Quando il diritto di rettifica arriva da Facebook

Errata corrige
Errata corrige

Qualche giorno fa mi è capitato un episodio che mi piace raccontare con l’intento di sottolineare, qualora ci fosse bisogno, come i social media a volte si rivelano strumenti tempestivi ed utili.

Sono abbonata a Traveller, di Condè Nast, una rivista di viaggi che amo sfogliare insieme ad altre del settore. Il fascino della carta stampata per me è intramontabile e così mi piace curiosare indifferente tra Internet e le riviste specializzate del settore.

Sul numero di giugno, Traveller ha presentato la terza parte di uno speciale sull’Italia, questa volta dedicato al sud Italia. Sfogliano la rivista ho notato che molte pagine del giornale era dedicate alla mia regione, la Basilicata, ma con stupore ho letto che la provincia di Potenza venisse indicata con la sigla PT che invece corrisponde a Pistoia.

L’errore non era una semplice refuso in quanto in tutte le pagine dedicate alla regione accanto all’indirizzo di una località in provincia di Potenza compariva la sigla di PT. Errore ripetuto, dunque, non occasionale.

Pur essendo a conoscenza che alcuni (i più pigri e forse poco amanti della geografia) confondono la sigla di Potenza che è PZ con la sigla di Pistoia (PT) mi sono stupita che una rivista di spessore come Traveller incappasse in un simile errore.

Così, spinta da una voglia di rivalsa per la mia terra lucana, ho voluto far presente l’errore alla rivista. Cosa ho fatto? Semplice, non ho telefonato e neppure scritto una mail o peggio ancora, una lettera tradizionale. Sono andata su Facebook, sulla pagina dedicata a Traveller, e mettendoci la “faccia” ho segnalato l’errore. E Traveller? Ha ringraziato dicendo che faceva presente l’errore in redazione. Ma non è finita qui.

Con mio stupore sul numero di luglio della rivista, nello spazio iniziale dedicato all’errata corrige, la redazione Traveller non solo si è scusata dell’errore ma ha citato, tra gli altri, anche il mio nome con tanto di ringraziamento.

Errata corrige Traveller
Errata corrige Traveller

In questa storia, piccola o grande, c’è spazio per due riflessioni. Intanto la delicatezza del giornale nel fare mea culpa con tanto di errata corrige (esiste il diritto di rettifica ma quanti l’applicano?) e, soprattutto, di accettare le segnalazioni anche su Facebook. Dall’altra parte proprio il social network che, grazie alla tempestività, ha permesso la rettifica già sul numero successivo della rivista e non diversi numeri dopo, come solitamente accade.

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