Prenotazioni hotel da Facebook, scarse le conversioni

Prenotazioni hotel da Facebook, scarse le conversioni
Prenotazioni hotel da Facebook, scarse le conversioni

All’indomani del debutto in borsa di Facebook con il titolo in perdita e del viaggio di nozze in Italia di Zuckerberg, che ha incuriosito molti giornalisti (anche quelli che non si occupano di gossip), ecco una notizia che non desta nessun stupore: le prenotazioni hotel su Facebook sono scarse.

Che Facebook puntasse sula massa critica, è un dato di fatto inconfutabile. Ma i numeri, come accade neanche troppo raramente, non sono sempre sinonimo di soldi. Eppure, proprio dopo la quotazione a Wall Street, Zuckerberg ha poco da scherzare. La sua creatura deve dimostrare maturità, tradotto in un linguaggio economico significa che Facebook ora deve convertire.

Si pensi che l’85% dell’introito di Facebook è pubblicitario e se gli inserzionisti, molti provenienti dal settore travel, capiscono che il mezzo è inefficiente (come sembra) potrebbero presto far crollare il castello creato in pochissimo tempo. Gli analisti, in fondo, non credono molto alle capacità di Facebook di andare oltre il “divertimento” (volendo usare una frase meno colorita) tanto è vero che il titolo ha subito pesanti svalutazioni dal suo debutto ad oggi (speculazioni a parte).

Secondo Douglas Quinby, senior director di PhoCusWright, quando le catene alberghiere sono restii a divulgare I numeri legati alle conversioni degli hotel su piattaforma Facebook, è perché i dati sono irrilevanti, scarsi.

Più volte è stato sottolineato, anche su questo blog, che non bisogna guardare a Facebook come piattaforma di prenotazione ma ho assistito (con la stessa frequenza) a corporate sempre più convinte di investire grosse somme di denaro sul social, spostando perfino la prenotazione dal proprio spazio web al social network. Follia pura se si pensa che i dati su Facebook sono di proprietà anche del social network.


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Informazioni su Anna Bruno 389 Articoli
Anna Bruno, giornalista professionista. Muove i primi passi come cronista a La Gazzetta del Mezzogiorno. Successivamente collabora con gli specializzati in viaggi (travel e food), spettacoli e tecnologie. Scrive per i principali magazine del settore viaggi ed è esperta di digital travel. Nel 2001 fonda FullTravel.it, magazine di viaggi, del quale è tuttora direttore responsabile. E’ appassionata di fuori rotta e posti insoliti.

2 Commenti

  1. Interessante pezzo! La realtà è proprio quella dipinta nell’articolo. La nostra esperienza diretta con gli albergatori negli ultimi anni rivela che le conversioni, ormai totalmente tracciabili, tramite booking engine integrato su Facebook, sono esigue (per non dire quasi nulle). Facebook non è fatto per vendere, ma per creare relazioni e conversazioni. Casomai c’è da dire che in alcuni casi, Facebook può arrivare a generare un buon traffico al sito ufficiale – che può concretizzarsi in prenotazioni.
    Non è proprio il canale giusto su cui investire per aumentare le prenotazioni. Gli scopi sono tutti diversi!

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