Trenitalia e la gaffe razzista della pubblicità Frecciarossa

Trenitalia e la gaffe razzista della pubblicità FrecciarossaTrenitalia e la gaffe razzista della pubblicità Frecciarossa

La prima cosa che ti chiedi, nel momento in cui dai un’occhiata alla pubblicità di Trenitalia sui treni Frecciarossa, è chi il “genio” che ha inventato questa campagna pubblicitaria. Frecciarossa cambia nel modo di viaggiare, fin qui nessuna novità solo una risposta di marketing, ma se si osserva bene la trovata di Trenitalia ci sarebbe da discutere ad oltranza.

Iniziamo dai pacchetti di Frecciarossa che adesso vengono presentati su quattro livelli. Nulla da dire, nulla da eccepire. Se, però, si legge lo spot dei quattro livelli si rimane basiti accanto alle parole del pacchetto “Standard”, il più economico: “Per un viaggio con la velocità, la sicurezza e le dotazioni tecnologiche del Frecciarossa a prezzi competitivi. Ai clienti del livello Standard non è consentito l’accesso alle carrozze Premium, Business e Executive”.

L’interdizione alle carrozze superiori assume il sapore dello stantio, un gusto amaro che ha fatto infuriare anche le associazioni dei consumatori: “il tempo delle deportazioni è finito da tempo”, hanno tuonato. Il divieto di frequentazioni delle carrozze Premium, Business ed Executive si traduce anche in divieto di ingresso al bar e ristorante. Per i clienti della classe economica “Standard”, è stato riservato solo un carrello bar con pietanze, evidentemente, di basso profilo.

Ma la creatività di pessimo gusto targata Frecciarossa non finisce qui. A guardare le quattro figure inserite accanto alla descrizione dei quattro servizi si rimane basiti nel guardare l’immagine che rappresenta il pacchetto Standard, quello più economico. E’ rappresentata una famiglia di colore, che mi fa tornare indietro ai tempi della apartheid quando la gente di colore era costretta a stare in locali diversi dai bianchi.

pubblicità frecciarossa
pubblicità frecciarossa

Troppo forte l’accostamento? Allora chiedo all’ideatore di queste geniale campagna perché non si trova traccia di gente di colore nelle prime tre raffigurazioni ma solo nell’ultima, quella che rappresenta l’ultimo dei pacchetti? Perché il business man della prima immagine, quella relativa al pacchetto Premium, non è stato rappresentato da un uomo di colore? A pensare male si fa peccato, dice un noto politico italiano, ma si indovina… in fondo si è trattato solo di una gaffe.

Aggiornamento del 3 Gennaio ore 22:53
Mi hanno fatto notare che la pagina di Trenitalia con la tanto contestata pubblicità non contiene più l’immagine con la famiglia di extracomunitari. Ecco il link di Trenitalia. Ho catturato nuovamente la pagina al fine di mostrare ai miei lettori come appare in questo momento la pubblicità sul sito di Trenitalia poichè la pagina seguita dal link potrebbe presentare anche una situazione diversa dalla mia se seguita nei giorni successivi (come è già accaduto). Sono molto felice di constatare che Trenitalia si è ravveduta a tal punto da far scomparire l’immagine e di non rimpiazzarla (al momento in cui scrivo). Suggerisco a Trenitalia di sistemare anche il refuso nel testo del pacchetto Executive. Manca un apostrofo tra “un” e “esperienza”, come fatto notare da Chiara in un commento di un altro post.

Pubblicità di Frecciarossa dopo la rimozione dell'immagine incriminata
Pubblicità di Frecciarossa dopo la rimozione dell’immagine incriminata
Aggiornamento del 4 Gennaio ore 11:45
Trenitalia cambia ancora, questa volta rimette un’immagine accanto al testo del pacchetto Standard, eliminata ieri sera (vedi aggiornamento del 3 Gennaio). Sui sedili non c’è nessuno, il treno è vuoto.  Anche in questo caso oltre al link la cui pagina di ancoraggio può cambiare (è successo per due volte) inserisco l’immagine tratta dal sito.
Nuova immagine di Trenitalia accanto al pacchetto Standard
Nuova immagine di Trenitalia accanto al pacchetto Standard

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Informazioni su Anna Bruno 397 Articoli
Anna Bruno, giornalista professionista. Muove i primi passi come cronista a La Gazzetta del Mezzogiorno. Successivamente collabora con gli specializzati in viaggi (travel e food), spettacoli e tecnologie. Scrive per i principali magazine del settore viaggi ed è esperta di digital travel. Nel 2001 fonda FullTravel.it, magazine di viaggi, del quale è tuttora direttore responsabile. E’ appassionata di fuori rotta e posti insoliti.

