Viaggio a Marrakech, la bellezza nascosta

All'inizio del mese di marzo mi sono recata con il mio compagno a Marrakech ed ho trovato una città accogliente e tranquilla nonostante le notizie di manifestazioni che arrivano in Italia e che quasi ci facevano annullare la vacanza.

marrakache
Viaggio a Marrakech, la bellezza nascosta

All’aeroporto siamo stati accolti dall’autista del riad dove soggiornavamo. In poco più di un quarto d’ora, solo ed esclusivamente per motivi di traffico, dalla città nuova in cui è situato l’aeroporto eccoci attraversare le mura della Medina ed entrare nella storia della Città Rossa. Banchetti di frutti colorati, carretti trainati da ciuchini, carrozze per turisti, biciclette, donne velate dalla testa ai piedi e non, uomini in giacche a vento e uomini in camicia… ognuno ha il suo personale indice di calore… Abdul ci lascia nell’ultima piazza raggiungibile in macchina, a pochissimi passi dal Monriad  situato a cinque minuti a piedi da tutto, nel cuore della Medina.

E qui, la magia. La sensazione di entrare in un altro mondo. Fuori il vociare delle persone, dei mercanti, delle moto e delle biciclette a cui Allah indica la via (cioè se tu ti trovi sulla loro rotta non è un problema che li tocca). Entrando al Riad ti lasci tutto alle spalle.
Musica bassissima in sottofondo. Mosaici, colori, fontana, petali di rose, alcove, cuscini, tendaggi e luce. Tutto insieme stupisce e affascina. Siamo nel palazzo della fiaba Le mille e una notte dove una principessa italiana con il suo principe delle Mauricius ci accolgono nel patio , offrendoci thè alla menta e pasticcini , veniamo poi  accompagnati nella suite con il letto a baldacchino e una immensa doccia tutto in stile arabesco.

Il nostro soggiorno è stato eccellente grazie a questi non  albergatori. Sono un uomo e una donna che hanno aperto la loro casa per farne una dimora d’accoglienza. Ti dedicano del tempo. Perchè qui la fretta non esiste. I particolari sono importanti. Le descrizioni su dove andare, cosa fare e cosa vedere sono minuziose. E non si limitano a farlo all’arrivo: appena ne hanno la possibilità ti accolgono alla porta chiedendoti come è andata la tua giornata. E lo fanno con vero interesse. Perchè nelle loro intenzioni capisci che vogliono sì farti stare bene, ma anche conoscere davvero le persone che hanno di fronte. E se sei fortunato e riesci a prenotare per tempo puoi anche cenare nel Riad. I piatti sono quelli della tradizione marocchina, ma rivisitati e arricchiti di particolari.
Da leccarsi i baffi direbbero dalle mie parti. Ritorneremo per perderci nei souq , per ascoltare i musicisti Gnaoua in place Jemaà el Fna ma soppratutto per riposarci nel palazzo da fiaba.

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