Santa Klaus, il San Nicolo' che arriva dal freddo

La festa di Santa Klaus, che ricorre il 6 dicembre, è una delle tradizioni più suggestive e caratteristiche del Sud Tirolo: Santa Klaus è un bonario e grassoccio vecchietto che dedica il suo tempo a deliziare e coccolare i bambini, distribuendo loro vari regali: dolcetti, frutta secca e candita, piccoli giocattoli e altri oggetti e leccornie varie.

Ortisei, Val Gardena - Alto Adige - © foto Anna BrunoOrtisei, Val Gardena - Alto Adige - © foto Anna Bruno

Quale occasione migliore per immergersi nell’atmosfera incantata e fiabesca dell’Alto Adige ed assaporarne antichi riti ed usanze, se non quella di Santa Klaus ovvero San Nicolò? La festa di Santa Klaus, che ricorre il 6 dicembre, è infatti una delle tradizioni più suggestive e caratteristiche di questa regione ai confini con l’Austria: Santa Klaus è un bonario e grassoccio vecchietto che dedica il suo tempo a deliziare e coccolare i bambini, distribuendo loro vari regali: dolcetti, frutta secca e candita, piccoli giocattoli e altri oggetti e leccornie varie. Di solito questa consegna di doni avviene proprio la sera del 6 dicembre, quando nei numerosissimi paesi del Sud Tirolo bambini scalpitanti, eccitati e impazienti si accalcano gioiosi in viuzze e vicoli in attesa di ricevere la loro meritata ricompensa per essere stati buoni e bravi durante l’anno.
Quella di Santa Klaus è la festa della semplicità, della frugalità, della sobrietà: in effetti i regali elargiti sono oggetti modesti, di scarso valore economico, quelli che si possono definire, per utilizzare una parola molto comune ai nostri giorni, dei “Pensierini”. Richiamano alla povertà di un tempo, quando non esisteva la possibilità economica di ricoprire i fanciulli di regali preziosi, di lusso e di sfarzi. Di solito i vari doni dispensati da Santa Klaus sono contenuti in un comunissimo sacchetto di nylon chiuso da una sorta di spago.
La figura di Santa Klaus è accompagnata da diavoletti, i temibili Krampus, che lo aiutano nella sua attività: in particolare lo seguono per le strade, spaventando i bambini cattivi, a cui portano soltanto carbone. Sono uomini-caproni che vagano per le vie, vestiti di pellicce nere spaventose e provvisti di corna lunghissime e altrettanto terrificanti. In volto indossano maschere diaboliche, spaventose. Spesso sono inoltre dotati di catene arrugginite e di campanacci che producono rumori lugubri e assordanti. In alcune tradizioni i Krampus si divertono ad imbrattare il viso dei passanti di nero, di solito ottenuto con il lucido da scarpe.
Nei paesi altoatesini i Krampus vengono festeggiati le prime due settimane di dicembre, ma il culmine di questo rituale si svolge proprio alla vigilia di Santa Klaus, ovvero la sera del 5 di dicembre.
Da segnalare a questo proposito la celebrazione dei Krampus prevista per domenica 7 dicembre 2008 a Campo Tures, in Val di Tures: giovani travestiti da Krampus sfileranno per le strade del paese carichi di doni da dispensare a tutti i bambini che vorranno partecipare all’evento.

La tradizione di San Nicolò si perde nella notte dei tempi: si festeggia il 6 dicembre, data, questa, stabilita dalla Chiesa Cattolica in seguito alla cristianizzazione delle popolazioni germaniche: in questo giorno si commemora San Nicola, il vescovo di Myra, Turchia, da sempre ricordato per la sua generosità, per il suo altruismo, per la sua propensione ad aiutare le persone più povere e bisognose, assicurando loro viveri e tutto il necessario per il loro sostentamento. Nutriva un amore sviscerato per i bambini, che colmava sempre di regali. La leggenda di San Nicola, tuttavia, si intreccia al mito di Odino, dio germanico della sapienza e della guerra. Santa Klaus e la sua ritualità, infatti, hanno molti elementi in comune con l’epopea di Odino che viene raffigurato su un cavallo a otto zampe, mentre volteggia nel cielo impegnato in una battuta di caccia. La leggenda vuole che, avendo bisogno di far riposare e di rifocillare il suo cavallo, Odino passasse di casa in casa, di camino in camino, dove i bambini appendevano i loro stivali pieni di paglia, carote e zucchero per sfamare Sleipnir, il destriero. Odino premiava lo zelo e la generosità dei bimbi sostituendo il contenuto degli stivali con graziosissimi doni.
Quella di Santa Klaus è una tradizione che fa tornare tutti noi un po’ bambini, ci cala magicamente in un’atmosfera gioiosa, amena, tranquilla e rilassante, facendo emergere la parte più semplice e ingenua del nostro spirito, allentando le briglie della nostra fantasia. Basta infatti visitare un paese altoatesino durante questa festa per rendersi conto dell’aria serena e dell’armonia che si respira!


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