39 Commenti

  1. oltretutto questa pubblicità sarà pagata dalle centinaia di viaggiatori della STANDARD mica dai quei quattro gatti della EXECUTIVE. VERGOGNA!!

  2. Un intero staff di marketing e un team di lavoro di un’agenzia di pubblicità pronti per il licenziamento…mando subito il mio curriculum!

  3. Io invece penso che questa polemica serva per scoraggiare il servizio pubblico e rimpinguare quello privato: come quando Berlusconi disse di non mandare i figli alla scuola pubblica. VERGOGNA:

  4. di cosa vogliamo meravigliarci se grandi manager, dopo aver portato allo sfacelo certe aziende ottengono liquidazioni milionarie? propongo l’ abolizione delle classi per qualsiasi servizio pubblico.
    i ricchi viaggiassero con mezzi privati

  5. Sveliatevi carissimi. Nel nostro Bel Paese, il razzismo ci è sempre stato. La cosa triste è che, STA PEGGIORANDO, anzichè migliorare. AHIME’ !!!

  6. Pendolare da oltre venti anni ho un rapporto stretto con trenitalia e questo spot è l’ennesimo passo falso di una società rattoppata che da anni pensa solamente a licenziare e a tratte improbabili!

  7. Caro “Gee” (come è bello insultare dietro un nick name) di grazia che parola avrei dovuto usare? Non sono dei “neri” che è la parola dolce di “negro” che è razzista, “di colore” mi sembrava un modo per lasciare la comprensione senza urtare la sensibilità visto che non sono solo di altre etnie (un rumeno, per esempio, non sarebbe stata la stessa cosa). Poichè non sono riuscita, almeno a suo dire, ci può dire quale sarebbe stato il termine giusto al fine di correggere?

  8. completamente d’accordo con emanuelapesciaroli, giusto una manovretta pubblicitaria per spingere i privati e sopprimere il “pubblico”, travestita,con il tipico buonismo di maniera,da falsa indignazione verso il razzismo. Per la cronaca, “negro” è termine definente una razza e che viene spesso usato proprio dalla gente che lei defenisce “di colore”. Che poi nei ridicoli tempi odierni,fatti di televisione,mass media di comodo venduti/fasulli ed idiozia dei popoli, sia assurto a definizione razzista é vero quanto stupido. Mentre che lo sia realmente è tutto da dimostrare.

  9. Per Franco Liberatore e Emanuela Pesciaroli: le Ferrovie dello Stato sono state privatizzate, non capisco qual è il “pubblico”. Sempre per Emanuela Pesciaroli che mi insulta: ho frequentato scuole pubbliche, non so lei che scuole ha fatto. Anna

  10. Io l’avevo vista questa pubblicità, ma non mi sono scandalizzato, non avevo nemmeno fatto l’associazione; mi sembra che ultimamente si cerchi qualsiasi motivo per urlare allo scandalo, mi chiedo se queste persone che prendono posizione per la salvaguardia dei diritti altrui…. non ci guadagnino qualcosa. Non vorrei che questo osteggiare in continuazione ogni parvenza di “razzismo” porti solo a perpetuarne l’esistenza.

  11. @Anna: personalmente mi sembra una forzatura; viaggio spesso su Frecciarossa non conto neanche le volte che ho visto tali coupon ma, le dico, prima di leggere il suo articolo non avrei mai pensato ad una discriminazione in tal senso; adesso ho notato la differenza, se così si vuol chiamare. Il fatto è che in tutti e quattro i pacchetti sono rappresentate le tipologie di clienti che più probabilmente usufruiranno dello specifico servizio, ed a mio onesto avviso dove lei sottolinea esserci una sorta di razzismo, io vedo soltanto una famiglia, niente importa se sia di razza bianca o nera. Cosa se avessero fotografato solamente testimonial bianchi? Si sarebbe indignata comunque, data l’assenza di rappresentanti di colore?

    Cordiali saluti,

    Niccoló Benelli

  12. @Niccoló Benelli Anche io viaggio in FrecciaRossa (non che ci siano alternative almeno fino ad oggi). Il post non si sofferma sul servizio di FrecciaRossa ma sull’aspetto marketing dei nuovi pacchetti FrecciaRossa. Mi sarebbe piaciuta una promiscuità, questo sì. Buon Anno e grazie per aver postato in forma civile e pacata. Anna

  13. @anna: il mio non è un nickname, è il mio soprannome.
    Di colore, presuppone una differenza rispetto al bianco, dunque sbagliato. si può tranquillamente dire afro, oppure, nero.
    PS chi si loda s’imbroda non mi risulta essere un insulto.

