Social media: un hotel su quattro non li utilizza, giusto o sbagliato?

Social media: un hotel su quattro non li utilizza, giusto o sbagliato?
Social media: un hotel su quattro non li utilizza, giusto o sbagliato?

Nonostante il boom dei social media, secondo un recente studio americano, un hotel su quattro non utilizza questi strumenti per le iniziative di marketing. Colpa del ROI dei social media non misurabile nonostante c’è chi propone nuove metriche di valutazione come il KPI oppure delle scarse conversioni degli hotel sui social media? Non si sa. Il dato di fatto è che, secondo TravelClick che ha dato vita al sondaggio sull’argomento, un quarto degli albergatori non utilizzano strumenti social per promuovere la propria struttura..

In effetti, a ben guardare le risposte, solo il 10% degli intervistati hanno dichiarato di usare Groupon e piattaforme simili, il 20% Twitter mentre Facebook, nonostante investimenti non esaltanti del comparto, ha fatto segnare un 65% di utilizzatori.

Advertising e ricerca a pagamento sempre in auge
La pubblicità online conserva sempre il proprio fascino tra gli albergatori. Il 57% degli intervistati ha dichiarato che il budget verrà speso in advertising mentre il 20% degli albergatori considera la ricerca a pagamento il settore di investimento più interessante.

Gli hotel propongono nuovi servizi
Molti albergatori, raggiunti dal sondaggio, hanno dichiarato di volere migliorare i servizi delle proprie camere. Molto interesse suscita il Wifi gratuito che per il 42% rappresenta il nuovo servizio dell’hotel. Salgono anche le quotazioni delle docking station per iPad (circa il 20%).

Marketing mix, giusto connubio
Azioni mirate con un giusto connubio di marketing mix, è senza dubbio la strada giusta per gli albergatori che investono il budget online. Non si tratta di una pozione magica ma di un modo di operare che, se fatto con oculatezza, porta a migliori risultati. Non investire in social media, non mi sembra la strada giusta. Così come, spostare il budget in piani di social media per hotel tralasciando altre forme di pubblicità online, anche quelle legate alla brand awareness che a volte vengono mal curate dagli stessi professionisti della comunicazione, non è una soluzione adeguata. Le conversioni, anche se non misurabili e, quindi, quantificabili, non passano necessariamente da un click. Un buon contenuto, un piano di web marketing misto e oculato realizzato da professionisti, servizi creati per i clienti, non hanno bisogno di un pallottoliere.

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Informazioni su Anna Bruno 351 Articoli
Anna Bruno è giornalista professionista, muove i suoi primi passi come cronista a “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Successivamente collabora con gli specializzati in viaggi (travel e food), tra i quali “Viaggi e Sapori” e “Gente Viaggi” e i maggiori magazine di tecnologie. Nel 1998 fonda l’agenzia di comunicazione e Digital PR “FullPress Agency” che edita, dal 2001, FullTravel.it, magazine di viaggi online e VerdeGusto, magazine di food & wine, dei quali è direttore responsabile. Appassionata di fuori rotta, spesso si perde in nuovi sentieri, tutti da esplorare. È autrice di “Chat” (Jackson Libri, Milano, 2001), “Viaggiare con Internet” (Jackson Libri, Milano, 2001), “Comunità Virtuali” (Jackson Libri, Milano, 2002), “Digital Travel” (Dario Flaccovio Editore, Palermo, 2020),  “Digital Food”  (Dario Flaccovio Editore, Palermo, 2020) e dell’e-book “Come scrivere comunicati efficaci”. È delegata dei giornalisti di viaggio delle Marche-Umbria-SUD del GIST (Gruppo Italiano Stampa Turistica). Digital Travel & Food Specialist, relatrice in eventi del settore turistico e food e docente in corsi di formazione.

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