Olga Mazzoni, il suo Massachusetts raccontato in un sito

Un sito interamente dedicato al Massachusetts. La regina degli States, Olga Mazzoni, omaggia con un sito da lei curato, ricco di storie e curiosità, il suo Massachusetts, rappresentato in Italia da diversi lustri.
Olga Mazzoni presso Purple Angel, Massachusetts
Olga Mazzoni presso Purple Angel, Massachusetts

Si scrive “www.vistimass.it” e si legge “Massachusetts distinctly different“. E’ la nuova idea, tradotta in sito, della vulcanica Olga Mazzoni, già Presidente di Visit USA Italy e cofondatrice di Thema Nuovi Mondi, società milanese che rappresenta diverse destinazioni in Italia.

Abbiamo incontrato Olga Mazzoni, da molti ribattezzata “purple woman” per via della sua passione per il colore viola, per un’intervista a FullTravel.

1) Olga Mazzoni, una vita dedicata agli Stati Uniti e in particolare al Massachusetts. Perché ha dato vita a questo sito?

Per il Massachusetts ho sempre provato un sentimento distinto e molto profondo. Iniziai con questo stato una importante relazione di lavoro, originata nel lontano 1992 per promuovere Boston quale porta d’accesso all’intera regione del New England. A quell’epoca in Italia esisteva solo un Ente di promozione turistica statunitense, le Isole Vergini Americane (altro mio cliente storico). Oltre a questa realtà singolare poiché insulare, per altro non uno Stato bensì un Territorio, l’America continentale era silente.   Approdò quindi in Italia la Massachusetts Port Authority, istituzione gestita dall’Aeroporto e Porto di Boston che coordinava nel mondo una rete di uffici sia commerciali sia di promozione turistica verso il New England.

Fu un’impresa molto coinvolgente, educativa, di grande stimolo e che aiutò numerose aziende italiane nel campo del turismo – Tour Operator, Agenzie di Viaggi, Linee Aeree e Compagnie Crocieristiche – a prendere in seria considerazione una regione sul versante atlantico, composta da ben sei stati – tra i quali il Massachusetts trainante grazie alla città di Boston – in posizione geografica tattica, facilmente raggiungibile dall’Europa.

Conservo vividi ricordi di quegli anni ’90, così dinamici, così pionieristici, di grande spinta e crescita. Cominciai personalmente ad amare tutta la regione e investii tempo e risorse nel trascorrervi buona parte anche delle mie vacanze personali, per fare scorribande esplorative, disegnando percorsi di scoperta, incontrando un’umanità curiosa, intelligente, bisognosa di accogliere nuove generazioni di turisti internazionali. Fu fascinazione immediata: tanta storia, tante tradizioni, molta arte e cultura, un legame concreto con ondate migratorie di Italiani nel corso della fine dell’800 ed inizi del ‘900, uno stile così intrinsecamente diverso dall’America che già avevo conosciuto, quella di New York, Miami, Las Vegas.

I legami intessuti in quegli anni furono preziosi anche per la mia crescita professionale. Debbo tanto al mio mentore dell’epoca, Salvador Starling, con il quale “viaggiavamo” in sintonia in questa sfida che aveva lo scopo di costruire passo-dopo-passo una solida partnership con il mercato turistico italiano. Furono anni assai stimolanti. L’ideazione dei primi roadshow con diplomi di formazione (La Massachuestts Port Authority College da me ideata in un triennio), di eventi annuali (le serate celebrative del Thanksgiving Dinner), di assidue presentazioni di prodotto nelle quali insegnai molta geografia, storia, promuovendo le allora poco note località di Plymouth, Salem, il Berkshires, Cape Cod oggi punti di riferimento imprescindibili. Il Massachusetts fu la mia forza ispiratrice.

Nel 1996 – grazie ad un progetto avveniristico di comunicazione e giornalismo costruttivo con Massimo Pacifico e Silvestro Serra dedicato alla città natale di Jack Kerouac, Lowell Parco Storico Nazionale della Rivoluzione Industriale – affrontato con modalità decisamente avanguardista per l’epoca, considerato idea trasgressiva ed audace, fui premiata con la cittadinanza onoraria dell’allora sindaco delle città di Lowell. Ne conservo ancora le chiavi!

