Prenotazione hotel, i social media non convertono

Prenotazione hotel, social media non convertono
Prenotazione hotel, social media non convertono

L’argomento è di quelli più dibattuti. I social media aiutano le conversioni alberghiere? C’è chi sostiene di sì (i più innovatori) e c’è chi invece sostiene che i social non sono il terreno ideale per le conversioni alberghiere (i più conservatori). La discussione è stato oggetto di scambi di battute durante l’ultimo di No Vacancy Sydney tra Glenn Fogel di Priceline.com e Rachel Argaman di Toga Hospitality.

Fogel si è detto molto scettico sui social media che non portano conversioni semplicemente perché la gente non vuole essere disturbata dagli annunci pubblicitari quando si trova in determinati ambienti, mentre Rachel Argaman ha sentenziato che mentre il presente è già social media in futuro i siti si troveranno solo su Facebook.

La mia posizione è assolutamente intermedia. Come ho riferito anche in altri post, non amo gli eccessi perché il “troppo stroppia” e, quindi, non mi trovo d’accordo con nessuno dei due esperti oppure, volendo guardare ad un bicchiere mezzo pieno, mi trovo d’accordo con entrambi.

Mi ha fatto molto riflettere l’affermazione di Rachel Argaman quando asserisce che nel prossimo futuro i siti web saranno presenti solo su Facebook. La sua dichiarazione non ha fatto che confermare ciò che stavo osservando negli ultimi mesi. Spesso, anche in campagne pubblicitarie anziché segnalare il sito Internet si indica la pagina aziendale di Facebook e così, per esempio, invece di www.fulltravel.it ci si imbatte  in www.facebook.com/fulltravelit. Il segnale che arriva è molto forte e non va assolutamente sottovalutato. Facebook presto sarà “internet” ed “Internet” sarà solo “Facebook”. Così, dopo oltre dieci anni di dominio assoluto di Google, ci troviamo a fare i conti con un altro “padre padrone” che ha l’aria di essere ancora meno “padre” di BIG G.

Tornando all’argomento di questo post, è indubbio che oggi un albergatore non può prescindere dai social media. Non fosse altro perché è dall’ascolto che possiamo partire per una campagna di web marketing. Il feedback degli utenti o clienti è importantissimo perché ci regala una “griglia di partenza” che ci permette di migliorare l’offerta dei servizi. Il problema è legato all’incapacità di misurazione dei risultati dei social media che non possono fornire un ROI così come accade nel marketing tradizionale che utilizza altri strumenti e piattaforme orientate  alla visibilità.  La mancanza di ROI, però, non deve far pensare che “i social media non convertono” perché su queste piattaforme si trovano i consumatori, i veri fruitori del servizio e i più idonei a dare informazioni.

Allo stesso tempo ritengo che in giro si trovino tanti ciarlatani che in nome dei social media vendono fan e tweet a chilo perfino fidelizzati e che nulla hanno a che vedere con la vera filosofia di queste piattaforme. Il mio consiglio è di seguire poche ma importanti regole nell’approccio al social media marketing. In questo blog trovate diversi consigli sul piano di social media marketing per hotel, altri personali suggerimenti sono pronta a elargire a chi vorrà mettersi in contatto con me con gli strumenti presenti in queste pagine compresi gli errori da evitare in un piano di social media marketing.

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2 Commenti

  1. Ciao Anna, concordo con te. Tuttavia Fogel confonde i contenuti con la pubblicità: le aziende sui social devono produrre contenuti non pubblicità. Altrimenti, come è giusto che sia, i social media non funzioneranno mai.

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