  14. @gee Non ho certezza siano afro o neri, ecco perchè ho usato il termine “di colore” che non mi sembra offensivo. Per il resto non sarà offensivo ma francamente non ho capito il senso del detto e cosa c’entra con me. Non mi lodo, non è nella mia indole. Un saluto, Anna

  15. @Gee, è la definizione “razzista” un insulto! non il modo di dire che non c’entra nulla.
    @Franco Liberatore. Nero, negro o di colore che sia, non definisce una razza. esiste la razza umana e basta. biologicamente siamo la stessa razza, anzi come ormai sappiamo tutti, i pro pro genitori dei bianchi erano neri.

  16. Il razzismo è probabilmente solo negli occhi di chi ha notato la differenza. Cosa c’è di strano se una giovane famiglia, magari in vacanza, sceglie la classe più economica?
    Inoltre, visto che parla di privatizzazione di Trenitalia, mi sa dire chi sono questi azionisti che l’avrebbero acquistata? 🙂

  17. @Antonio La prima frase equivale a negare l’evidenza, ma tant’è…Per quanto riguarda il resto è abbondantemente spiegato nella parte finale del post, non mi piace ribattere cose che ho scritto. Poi, se si vuole notare solo i commenti contradditori al fine di farsi notare, libero di farlo anche su questo blog. Anna

  18. Già, farmi notare .. da chi?! 😀 Volevo solo contribuire all’informazione: Trenitalia non è mai stata privatizzata, è di proprietà, al 100%, dello stato italiano, tramite una società che si chiama “Ferrovie dello Stato Italiane”.
    L’abbondanza non la vedo, ma è solo una mia opinione, dopotutto sono stati tantissimi i blogger a riportare la notizia, comprese alcune testate “serie”.
    Io vedo 9 persone, distribuite a caso tra le varie classi, addirittura in una delle classi si mostrano solo i sedili, non vedo nulla di strano (ma forse uso troppo la ragione) se tre di queste sembrano non essere nate in Italia. E poi chissà … magari i manager della prima foto sono neozelandesi e i ragazzi della classe Premium sono kazachi. 😉

  19. @Antonio Visto che lei è qui per informarci e che noi siamo delle testate poco “serie” (si evince dal suo ragionamento) ci dia delle notizie precise. La privatizzazione delle Ferrovie dello Stato (con participazione pubblica) che controllano Trenitalia non è l’oggetto di questo post che lei tira fuori non so con quale scopo. Ciò detto, guardi l’immagine presente in questo blog e non vada troppo avanti, non ve ne è bisogno. Il resto, la frase “razzista” che lei ha inserito nella prima frase del suo intervento la restituisco al mittente. Anna

  20. @Antonio Ci faccia un elenco delle testate serie e ci spieghi perchè la nostra non è catalogata tra le “serie”. Sono una giornalista professionista che svolge il proprio lavoro per un editore che ha bilanci in ordine e testate accreditate con un gran numero di lettori. Ci spiega (a me e l’editore) in cosa siamo poco seri? Se poi “serie” sono le testate che prendono contributi dallo Stato (l’editore che ospita questo blog non li prende), allora ha ragione. Qui siamo poco seri. Grazie, Anna

  21. “Serie” era tra virgolette, e stava ad indicare testate giornalistiche a maggiore diffusione. Non credo che ci sia da offendersi, potevo dire “pesanti”, “blasonate”, “note”, era solo un modo meno scolatico per esprimere il concetto, ad indicare che non stavo muovendo accuse contro questo blog, perché appunto il concetto era stato portato avanti anche da altri. Il discorso sulla proprietà di Trenitalia (e sono costretto a ribadire che non hanno una partecipazione pubblica, ma sono interamente di proprietà dello Stato!) era venuto fuori in un post, non l’ho certo piazzato lì per altri motivi.
    L’opinione sulle foto l’ho già espressa (ma mi ripeto anche in questo caso: è solo un’opinione, non mi aspettavo certo di far cambiare idea a qualcuno!), ll mantengo … e mi permetto di far notare che la parola “razzista” è proprio l’oggetto del post, visto che si trova nel titolo … la restituisca pure … si perderà con indirizzo sconosciuto al portalettere.. Ops! Non è che adesso ho innescato un discorso sulle Poste Italiane?? 😀

