Ricerca hotel, ecco come è cambiata negli ultimi 6 anni

Ricerca "hotel a New York"
Ricerca "hotel a New York"

Un esperto di hotel marketing, Martin Soler, ha osservato i cambiamenti delle search legate al mondo alberghiero. Grazie all’aiuto di alcuni grafici è facilmente riscontrabile come il binomio “hotel a” e “nome della città” sia completamente mutato nel tempo.

Alcuni anni fa si lottava per avere un posto nelle prime dieci posizioni di Google con la query hotel a Città (esempio: Hotel a Roma). Poter contare su un tale posizionamento equivaleva quasi ad un terno al lotto. Ma da un po’ di tempo le cose non sono più così.

Il volume di ricerca dal 2004 in poi ha subito una brusca discesa. Negli ultimi 6 anni la ricerca ha perso oltre il 70%. (dati Google Insight). Cosa effettivamente sia successo, non è dato sapere con certezza ma si fanno diverse ipotesi.

Ricerca hotel a Parigi
Ricerca hotel a Parigi

Anni fa c’erano pochi alberghi tra i quali scegliere in Google; l’eccesso di spam presente nelle SERP di Google ha di fatto spinto gli utenti a cercare diversamente e in altri luoghi; la ricerca di Google è peggiorata o migliorata.

Ricerca hotel a Londra
Ricerca hotel a Londra

Ciò che è certo è l’atteggiamento dell’utente di viaggio che ha cambiato la sua ricerca in Google e, quindi, il suo processo di acquisto di una vacanza o di un viaggio. Molti pensano che l’utente si sia evoluto e che abbia fatto ricorso alla coda lunga come, per esempio, “hotel di lusso per viaggio di nozze a New York” oppure si sia avvalso di ricerca per quartiere oltre che per singola città.

L’ipotesi più plausibile, secondo l’esperto di marketing, è quella che l’utente si sia spostato nel suo ambito di ricerca. Non solo Google, come motore di ricerca, ma direttamente le aree di ricerca delle OTA (siti di vendita viaggi online).  Grazie alla possibilità di poter ordinare i risultati e di prenotare direttamente dal sito, molti utenti cercano direttamente sui siti di intermediazione.

Ricerca in Booking.com e Priceline (OTA)
Ricerca in Booking.com e Priceline (OTA)

 

Non è cambiata l’esigenza di ricercare un hotel, dunque, non c’è una crisi che giustifica i grafici con curve discendenti. Quello che scaturisce è il nuovo modo di cercare da parte dei consumatori. Sul fronte alberghiero, invece, emerge come è dannoso lavorare solo con la disintermediazione alberghiera e non essere presenti sui siti vetrina di strutture turistiche oppure piattaforme che si occupano di vendita diretta degli hotel la cui espressione più “moderna” è data dai siti di comparazione prezzi degli hotel, voli, vacanze, etc.. Insomma, meglio essere ovunque e non focalizzare le risorse in un unico punto.

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Informazioni su Anna Bruno 396 Articoli
Anna Bruno, giornalista professionista. Muove i primi passi come cronista a La Gazzetta del Mezzogiorno. Successivamente collabora con gli specializzati in viaggi (travel e food), spettacoli e tecnologie. Scrive per i principali magazine del settore viaggi ed è esperta di digital travel. Nel 2001 fonda FullTravel.it, magazine di viaggi, del quale è tuttora direttore responsabile. E’ appassionata di fuori rotta e posti insoliti.

3 Commenti

  1. Anna ti faccio i complimenti per questo articolo che focalizza un parte importante della ricerca nel settore “hotel”. Concordo con il fatto che l’utente negli ultimi anni si è evoluto ed effettua ricerche piu diversificate usando anche le famose long long tail. Reputo che uno dei problemi sia che nelle Serp su ricerche “hotel a città” si trovano da tempo sempre gli stessi siti ( i grandi big) in quasi tutte le destinazioni. Questo a mio parere annulla l’essenza di internet, riducendo a pochi soggetti il vastissimo ventaglio di scelte che il mezzo dovrebbe garantire. Se l’utente trova sempre e solo i stessi siti (sia nelle serp che negli ADS) si trova a confrontarsi con una limitazione della propria liberta di scelta. Questo modus operandi ha radicalmente cambiato le modalità di ricerca del moderno utente, che ha raffinato in maniera più mirata l’utilizzo delle Key di ricerca nei motori.
    Una cosa che mi è poco chiara dell’articolo è la parte finale dove parli di ” sola disintermediazione” come fattore negativo ma poi consigli di usare i siti di comparazione. Non credi che i siti di comparazione facciano parte proprio della disintermediazione alberghiera.

    • Ciao Paolo, benvenuto sul mio blog. Nella chiosa mi riferisco alla visibilità di alcuni alberghi sul solo sito dell’hotel e sulla mancata partecipazione ai programmi delle OTA. Per ciò che concerne la comparazione alberghiera, molto utile ai consumatori, non è altro che una conseguenza della presenza dell’hotel sul sito delle OTA. Quindi, se l’albergo è presente sulle piattaforme delle OTA con molta probabilità sarà presente anche nei siti di viaggio come quelli dedicati alla comparazione di prezzo. Un saluto, Anna

  2. Ciao Anna e grazie di nuovo per la tua repentina risposta, mi trovo ulteriormente d’accordo con il tuo punto di vista inerente l’aumento della visibilità di un hotel, è fondamentale la presenza nelle principali OTA (anche se non tralascerei le OTA di nicchia), e ribadirei l’importanza che oggi vanno acquisendo nel mercato i comparatori di prezzi per hotel, rapportati ai cambiamenti della società moderna.

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