Ryanair, voli low cost per servizi economici

Ryanair, voli economici per servizi low cost
Ryanair, voli economici per servizi low cost

Se avessi voluto dare un titolo ad effetto a questo post, avrei potuto usare la frase:  a volte ritornano. Di cosa si tratta è presto detto: il presidente di Ryanair, compagnia aerea low cost, ha fatto sapere in questi giorni che il progetto di volare in piedi non è stato affatto accantonato.

Chi ha perso la puntata numero “n” di Ryanair non sarà a conoscenza, forse, dell’ambizioso progetto di Michael O’Leary di riservare un’area degli aeromobili a posti in piedi, al fine di ridurre il prezzo del biglietto. La notizia, di qualche tempo fa, sembrava del tutto accantonata dal CEO di Ryanair. Invece, secondo le ultime affermazioni di O’Leary, pare che sia allo studio della Boeing (società costruttrice degli aeromobili di Ryanair, e non solo) una situazione di questo tipo.

Se sia davvero “una fissa” di O’Leary, non è dato a noi dirlo. Certo che fa pensare questa ennesima corsa di ridurre il prezzo (ma anche i servizi) da parte della compagnia aerea low cost più nota al mondo.

Un detto dialettale delle mie parti recita più o meno così: “tanto spendi e tanto appendi”. Si riferisce in particolare a quanto spendi per un capo di abbigliamento e al valore del capo che viene appeso per essere conservato. A questo detto fa eco un altro adagio polare che dice: “il risparmio è un cattivo guadagno”.

Volendo applicare questi modi di dire a Ryanair si potrebbe dire che “al prezzo economico del biglietto non corrisponde mai una qualità del servizio”. E allora? Semplice. Il dinamico CEO di Ryanair, a mio modesto parere, invece di cercare le soluzioni più disparate, in cambio di pochi euro, che non sono mai sinonimo di qualità, farebbe prima a trovare il modo di risparmiare tagliando costi che comunque non incidano sulla qualità del servizio.

Perché, se da una parte va elogiato il vettore che ha consentito a chiunque di viaggiare in aereo, dall’altra parte non si può accettare un taglio costante dei servizi (viaggiare in piedi, pagare per andare in bagno, ridurre il numero di toilette a bordo, taglio del secondo pilota, etc.) che va a discapito solo di chi viaggia. In fondo, stando anche ai numeri diffusi dalla stessa corporate irlandese, non sembra passarsela male Michael O’Leary e con lui anche la stessa compagnia. Il consiglio è che lo slogan: voli low cost per servizi economicit diventi presto voli low cost per servizi di qualità. C’è da crederci?

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