Viaggio a New York, visita della Grande Mela

Si dice che a New York tutto sia possibile, che questa cosmopolita metropoli sia la città dove ognuno di noi abbia l’occasione di vedere concretizzati i propri sogni, le aspettative personali.

Times Square, New York - Foto Migno76Times Square, New York - Foto Migno76

Io non so dirvi se questo pensiero corrisponda all’effettiva realtà:quello che so per certo è che New York è riuscita a farmi vivere in 7 giorni, nell’agosto 2007, una delle più memorabili avventure della mia esistenza. Ricordo come ieri le sensazioni provate una volta sbarcato all’aeroporto JFK, quando, novello emigrante italiano, mi sono sorpreso immobile tra la calca degli altri passeggeri, domandandomi su da farsi….come dimenticare infatti il turbinio di sensazioni che mi ha travolto proprio all’ uscita della metro: mentre il giorno volgeva ormai al declino, sono catapultato in un mondo ignoto che subito mi ha inghiottito completamente.

Per quanto mi sforzassi di ergere la testa non riuscivo a capire dove fosse la fine di tutti quegli enormi grattacieli che mi circondavano: mi sentivo come un piccolo gulliver che si aggira tra giganti di cemento, curiosi osservatori dall’alto e indecisi se accogliere o meno questo misterioso avventore scaraventato nella notte newyorkese. Ricordo di essere giunto in albergo in preda a mille emozioni e di essere rimasto ipnotizzato, osservando dalla finestra, quella notte americana così strana….. presto però i primi raggi di un sole nuovo hanno cominciato a destarmi dal torpore ed ero già pronto per addentare la Grande Mela! Mi piace oggi pensare al primo giorno a New York come il primo appuntamento con una donna affascinante: ti appare troppo bella ed irraggiungibile, tanto da suscitare in te l’istinto di scappare, ma se riesci ad andare oltre questo timore ti accorgi invece che null’altro desidera di essere conquistata ed amata. E New York è proprio così: immensa e sfacciata nella sua bellezza, ma in realtà pronta ad accoglierti benevolmente…ed incredibilmente vasta è la prima tappa che ho subito affrontato: Central Park. E’ sorprendente che al centro di una metropoli così frenetica ci possa essere un polmone verde tanto grande e pulsante di vita ed attività. New York è proprio questo: una dicotomia vivente capace di far convivere in un quadro astratto un’ immagine amena e sonnacchiosa come quella offerta da Central Park, opposta invece alla modernità convulsa di una metropoli che mai riposa. Esci allora da Central Park e non puoi subito non immergerti nell’altro cuore vibrante di questa città, il vero crocevia di questo mondo nel mondo:Times Square.

E’ questa la piazza più famosa della terra, sempre viva a qualsiasi ora del giorno e della notte. Puoi girare in lungo e largo tutta la planimetria di New York, ma alla fine ti senti sempre trascinato, come da una potente calamita, in questo crogiuolo caotico, fatto di tabelloni pubblicitari esagerati e luci fosforescenti….Prova ad immaginare: ti confondi nella folla multietnica che si accalca in ogni angolo della strada…magari acquisti al volo uno di quei fantasmagorici panini preparati da un venditore ambulante…e mentre lo assapori ti senti pervaso da una strana sensazione, quello di sentirti finalmente libero….E’ questa la magia di New York: ti da l’illusione che mangiare un hotdog possa somigliare a qualcosa che ricordi la felicità. Ma un’altra magia da vivere è raggiungere la vetta dell’Empire State Building, uno degli edifici più alti della terra… pochi attimi e l’ascensore ti porta in cima su quello che sembra essere il tetto del mondo: lo spettacolo, nell’ora che volge al tramonto, è da togliere il fiato: abbassi lo sguardo e New York è tutta lì, con i suoi grattacieli a sfidare l’orizzonte, le strade che si intersecano in un groviglio di luci…e in lontananza il fiume Hudson, il mitico ponte di Brooklyn, la Statua della Libertà….

E naturalmente non potevo lasciare New York senza rispondere al richiamo proprio di lei, MISS LIBERTY….dal battello che ti porta alla sua isoletta la vedi, fiera, stagliarsi verso il cielo, con la sua fiaccola fiammeggiante, quasi a vagheggiare una libertà che sembra, in questi tempi assurdi, un ideale sempre più calpestato. Altra tappa obbligata non può essere che Ground Zero, l’area dove una fredda mattina dell’ 11 Settembre 2001, si infransero i sogni di tutti coloro che perirono nei fatali attentati delle torre gemelle al WTC. Credo sia vero quando si ribadisce che il mondo, da quel momento, non sia stato più lo stesso: in quel tragico giorno, oltre alle vite di migliaia di innocenti, quella profonda voragine ha trascinato e risucchiato con sé anche tutte le false sicurezze di noi tutti….e sarà forse questa l’immagine che conserverò maggiormente di questo viaggio, durato sì solo 7 giorni, ma capace di lasciare impressi, nella mia anima, ricordi indelebili.Ancora oggi torno spesso con la memoria a quest’ esperienza fantastica della mia vita…e mi scopro a sorridere mentre mi rivedo ancora lì, perso tra la folla e le strade di New York, mentre confondo il sapore di un semplice hotdog con quello della felicità….

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