  22. @Antonio Adoro le persone ironiche ma non so perchè i suoi commenti hanno un sapore un po’ da saccente, anche questa è una mia opinione. Visto che lei ha puntualizzato sulla Ferrovie dello Stato era mia dovere puntalizzare sull’aggettivo da lei usato (serie) che non è sinonimo di blasonate (questo sì che era il termine giusto). Ad ogni modo la saluto e le auguro Buon Anno 🙂 Anna

  23. Secondo me la cavolata più grande è non permettere ai viaggiatori di “classe standard” di accedere al servizio bar e ristorante: in passato ho viaggiato con Frecciarossa in 2° classe ed ho usufruito tranquillamente del bar (con conseguente guadagno di Trenitalia) ora se dovessi di nuovo viaggiare con loro in 2° dovrei “accontentarmi” del carrello bar..e perchè mai? In 2° classe ci sono forse viaggiatori di serie B che non possono permettersi un cappuccino al banco? Cretini loro che perdono introiti e pure molti clienti.

  24. @anna e chiara: di colore è una parola razzista (se vuole glielo faccio dire dai miei amici africani o afro-americani, che sul tema sono preparati!!!). ho usato il termine razzista richiamando il titolo dell’articolo. il chi si loda s’imbroda era ironico (il titolo richiama al razzismo e poi, viene usata una parola che lo è). per quanto riguardo l’oggetto della discussione, differenziare il servizio non è razzista. stupido da parte della società non permettere l’uso del bar e del ristorante a tutti. giusta invece la differenziazione dell’offerta. saluti.

  25. Complimenti per la segnalazione e l’articolo, avevo cominciato un commento sul razzismo di Trenitalia ma poi è venuto troppo lungo e ne ho fatto un post. Chi fa giri di parole su l’uso di “colore” al posto di “nero” mi sembra che non coglie il senso della tua segnalazione. Mi vien da dire che si indica la luna e lo stolto guarda il dito. Qui il link http://marcoficarra.wordpress.com/2012/01/04/trenitalia-arriva-la-iv-classe-e-lapartheid/

  26. Ciao Marco, grazie per il commento e il post. Ho sistemato il tuo link che presentava problemi, ora è tutto ok. Buon Anno, Anna

  27. quando si risponde ad un commento, e si giudica ciò che è stato detto da un altro, occorre leggere tutto quello che è stato detto in precedenza, PROVOCAZIONI incluse.
    saluto tutti voi bianchi scoloriti! adios

  28. A mio parere, gentile signora Anna, si tratta di una polemica un po’ eccessiva. Sono italiano, sono bianco e vivo a Harlem, in mezzo a non-bianchi. Ovviamente a New York le razze sono molto piu’ integrate rispetto all’Italia e le pubblicita’ includono spesso, se non sempre, persone di varie etnie. Personalmente io non avrei captato nulla di strano nella pubblicita’ di Trenitalia se non avessi letto questo suo articolo. D’altra parte si tratta semplicemente di pagare cifre diverse per servizi diversi, il che non mi pare una cosa cosi’ scandalosa; oltretutto si pensi che l’accesso in business class e ai suoi relativi servizi non e’ consentito sugli aerei alle persone sedute in economy class e non vedo perche’ questo debba essere considerato discriminazione. Cio’ che e’ invece soprendente ai miei occhi e’ proprio il fatto stesso che si sia notata la “diversa” etnia delle persone in classe standard e che questo purtroppo abbia portato Trenitalia a cancellare l’allegra e bella famiglia a favore di poltrone vuote – una tristezza infinita. Signora Anna si rende conto che questa polemica ha fatto in modo che ora nella pubblicita’ appaiano solo dei bianchi, quelli nelle prime tre tipologie di prima classe – crede che sia un risultato positivo? Sono sicuro di no. Poteva forse consigliare di mettere persone “di colore” nelle foto della business class.

    • @Simone Se ha letto bene il mio post (parte finale prima degli aggiornamenti) avrà avuto modo di notare che consiglio di fare proprio quello che lei mi chiede nel suo commento (parte finale). Saluti, Anna

  29. Una famiglia di Italiani che guadagnano meno di 1000 euro al mese non può che frequentare la classe più economica…. e forse neanche questa… allora vanno bene le poltrone vuote…

  30. Vergognati XXXXX,servo immorale di padroni predoni.Sono un tuo collega e me ne vergogno.Sono invalido grave,tu limiti la mia modestissima mobilita’.Ma tu la morale dove ce l’hai? Posso immaginare.

    ndr: XXXXX celano il nome perchè in questo blog non è consentito insultare. Giorgio comprenderà la nostra posizione

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