Prenotazione hotel, le agenzie di viaggio online leader del mercato

Prenotazione hotel
Prenotazione hotel

Nonostante le operazioni commerciali sembrano rivoluzionate da Google Places e dal profilare di siti proprietari degli hotel con possibilità di booking, le prenotazioni hotel sono ancora saldamente in mano alle agenzie di viaggio online.

Dal 2008 ad oggi, le OTA detengono circa il 45% delle prenotazioni alberghiere e la percentuale non sembra destinata a scendere. Almeno per ora.  Nonostante la rivoluzione di Internet che, soprattutto negli ultimi anni, ha fatto conoscere nuove piattaforme e realtà (social network, mobile, etc.),  la distribuzione alberghiera ha ancora bisogno della intermediazione per avere successo.

L’albergatore, in fondo, è alla costante ricerca di distribuire l’invenduto, di puntare su un target mirato e di avere un giusto equilibrio di prezzi. Le OTA sembrano che al momento rispondano a tutti questi requisiti. Se fosse il contrario sarebbe inspiegabile la corsa all’intermediazione da parte degli operatori alberghieri che hanno fatto salire al 45% la quota di mercato delle OTA, come suddetto.

E se l’intermediazione sembra quasi un “gioco forzato” per i piccoli alberghi, pensavo che la situazione fosse completamente diversa per le grandi catene alberghiere. Invece, i dati ci mostrano una situazione fuori dalle aspettative.

Tra i primi 30 brand più noti al mondo le prenotazioni alberghiere sono state distribuite, durante il 2010, in questo modo: solo il 67,3% delle prenotazioni online sono arrivate per canale diretto (esempio: Marriott.com, Hilton.com, etc), mentre il restante 32,7% sono state effettuate presso le OTA e nei canali di intermediazione online. Rispetto al 2008 la perdita delle prenotazioni dirette è stata circa dell’8%.

Il perché molte aziende alberghiere (tra cui un certo numero di brand molto importanti) hanno abbracciato la filosofia delle OTA e, quindi, dell’intermediazione, sembra sia motivato dalla congiuntura economica che ha fatto correre ai ripari al fine di compensare i “vuoti” lasciati dal mercato.

I motivi non finiscono qui, così come altri importanti spunti provenienti da questo particolare segmento economico. Per conoscere da vicino tutti i dettagli, potete seguire il report completo in lingua inglese.

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Informazioni su Anna Bruno 398 Articoli
Anna Bruno, giornalista professionista. Muove i primi passi come cronista a La Gazzetta del Mezzogiorno. Successivamente collabora con gli specializzati in viaggi (travel e food), spettacoli e tecnologie. Scrive per i principali magazine del settore viaggi ed è esperta di digital travel. Nel 2001 fonda FullTravel.it, magazine di viaggi, del quale è tuttora direttore responsabile. E’ appassionata di fuori rotta e posti insoliti.

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