è molto grande. Torniamo in hotel per la serata. Avevo deciso ( gia prima della partenza ) di cenare al ristorante Livingstone dell’hotel, uno dei piu esclusivi al mondo, dove viene richiesta giacca e cravatta e vestito da sera, che ci eravamo portati dall’italia, poi , visto che stasera c’era uno spettacolo al ristorante jungle junction abbiamo optato per qualcosa di piu informale, peccato, ci tenevo, ma alla fine è andato bene cosi. Il ristorante è molto colorato, si mangia bene ed è tutto a buffet. Abbiamo anche potuto sentire, tra le altre, la carne di coccodrillo. Mi aspettavo qualcosa di meglio a dire la verità, sa di pollo, ma piu grasso…. Finiamo la serata con danze caratteristiche. Facciamo una passeggiata nel giardino curatissimo, poi a letto. Il giorno seguente ci aspetta la guida per la visita alle cascate ( era inclusa nel nostro pacchetto, ma potete benissimo evitare di pagarla!! La visita si fa  tranquillamente, e anche meglio , da soli) . Quando arriviamo la guida ci guarda e ci chiede perché non abbiamo l’ombrello. Noi guardiamo il cielo, il sole splende…e chiediamo perché( effettivamente ogni camera dell’hotel aveva i propri ombrelli, ma noi pensavamo fosse qualche strascico anglosassone del tempo.) , la guida allora torna in hotel e ci porta 2 ombrelli e 2 mantelle ( noi avevamo i kway, ma ci dice che non sono abbastanza). Anche oggi avremmo la guida solo per noi, gli americani che dovevano venire con noi sono in hotel con l’influenza . Le cascate si trovano all’interno di una foresta pluviale ( rain forest in inglese, letteralmente foresta della pioggia…mai come stavolta ho capito cosa si intende!!).

Abbiamo iniziato la visita dalla parte superiore, vicino alla statua di Livingstone , lo scopritore ( ok, il primo occidentale che è passato da qui) delle cascate. Si prosegue la visita per sentieri nella foresta che offrono bellissimi scorci sui vari bracci delle cascate. Le cascate vittoria si trovano in un canyon , quindi non avrete mai una grande visione d’insieme , ma tanti pezzi messi insieme. Le cascate vittoria sono le piu alte e larghe al mondo sono 105mt , circa il doppio delle cascate del Niagara. Quando si ci inizia ad avvicinarsi alla parte frontale della cascata ecco che inizia la vera e propria foresta pluviale . la pioggia ti avvolge ovunque . ora capiamo benissimo gli ombrelli e le mantelle . Tutto è rigogliosissimo qui. Grandi alberi, liane che scendono, fiori . Magnifico. Ma ancora piu grande è la vista delle cascate. Essendo al massimo della portata l’acqua scende ovunque, grandiosa . Il frastuono è enorme qui in mezzo. Sono una delle meraviglie del mondo. Curiosiamo in ogni sentiero alla ricerca di nuovi scorci, uno piu bello dell’altro . Il percorso ti porta attorno a tutte le bocche della cascata , fino alla parte piu vicina con lo Zambia. Si arriva da qui fino al ponte di ferro che unisce i 2 paesi , con la frontiera proprio al centro .Vi consiglio di venire a visitare le cascate al pomeriggio. Noi ci siamo andati al mattino, e il perenne arcobaleno ( doppio) era posto sul bridge, mentre al pomeriggio lo potete ammirare sulle cascate, e deve essere ancora piu spettacolare.

Torniamo in hotel bagnati come pulcini, ma entusiasti. Il resto del pomeriggio lo passiamo nel piu totale ozio nel giardino bellissimo dell’hotel, godendoci il the con vista sul ponte . Finalmente un po di riposo totale dopo tanto tour de force.

Ceniamo di nuovo al jungle juncion. Una curiosità sul nome jungle juncion : negli anni 40 il servizio aereo tra l’inghilterra e Johannesburg veniva offerto dalla Solent flying boat , veniva effettuato uno stop over a victoria falls,ed era considerato la sosta piu bella con visita alle cascate e ristoro presso il victoria falls hotel .Ci attardiamo sulla terrazza dell’hotel a goderci un po di musica, poi stanchissimi ce ne andiamo a dormire.

