Perché il modello di viaggio sociale non funziona

Social travel , viaggi sociali
Social travel , viaggi sociali

Il titolo di questo post, volutamente provocatorio, è il frutto di un articolo che ho letto in questi giorni su un magazine noto in lingua inglese relativo ai viaggi sociali (social travel). Il titolo del pezzo di Rod Cuthbert, esperto del settore travel online, ha suscitato subito la mia curiosità e poiché adoro sentire sempre l’altra campana, mi sono soffermata a leggerlo.

Il gran numero di commenti, per la verità, mi ha subito fatto caprie il tenore dell’articolo che, in estrema sintesi, spiegava “perché il modello di viaggio sociale non funziona”. Tutto questo secondo l’autore, chiaramente.

In particolare, il protagonista del testo si è soffermato a raccontare un aneddoto di un viaggio effettuato da un suo caro amico alle Hawaii insieme ad un altro compagno di viaggio. Il posto paradisiaco avrebbe suscitato la fantasia di cinque eppure, a detta dell’autore, le vacanze del suo amico non sono risultate per nulla esaltanti. Il tutto senza suscitare nessuna sorpresa in chi scrive.

La motivazione è consistita sulla pianificazione del viaggio da parte del suo amico che è tornato prima del dovuto dalle splendide Hawaii. Il posto era stato consigliato da un amico americano che ama lunghe passeggiate e trascorre le sue vacanze in quei posti con la famiglia.

Il punto è che i gusti dei ragazzi erano diametralmente opposti da quello del “consigliere” al punto che mentre per il turista americano le vacanze alle Hawaii rimangono il massimo della vita non altrettanto possono affermare gli altri due ragazzi.

La morale, sempre secondo l’articolista, è che non ci si può affidare ad un amico per pianificare una vacanza (sia esso conosciuto nella vita reale e sia su una piattaforma social). L’amico non è in grado di comprendere quali sono i tuoi gusti e quali le peculiarità del viaggio per te vitali. Solo un esperto addetto ai lavori, incalza l’autore del pezzo, è in grado di aiutare a pianificare un viaggio tenendo presente tutte le variabili. Al bando, dunque, i viaggi sociali.

L’articolo, chiaramente, ha suscitato l’ira dei portabandiera dei social i quali, attraverso il prezioso strumenti dei commenti, hanno mostrato un vasto repertorio contro la posizione dell’autore. Quale sia effettivamente il punto di vista da sposare, non è facile da affermare. E’ certo, però, che se l’intenzione dell’autore era quella di farsi notare, posso affermare senza dubbio che ha raggiunto il suo scopo. Il numero consistente di commenti ne sono la prova e chissà che forse, in fondo, il suo ragionamento che non piace ai più nasconda anche un po’ di verità.

 Se vuoi rimanere aggiornato sulla destinazione ROMA iscriviti alla nostra newsletter
Informazioni su Anna Bruno 414 Articoli
Anna Bruno, giornalista professionista. Muove i primi passi come cronista a La Gazzetta del Mezzogiorno. Successivamente collabora con gli specializzati in viaggi (travel e food), spettacoli e tecnologie. Scrive per i principali magazine del settore viaggi ed è esperta di digital travel. Nel 2001 fonda FullTravel.it, magazine di viaggi, del quale è tuttora direttore responsabile. E’ appassionata di fuori rotta e posti insoliti.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*