Ecco: queste sono solo alcune delle tappe che mi hanno portato ad amare e rispettare sempre più lo stato del Massachusetts nell’arco di circa 30 anni di attività professionale. Ne ho vissuto anche il percorso tumultuoso e doloroso con i fatti dell’11 Settembre e successivamente con la bomba alla Maratona di Boston. Quindi, aver accumulato così tante esperienze professionali ed umane, l’aver potuto effettuare oltre un centinaio di viaggi in questo stato, mi ha senza dubbio consentito di diventare un’importante esperta del Massachusetts in Italia. Tutto questo patrimonio – a mio parere – non poteva essere archiviato e tenuto segreto.

Con la pandemia del 2020 e la dismissione delle attività promozionali dell’ente del turismo nel mondo, ho sentito la necessità di condividere contenuti ed informazioni che possano ispirare altre persone ad approcciarsi anche turisticamente, ad uno stato unico e che regala valori universali. Chi effettua un’esperienza di viaggio in Massachusetts, torna non solo arricchito bensì anche confortato, “rischiarato” nello spirito e con animo aperto.

2) Quanta importanza dà al digitale nella promozione della località ?

Avrei potuto scrivere un libro sul Massachusetts. Ho scelto un sito web in un format leggero, da sfogliare e leggere agilmente. Deve essere accessibile a tutti e posso continuare a scrivere.

Olga Mazzoni in Massachusetts
Olga Mazzoni in Massachusetts

3) Se dovesse fare una radiografia del viaggiatore italiano che sceglie il Massachusetts , quali sarebbero i punti più rappresentativi ?

Il viaggiatore italiano che sceglie il Massachusetts é rappresentato da un target di coppie, famiglie e giovani motivati da uno spirito curioso, supportati da una voglia di luoghi storici come Plymouth, paesaggi intimisti come Cape Cod o Cape Ann, ottima cucina, fascino di piccole comunità costiere e rurali come le isole di Nantucket e Martha’s Vineyard, eccellenza culturale come nel Berkshires, ispirazione all’educazione e all’istruzione emanata dai tanti college ed università ad iniziare da Harvard e MIT, spinta alla ricerca tecnologica e scientifica che qui ha avuto origine e tutt’ora é coltivata, senso civico e della conservazione, spirito liberale cominciando da Boston.

E’ il profilo di un italiano che vuole andare oltre le solite cartoline, che sente anche il richiamo di immagini iconiche nelle quali ritrova i propri sentimenti: i fari, i fienili rossi delle fattorie, le nasse delle aragostiere accatastate nei piccoli porticcioli, le sedie a dondolo nelle verande di antiche locande, le strade bucoliche che conducono a piccoli mondi antichi, gli affascinanti campus collegiali. Sto tratteggiando il viaggiatore che sa cogliere evocazioni di un’America non forzatamente da tabloid, magari quella ispirata dai film d’autore, dai romanzi storici, dalle sonorità non urlate.

4) Come vede il futuro prossimo dei viaggi in Massachusetts ?

In uno stato così piccolo, così rigoroso per la salvaguardia dei suoi abitanti, delle sue coltivazioni, del suo pescato, delle sue fattorie, del cibo che produce e che si gusta, vedo il rinascimento del viaggio lento in bicicletta, in contesti pastorali e paesaggistici di grande sollievo, alla scoperta dei piccoli villaggi e di cittadine con 400 anni di storia alle spalle. Vedo anche viaggi in un Paese che, pur proiettandosi incessantemente verso il futuro e l’innovazione, tiene sempre un occhio vigile alla preservazione di ciò che é antico e che merita rispetto e valorizzazione. Vedo viaggi del gusto, esplorando i tanti presidi Slow Food che il Massachusetts conta, assaggiando prodotti sani e certificati di coltivazioni a km.0. Vedo viaggi culturali, d’arte, musica e la scoperta di collezioni ed enclavi artistiche di grande tradizione e di laboratori artigianali.

Vedo viaggi romantici, per ogni età, in alloggi di autentico charme, in antiche dimore storiche o in nuove locande ricreate con stile e contestualizzate all’ambiente, in strutture di dimensione umana che rispettano l’ambiente. Vedo un turismo intelligente, sobrio, che punta all’essenza dell’esperienza ed é animato dalla voglia di multiculturalità, ove non ci sono disparità razziali o religiose né di genere. Vedo una generazione di viaggi all’insegna di intensi fermenti di rinnovamento e di genuinità dei sentimenti. Insomma: nulla di artefatto, nulla di standardizzato o sofisticato. Continuo a vedere un viaggio in un’America vicina all’Europa.

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