Il mattino seguente salutiamo lo Zimbabwe , prendiamo l’aereo per Johannesburg . Nuova destinazione Isole Mauritius. A Johannesburg ritiriamo il nostro bagaglio , che ci stava aspettando al deposito bagagli. Anche il volo verso Mauritius è servito dalla South african airlines . Atterriamo al Sir Seewoosagur Ramgoolam International Airport in una bellissima giornata assolata. L’aeroporto è come sempre molto trafficato. Sbrighiamo le formalità e ci dirigiamo all’uscita, dove veniamo accolti dal nostro autista ( una mercedes ci aspetta tutta per noi) con delle collane di fiori , per portarci al nostro villaggio.

La strada verso belle mare è lunga circa un oretta. Ne approfittiamo per goderci subito lo spettacolo di questa isola bellissima. Attraversiamo campi verdissimi coltivati, coltivazioni di fiori , ovunque lo spettacolo è incredibile. Ci sono pianure, ma anche alti picchi che ci sovrastano . Attraversiamo villaggi dove convivono chiese, moschee e templi Hindu.

Arriviamo al Coco beach e subito ci troviamo immersi in un mondo coloratissimo. Abbiamo scelto questo villaggio , un po per risparmiare, perché in confronto a tanti altri era meno caro, e in piu offriva l’all inclusive, che si dimostrerà un ottima scelta. Il villaggio è molto bello, oltre alla grande piscina centrale si compone di un corpo centrale dove si trovano le camere standard , a 3 piani, forse un po troppo racchiuse e di 4 altri semicerchi di casette a 3 appartamenti che sono le camere superior. Noi abbiamo scelto queste, sono piu grandi, ma soprattutto piu  silenziose. Si trovano immerse nel giardino e sono molto confortevoli. Noi eravamo proprio di fronte al recinto con le tartarughe giganti!. Nel villaggio c’è anche un campo da golf.Il parco è immenso e sempre curatissimo , abbiamo fatto delle piacevolissime e lunghe passeggiate da una parte all’altra del villaggio, sempre immersi in un verde brillante, pieno di fiori e con scorci azzurrissimi sul mare.

Le spiagge sono 3. Una piccola centrale, e le 2 laterali. Quella verso sud ( che confina …a un paio di km col villaggio valtur..il resto è spiaggia libera senza nulla…bellissima ,) e verso nord con il club ambre ( credo sia veraclub ora.)

Noi stavamo quasi sempre in quest’ultima spiaggia. ( dove c’è anche la possibilità di praticare vari sport ( sci d’acqua, paracadute ascensionale ..)

Per quanto riguarda i ristoranti , ce ne sono 3. Il principale, nel corpo centrale a buffet. C’è sempre moltissima varietà. Il villaggio è strutturato molto per i bimbi, quindi c’è anche particolare attenzione per il loro menu, con piatti semplici e gelato finale!). Il secondo ristorante si trova a bordo piscina e offre fast food, hamburger pizza , per qualcosa di veloce. Il terzo è sul mare e offre pesce. Particolarità di questo villaggio è il tempietto rivolto al tramonto, dove tantissime coppie si sposano. E’ molto gettonato, e ogni giorno vedi sposi vestiti di tutto punto che girano per il villaggio. Abbiamo anche partecipato ad una cerimonia al tramonto, molto suggestiva!!!. Non c’è molta animazione, solo alla sera nel bar centrale, di solito si tratta di balli. Soprattutto si vede ballare tanta Sega.La Sega è il ballo tradizionale delle Mauritus . Un po carabi, un po africa, molto divertente.

Comunque le bellezze delle Mauritius si trovano sicuramente al di fuori dei recinti dei villaggi turistici. Noi abbiamo conosciuto altre 3 coppie, e con loro abbiamo affittato i taxi che si trovano appena fuori dagli hotel, ci siamo messi d’accordo con loro il giorno prima e con gran risparmio rispetto a quello che chiedono al villaggio, abbiamo fatto le stesse escursioni. I taxisti in piu sono molto simpatici, e puoi decidere tu che cosa fare e quanto rimanere.

Il primo giorno abbiamo fatto il giro a sud dell’isola . Abbiamo visitato l’interno verdissimo, e con le omnipresenti nuvole!!! Mauritius è verdissima, ma piove sempre!!! Ma nessuna paura, il caldo è sempre presente.

Abbiamo visitato qualche spaccio di ralf lauren , fatto qualche acquisto e ripartiti.Passiamo Curapipe e il suo vecchio centro inglese.

