Città d’arte e incoming: le tendenze per l’estate 2022

Secondo i dati, i turisti stranieri torneranno a riempire le strade delle città d’arte italiane ma con profondi cambiamenti nelle quote di mercato. I dati provengono dal Travel Data Lake, il data hub che intercetta la fase di dreaming del turista.
Firenze: veduta della cupola del Brunelleschi - Foto di darrenquigley32
Firenze: veduta della cupola del Brunelleschi - Foto di darrenquigley32

Siamo in piena primavera e l’estate è praticamente alle porte: il protagonista di questo periodo dell’anno è indubbiamente il turismo balneare che in queste settimane si sta preparando alla stagione calda sperando di avvicinarsi ai numeri del 2019. Ma la grande incognita dell’estate italiana è legata al mercato estero e quindi alle destinazioni che avevano una forte connotazione internazionale dei flussi.

Le città d’arte durante l’anno 2020, crollo quasi totale

Osservate speciali sono le città d’arte; le destinazioni che hanno sofferto maggiormente durante il 2020. Firenze, ad esempio, ha perso l’80,6% di presenze turistiche rispetto al 2019, perdendo circa 11 milioni di pernottamenti. Anche per Venezia la diminuzione è stata molto forte, del -72,5% (-9 milioni di presenze); così come per Napoli con, un -74,7% (-3 milioni). Il mercato che si è contratto maggiormente è stato, inevitabilmente, quello estero che anche nel 2021 ha fatto sentire la sua mancanza. La situazione non è sicuramente migliorata con lo scoppio della guerra in Ucraina, che ha gettato una pesante ombra sulla tanto agognata fase di ripartenza.

La guerra tra Russia e Ucraina non incute timore: si ritorna a viaggiare

Ma dopo aver scoperto che, in realtà, la crisi ucraina ha avuto un impatto molto limitato sulle intenzioni di viaggio dei turisti, è ricominciata la caccia al turista straniero. Oggi la domanda più importante non solo degli operatori turistici ma anche di chi gestisce queste destinazioni, non è semplicemente quando torneranno i turisti stranieri; ma soprattutto quali mercati. Sì perché a causa degli eventi, alcuni mercati (come quello russo o anche quello cinese) sono e rimarranno in stand-by ancora per molto tempo; mentre altri ne prenderanno il posto.

Andando nel dettaglio delle singole mete turistiche, ci accorgiamo che nonostante il prodotto città d’arte abbia delle caratteristiche consolidate, ci sono delle grandi differenze tra una città e l’altra. Sicuramente nei volumi: tra le tre, Firenze è quella con la più alta quota di ricerche di pernottamenti; almeno otto volte maggiore ai volumi di Napoli.

Città d'arte grafico

L’estate delle città d’arte: Firenze in cima ai desideri

Turismo a Firenze: l’87% è straniero, in particolare proveniente dagli USA

Il turismo estero è sempre stato un pilastro per il turismo fiorentino: il territorio è ormai da anni organizzato in modo da poter rispondere alle esigenze di questo mercato; nonostante una buona presenza di turismo nazionale, soprattutto in termini di turismo escursionistico e turismo scolastico. Ma se nel 2019 si gridava all’overtourism, nel 2022 si cerca disperatamente di capire quando e quali stranieri torneranno.

Secondo i dati, gli stranieri hanno già ricominciato a cercare pernottamenti per i prossimi mesi: tra le tre città analizzate, Firenze è quella con la quota maggiore di ricerche provenienti da stranieri, circa l’87% del totale.

Considerando le singole nazionalità, al primo posto ci sono gli Stati Uniti (100, Index number), con un volume di ricerche che raddoppia quelle degli italiani (41). Che gli statunitensi fossero innamorati di Firenze e dell’Italia lo sapevamo già, ma è anche vero che con lo scoppio della guerra si temeva una loro reazione negativa. Non è scontato, quindi, che il mercato statunitense sia non solo attivo, ma persino più attivo del mercato domestico.

Gli statunitensi stanno cercando pernottamenti a Firenze soprattutto per settembre e le prime settimane di luglio, con una permanenza media di 2,8 notti. Al momento le ricerche sono per la maggior parte per il segmento coppie, che ha una booking window media i 100 giorni; più alta rispetto a quella delle famiglie (88 giorni) che però rappresentano una quota molto inferiore.

Centro storico di Firenze
Centro storico di Firenze

Turismo a Venezia: l’83% è straniero con forte stagionalità

Anche per la Serenissima i turisti stranieri hanno un ruolo centrale per l’economia locale: l’alto tasso di internazionalizzazione dei flussi ha sempre condizionato fortemente anche le destinazioni turistiche vicine, che hanno potuto sfruttare il flusso turistico di Venezia come se fosse un grande centro generatore di domanda.

Gli stranieri oggi rappresentano poco più dell’83% delle intenzioni di viaggio. Secondo la finestra di soggiorno, che ci mostra le ricerche in base al giorno di check-in selezionato, gli stranieri stanno mantenendo alta la domanda in luglio, nonostante solitamente non sia il loro mese preferito per visitare le città. Sicuramente, a differenza di Firenze, la stagionalità della domanda è meno accentuata: Venezia è pur sempre una destinazione (anche) balneare, connotazione che le permette di avere una buona domanda anche in agosto.

Al primo posto tra i Paesi più attivi ci sono sempre gli Stati Uniti (110, Index number); non molto lontani dall’Italia (70). Anche in questo caso gli statunitensi hanno una permanenza media inferiore alle tre notti (nello specifico, 2,7) e preferiscono viaggiare in settembre. I francesi invece, il terzo mercato per Venezia, sono interessati a pernottamenti più lunghi, di 3,7 notti e stanno cercando soprattutto pernottamenti in agosto.

Ponte di Rialto, Venezia - Foto di Ruth Archer
Ponte di Rialto, Venezia – Foto di Ruth Archer

Turismo a Napoli: solo il 68% è straniero

Con Napoli, la composizione della domanda cambia sostanzialmente: tra le tre, è la città con la minor quota di turismo straniero (68%), oltre ad avere un volume di ricerche relativamente basso rispetto alle concorrenti.  Questo condiziona sicuramente la finestra di soggiorno, che è più schiacciata verso luglio e non ha domanda per settembre. Nonostante sia anche essa una destinazione (anche) balneare, le intenzioni di viaggio dei turisti sono tutti per il last minute di luglio, mentre agosto è ancora sottotono.

Gli italiani sono il primo mercato attivo (100, Index Number), mentre gli stranieri seguono a grande distanza: Stati Uniti (37), Francia (32) e Germania (29). In merito alla permanenza media, i francesi stanno cercando pernottamenti mediamente da 4,4 notti; il valore più alto dopo i belgi (7,7 notti) che, però, hanno una quota di ricerche molto più bassa. Per tedeschi e statunitensi, invece, la permanenza media è rispettivamente di 2,7 e 2,4 notti. Diversi anche i periodi di arrivo: per i francesi agosto è il mese migliore per visitare Napoli; gli statunitensi continuano a preferire settembre, mentre i tedeschi stanno cercando pernottamenti soprattutto per inizio luglio.

Veduta del Vesuvio da Napoli - Foto di Lajos Móricz
Veduta del Vesuvio da Napoli – Foto di Lajos Móricz

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