Ritardo treni o soppressione: obbligo di informazioni ai passeggeri

Arriva una sentenza di portata europea che fa chiarezza sugli obblighi nei confronti dei passeggeri da parte dell'aziende del settore ferroviario, quando un treno è in ritardo o viene soppresso.

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea si è espressa in tema di ritardi ferroviari.
Mai come in questi ultimi mesi la situazione del trasporto ferroviario si è fatta vivace: anche in Italia la presenza di più competitor ha messo sempre in luce questo specifico ramo del trasporto.
Proprio per ovviare ai possibili problemi derivanti dall’utilizzo di un’unica rete ferroviaria, a discapito dei viaggiatori che potrebbero talvolta subire ritardi o soppressioni di treni, la Corte di Giustizia UE ha stabilito che è fatto obbligo alle varie aziende di comunicare in tempo reale l’alndamento delle corse.
Ciò vuol dire, nel caso dell’Italia, che tanto Trenitalia quanto NTV con Italo dovranno monitorare lo stato dei viaggi, dandone comunicazione alla clientela anche durante la percorrenza.
Ciò in considerazione del fatto che, nel caso vi fossero ritardi, i passeggeri dovrebbero esserne informati per tempo, in presenza di snodi fondamentali per prendere delle coincidenze.
Ciò inizia a diventare fondamentalmente dal momento che potrebbe verificarsi non solo un cambio di convoglio in determinate stazioni principali ma persino un cambio di azienda scelta.
Una parte del viaggio potrà essere effettuata, ad esempio, a bordo di un treno Trenitalia e la parte successiva su di un trebo Italo.
In tal caso è fondamentale sapere di eventuali cambiamenti di programma che potrebbero andare a scombussolare i piani di viaggio del passeggero.
Dunque le singole aziende dovranno comunicare anche i dati relativi ai competitor, quando appunto vi sia possibilità di coincidenze da utilizzare per proseguire un viaggio.
Dal canto suo, il gestore della rete dovrà obbligatoriamente fornire i dati di percorrenza alle azienda, in maniera non discriminatoria.
La Corte di Giustizia arriva dunque a stabilire che il passeggere ha il diritto di ricevere informazioni tempestive e aggiornate, soprattutto quando qualcosa va a cambiare dopo la partenza.


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