La nostra prima meta è stato il vulcano trou aux cerfs. Ci siamo fermati sul bordo del vulcano ad ammirare il cratere. Verdissimo ovviamente . Purtroppo una fitta nebbia ( e l’omnipresente pioggia oscurava il paesaggio attorno). Questo è uno dei punti piu alti dell’isola e nelle belle giornate si ha una vista bellissima . la seconda meta è il Gran Bassin. Anche questo lago si trova sulle colline.Esiste una bellissima leggenda che dice che secondo la tradizione il lago sarebbe nato dalle gocce d’acqua cadute dal capo del dio Shiva, affascinato dalla bellezza di Mauritius, mentre volando portava su di sé il fiume Gange per impedire un’inondazione. Ogni anno fra febbraio e marzo il bacino è meta di un pellegrinaggio che la popolazione hindu dell’isola compie per rendere omaggio al dio in occasione del Maha Shivaratre, la più importante festa religiosa al di fuori dei confini dell’India: vestiti di bianco, i pellegrini vanno in processione fino al lago portando una struttura di legno ornata di fiori di carta, e giunti a destinazione bruciano incenso gettando in acqua offerte di cibo e fiori.  Bellissima vegetazione attorno al grande tempio Hindu sul lago. Abbiamo fatto il giro del lago e ci siamo soffermati a contemplare il tempio, coloratissimo . Sul lago è presente una banchina dalla quale i fedeli offrono le offerte alle statue sull’acqua .Alcuni ragazzi erano sui bordi in preghiera, con delle offerte di fiori per Shiva , siamo rimasti ad osservare rapiti la bellezza del momento. Attorno al lago c’è una foresta piena di scimmiette vocianti e dispettose, ma davvero molto carine. Riprendiamo la strada  ancora verso sud.passiamo una specie di passo tra le montagne e ci fermiamo ad osservare una bellissima cascata. C’è un comodo belvedere. Le nuvole  si stanno diradando e ci permettono di avere un po di visuale, il panorama è stupendo, la vegetazione lussureggiante…te lo credo con tutta questa pioggia!!!

Arriviamo alle nostre mete finali che si trovano a Chamarel :le terre multicolori di Chamarel, che si trovano 4 chilometri a sud dal villaggio, e le cascate di Tamarin. Per arrivare alle terre colorate percorriamo a piedi  qualche centinaio di metri di strada sterrata. Le terre multicolori sono una zona dal terreno ondulato a colori contrastanti; il fenomeno è di origine vulcanica: si tratta infatti di ceneri messe a nudo dal processo di erosione che presentano, suddivise minuziosamente in settori e strati diversi, zone blu, verdi, gialle, viola e rosse.Lo spettacolo è impressionante. Ora splende il sole, e possiamo ammirare ( piu agevolmente dalle torrette poste a questo uso) i giochi di colore di queste rocce. Il nostro taxista bagna un po le rocce, e i colori risaltano ancora di piu sotto al sole. Il posto è attrezzato per i pic nic, e anche qui c’è un recinto con le grosse tartarughe. Tutti tentano di richiamare la loro attenzione, ma nulla, io uso la mia arma segreta, mi sono portata qualche banana. Le tartarughe sonnacchiose appena le vedono iniziano a fiutare l’aria e arrivano golose a mangiare sotto gli occhi divertiti dei bimbi. Le tartarughe giganti sono davvero uno spettacolo .sono immense e bellissime e fanno un sacco di tenerezza. Vicino all’uscita delle terre colorate si trovano le  cascate di Tamarin sono di una bellezza rara ed emergono da una landa ricoperta di vegetazione selvaggia.basta seguire un sentiero sulla destra dell’uscita . fare un po di strada e si arriva ad un belvedere . le cascate si presentano in tutta il loro incanto. Si trovano sul versante opposto , in una gola naturale che ne fa esaltare  la bellezza e teatralità.

La giornata volge al termine, quindi riprendiamo la strada verso Belle Mare . Il giorno seguente siamo però di nuovo sul taxi, questa volta in viaggio verso nord. Per strada incontriamo un immenso vivaio di Anthurium . Si vedono enormi serre piene di brillanti fiori rossi. E’ da Mauritius infatti che arriva la maggior parte degli Anthurium che possiamo trovare nei negozi d’Europa .

