Social Media Marketing, non regalate i dati dei vostri utenti

Social Media Marketing
Social Media Marketing

Quando ho iniziato a scrivere questo articolo ho pensato subito al titolo. Solitamente il titolo viene fuori dopo aver scritto il testo anche se in alcuni casi inizio proprio con il titolo la stesura del contenuto. In questa circostanza specifica, pur essendo consapevole che il titolo non è di quelli più accattivanti e strillati, ho voluto sintetizzare in poche battute quello che sarà il tema di questo articolo (post): attenzione al vostro piano di social media marketing, fermatevi e riflettete su quello che fate, potreste pentirvi quando è troppo tardi.

Ho notato, negli ultimi tempi, uno strano comportamento di marketing legato a brand molto noti: invitare il proprio pubblico ad andare sulle pagine di facebook e non sul sito societario. Questo trend, sempre più in crescita,  è ben visibile negli spot televisivi ma anche in contesti come, per esempio, cartelloni pubblicitari ai margini dei campi di calcio. Questa tendenza sta interessando anche il comparto turismo, in particolare quello legato al settore alberghiero. Mi sono sempre chiesta perché invitare gli utenti su un sito terzo, diverso dal proprio.

In questi giorni mi sono imbattuta in un bell’articolo di un autore americano che rafforza i miei dubbi e pone dei limiti su questo particolare comportamento. E’ arrivato il tempo di fermarsi a riflettere se, effettivamente, un piano di social media marketing così strutturato sia davvero vincente e, soprattutto, vicino alle esigenze dell’azienda.

Il ROI del Social Media Marketing non è quantificabile
L’argomento è dibattuto, fa parte dei cosiddetti top topic. Misurare i risultati dei piani di social media marketing è un’operazione impossibile o comunque non in linea con le metriche del marketing tradizionale. In forma del tutto sproporzionata si è soliti far riferimento al numero di fan (facebook) o di follower (Twitter). Ma alla risposta: cosa succede dopo? Nessuno è in grado di dare risposte esaurienti.

Il marchio è fuori dal vostro controllo
Sulle piattaforme di social media come faccio a sapere se il mio marchio non viene associato a qualcosa di orribile o che discredita il mio operato? Bisognerebbe affidarsi alla brand repution che si occupa di monitorare il percorso del mio marchio su queste piattaforme, operazione che si fa sempre più difficile con un numero di iscritti e attività che si moltiplicano sempre più, in questo settore.

I vostri utenti e clienti in mano ad altri
Ritornando all’introduzione di questo post, mi chiedo perché spingere i vostri utenti e potenziali clienti su un sito di terzi (come facebook) che diventeranno, grazie alla vostra pubblicità (anche costosa) utenti profilati della piattaforma che ospita la vostra pagina. Perché non indirizzare i vostri seguaci o presunti tali, su vostre pagine dove solo voi siete i gestori del loro profilo? Trovo un errore non da poco questo modo di fare che ci fa tornare indietro nel tempo, a circa dieci anni fa, quando le email invece di avere il dominio della propria azienda avevano quelle di Libero piuttosto che Tiscali. Esempio: fulltravel@libero.it non è la stessa cosa di info@fulltravel.it, è evidente che il secondo caso evidenzia anche il brand FullTravel. Consiglio, pertanto, di invitare i vostri utenti sul vostro sito dove solo voi siete i padroni del vostro business e del vostro brand.

Rischio privacy
Molti vostri utenti potrebbero non voler lasciare i propri dati su piattaforme di terzi. Si fidano di voi ma non necessariamente devono fidarsi di altre organizzazioni. E’ un errore spingere questi utenti a lasciare i propri dati su siti che esulano dal vostro business.

 Se vuoi rimanere aggiornato sulla destinazione ROMA iscriviti alla nostra newsletter

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*