Ryanair e la multa dell’Antitrust, questione di stile

Ryanair
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La compagnia aerea low cost Ryanair è stata multata dall’Antitrust per pubblicità ingannevole. Questa in estrema sintesi la motivazione della sanzione pecuniaria di 500 mila euro perpetrata ai danni di Ryanair.

Fin qui nulla di strano. La compagnia aerea, secondo l’Antitrust, è stata sanzionata per:

  • Messaggi pubblicitari ingannevoli;
  • Difficoltà dei clienti nel contattare l’assistenza post-vendita, quando si desidera ottenere rimborsi;
  • Assenza di indicazioni – nell’ambito della comunicazione delle offerte – dei costi di spese aggiuntive.
  • Condizioni contrattuali pubblicate in lingua inglese;
  • Eccessive richieste economiche in caso di variazione del nome dei passeggeri o di date di partenza o di stampa di carta d’imbarco in aeroporto.

Niente di nuovo sotto il sole, dunque. D’altronde la stessa compagnia aerea low cost non rappresenta un caso isolato di sanzioni nel settore travel. Anche Expedia, eDreams ed Opodo sono state sanzionate dall’Antitrust per fatti più o meno analoghi. Evidentemente il vizio dell’inganno più che una eccezione è diventato una peculiarità diffusa nel comparto delle vacanze. Ma la reazione di Ryanair è stata diversa dalle altre. Per una questione di stile, come amo definire ironicamente il comportamento della compagnia area irlandese, che anche in questo caso ha mostrato gli artigli.

All’indomani della sanzione Ryanair, a differenza degli altri player del settore che di buon grado hanno accettato la sanzione quasi come un gioco delle parti, ha risposto in modo aggressivo ad arrogante, negando anche questa volta l’evidenza.

Tra le motivazioni del vettore, per esempio, sul prezzo pubblicizzato non corretto c’è il fatto che i possessori della carta di credito Mastercard effettivamente possono comprare il biglietto al prezzo proposto mentre il prezzo pieno è una falsità. E allora, ci sarebbe da chiedere al vettore, perché non scrivere che il prezzo è riservato solo ai possessori della Mastercard che non rappresentano affatto la totalità dei passeggeri o presunti tale? Semplicemente per una questione di stile. Stile Ryanair, appunto.

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Informazioni su Anna Bruno 351 Articoli
Anna Bruno è giornalista professionista, muove i suoi primi passi come cronista a “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Successivamente collabora con gli specializzati in viaggi (travel e food), tra i quali “Viaggi e Sapori” e “Gente Viaggi” e i maggiori magazine di tecnologie. Nel 1998 fonda l’agenzia di comunicazione e Digital PR “FullPress Agency” che edita, dal 2001, FullTravel.it, magazine di viaggi online e VerdeGusto, magazine di food & wine, dei quali è direttore responsabile. Appassionata di fuori rotta, spesso si perde in nuovi sentieri, tutti da esplorare. È autrice di “Chat” (Jackson Libri, Milano, 2001), “Viaggiare con Internet” (Jackson Libri, Milano, 2001), “Comunità Virtuali” (Jackson Libri, Milano, 2002), “Digital Travel” (Dario Flaccovio Editore, Palermo, 2020),  “Digital Food”  (Dario Flaccovio Editore, Palermo, 2020) e dell’e-book “Come scrivere comunicati efficaci”. È delegata dei giornalisti di viaggio delle Marche-Umbria-SUD del GIST (Gruppo Italiano Stampa Turistica). Digital Travel & Food Specialist, relatrice in eventi del settore turistico e food e docente in corsi di formazione.

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