La meta di oggi sono i giardini di Pamplemoussse. I Royal Botanic Gardens sono stati creati nel 1735 dal governatore Mahé de La Bourdonnais, ebbero fortune alterne, fino al 1849, anno in cui, James Duncan,un orticoltore , lo rilevò piantandovi un gran numero di palme, tuttora visibili. All’ingresso si trovano  una bellissima cancellata in ferro battuto e la chiesa più antica dell’isola, San Francesco, costruita nel 1756. Nei giardini si trovano  più di 500 specie, alcune molto  rare, come la Talipot palm che solo dopo 50 anni germoglia con un’infiorescenza composta da tantissimi piccoli fiori, per una lunghezza di circa 5 metri, destinata ad appassire dopo poco tempo. Una delle maggiori attrazioni dei garden però sono le gigantesche ninfee della specie Victoria Regia , native dell’Amazzonia: un fiore bianco si schiude di giorno dal centro di un’enorme foglia, e si richiude il giorno dopo avendo nel frattempo assunto un colore rosso.Sono ninfee enormi e bellissime. Gironzolare per i giardini è entusiasmante , il silenzio regna sovrano, e puoi vedere ad ogni angolo piante incredibili e rare,oppure vecchissime , come un ficus che ha piu di 200 anni. All’interno del giardino si trova anche un recinto con i famosi cervi  dell’isola . Uno degli animali che anticamente, assieme al Dodo ormai estinto popolava l’isola.

Finiamo al giornata a Port Luis, la capitale. Ci ritroviamo immersi nel caos di questa capitale. Visitiamo il porto , ristrutturato con un grande centro commerciale. Ma noi preferiamo immergerci nelle stradine, dove si trova la vera vita degli abitanti dell’isola, e dove puoi meglio conoscere la popolazione? Be, al mercato ovviamente. Il mercato si dirama dal porto a tutte le piccole viuzze secondarie , in una bolgia di merci e di umanità. Giriamo curiosando e il piu delle volte sentendoci guardare con curiosità. Forse perché non si vedono molti turisti in giro da soli, non so come mai. Port luis è una cittadina carina, e tranquilla. Abbiamo fatto acquisti di spezie e di the. Tantissima ottima qualità, spendendo un quinto dei negozi per turisti, e portandoci a casa un delizioso profumo dell’isola ( consiglio a tutti il the con la vaniglia,ottimo e profumatissimo ).Finiamo il nostro giretto visitando la cittadella e la grande moschea.

I nostri amici hanno prenotato anche la visita all’isola dei cervi con i ragazzi conosciuti sulla spiaggia, che gli hanno offerto ad un ottimo prezzo oltre alla visita anche grigliata di aragoste, ma noi abbiamo preferito gustarci la tranquillità della spiaggia per gli ultimi giorni. Dopo il matrimonio e il lungo safari, almeno qualche giorno di tranquillità e riposo serve davvero!.

Il nostro viaggio di nozze è stato entusiasmante, abbiamo visitato paesi che molti non conoscono nemmeno, ma che celano delle bellezze incredibili, oltre che una natura padrona di tutto. E’ un viaggio che consiglio a chi ha tempo , in tutto siamo stati via quasi 3 settimane. Il Botswana ovviamente puo essere visitato anche in 6 giorni, e aggiungerei sicuramente anche le cascate vittoria , che sono vicine e meritano certamente una visita di 2 giorni. Per quel che riguarda i prezzi, come ho gia detto non ci sono molte vie di mezzo. Il paese si visita o fai da te , dormendo in tenda nei luoghi piu o meno attrezzati oppure nei lodge, dove una camera media puo andare dai 150 euro a testa in su. Per le Mauritius ovviamente il discorso è differente, puoi trovare un ampia gamma di opportunità e comunque lo standard dei servizi è sempre molto alto.

La stagione migliore per andare in Botswana è certamente la stagione primaverile, dopo le grandi piogge, quando l’okawango è ai massimi livelli d’acqua e lo spettacolo è assicurato . Mentre per le Mauritius dipende da che tipo di vacanza preferisci, le 2 coste, est e ovest hanno climi differenti , è in estate è il periodo consigliato per le immersioni , mentre in estate è preferibile per il surf.

Per i documenti :sia in botswana che alle Muritius per i cittadini italiani non è necessario il visto d’ingresso, serve il passaporto con almeno 6 mesi di validità residua, alla dogana spesso  ti chiedono di presentare il biglietto di ritorno.

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