Nel paradiso del Mugello una 'Fontana dell'Olio'

Vi sono nati Giotto e il Beato Angelico. Due mostri sacri dell'arte i tutti i tempi.

Paolo Pasquali, a Vicchio del Mugello (35 km a nord di Firenze), nella sua villa rinascimentale restaurata mirabilmente e trasformata in fantastico albergo (22 camere e piscina con vista da urlo sulla vallata), si accontenterà di entrare nella storia da un’altra porta, sicuramente iscritto nel grande libro dell’agricoltura nazionale per aver creato la prima Oleoteca al mondo.
Proprio lì, in quella Villa Campestri, già appartenuta (dal XIII secolo fino al 1989!) ai marchesi Roti Michelozzi e decorata da Lorenzo di Bicci e da Galileo Chini. L’Oleoteca di Paolo è quanto di più originale si possa trovare nella terra degli ulivi. Innanzitutto è ubicata nelle ex cantine della tenuta, in grandi sale seminterrate di grande impatto emotivo: pietra a vista alle pareti, atmosfera tardomedioevale che fa trepidare i cultori di quella magnifica epoca, arredi storicamente e artisticamente “importanti”.
C’è persino una biblioteca dell’olio (o forse si dovrebbe dire una biblioleoteca?) con qualcosa come 110 volumi che contengono i cardini della sua filosofia: scienza (l’olio è un toccasana, contiene i famosi antiossidanti omega), mitologia (5mila anni, tra uomini e dei), gastronomia (il sapore di una fetta di pane “sciocco” benedetta da una spruzzata di ottimo olio).
Il logo dell’Oleoteca è un dipinto tratto da una tavoletta del ‘400 di Giovanni Stradano, con il ciclo di lavorazione delle olive, e le stesse immagini compaiono anche su una serie numerata di magnifici orci dipinti. Piatti della Ginori dedicati all’olio, bicchieri della vetreria faentina, molati con motivi analoghi attraggono fatalmente l’attenzione dei visitatori. Un grande camino, un tavolone fratino per gli assaggi e, colpo di genio, una “Fontana della Salute”, autentico barocco d’epoca, con amorino sorridente che dispensa fiotti d’olio extravergine d’oliva! L’eccezionale olio di Paolo, naturalmente. La sua Oleoteca (non poteva che nascere in Toscana, dove esistono 17mila produttori oleari) è meta di estimatori dell’aureo dono degli dei, che ci vanno per “assaggiare, guardare, sentire, chiedere, acquistare prodotti del Garda, della Sicilia, della Puglia, un po’ di tutta Italia e anche il mio, che è rigorosamente di nicchia”.
Pasquali spiega a tutti i suoi ospiti la sua filosofia. L’olio aveva bisogno di essere “rappresentato” culturalmente, non segregato in un museo però, ma in un luogo “dove possa vivere, dopo che la vita lui l’ha donata agli uomini per millenni”. E’ nata per questo l’ Oleoteca, in un luogo bello e ameno, degno dei cultivar che Paolo e la sua famiglia vi hanno fatto crescere e dell’olio che avrebbe fatto la felicità di Cosimo il Vecchio dei Medici, che è nato da queste parti o di don Milani che ha insegnato ed è sepolto a 5 km da qui. Andando a trovare Pasquali nella sua reggia, per partecipare ai suoi corsi di olive oil-testing, o alle sue passeggiate culturali, lasciamoci pure affascinare dai suoi racconti sull’olio (Paolo è un trascinatore eccezionale), ma anche dai suoi 140 ettari di paradiso, dalle ville medicee sparse nei dintorni, dai monasteri e pievi romaniche.
E anche dalla cucina del suo albergo rinascimentale: le verdure del suo orto sono eccezionali. Condite con il suo olio sono divine.

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