Mostra fotografica a Madrid sull’architettura Rom

Massimo Vicinanza, capo redattore di FullTravel, sarà di scena con una personale all'Istituto Italiano di Cultura a Madrid, a partire da giovedì 22 aprile e per tre settimane. Kastellos. Viaggio fotografico nell'architettura nomade, questo il nome della mostra fotografica, è un reportage sull'architettura dei "ricchi" Rom in terra rumena, sapientemente raccontato dagli scatti del fotogiornalista napoletano, Massimo Vicinanza.

Massimo Vicinanza, fotogiornalista affermato nonchè capo redattore di FullTravel, racconta particolari elementi di architettura rom nella sua mostra fotografica “Kastellos. Viaggio fotografico nell’architettura nomade”. L’inaugurazione della mostra avverrà a Madrid, il 22 aprile alle ore 18,00 nelle sale di palazzo Abrantes, sede dell’Istituto Italiano di Cultura.
I Kastellos si trovano nei sobborghi di molte città rumene, Bucarest, Timsoara, Braila, Ivesti, Lugoj, Buzescu, Costesti, ma anche nei piccoli paesini sparsi lungo la piana del Danubio o verso i monti della Transilvania. Si tratta di un’architettura nascosta, unica nel suo genere ed estranea a qualsiasi schema o codice costruttivo. Una mescolanza di stili diversi e spesso opposti fra loro, con torrette orientaleggianti e pagode, balconcini toscani, colonne bizantine, inserti gotici, elementi di Secessione Viennese e, talvolta, anche alcuni segni dell’architettura tradizionale locale.
Ville che, pur essendo il risultato di un fenomeno di sedentarizzazione del nomadismo, mantengono in sé le impronte ed il bagaglio del costume nomade attraverso il mondo.
Sono le sorprendenti ville dei caldarari, rudari, lingurari, dinandieri, le “caste libere” Rom, da sempre nomadi ma che da alcuni decenni vivono in maniera oramai sedentaria lavorando ancora con ferro, rame e oro.
I Kastellos sono i “segni spontanei” di una società in trasformazione, quella dei Rom, raggruppati in villaggi atipici e introdotti in un paesaggio urbano altrettanto mutevole. Rappresentano l’esibizione simbolica di una raggiunta agiatezza individuale e allo stesso tempo sono chiari segni sociali che definiscono ruoli, funzioni e gerarchie di un gruppo etnico tradizionalmente nomade ma sempre più stabile.
Per il popolo Rom la famiglia resta ancora il valore fondante, al quale oggi, però, si aggiunge il bisogno di una dimora stabile e non più itinerante come la storica roulotte.
Le case, realizzate in cemento ma in maniera del tutto artigianale, senza un progetto e senza l’intervento di ingegneri o architetti, sono ricche di elementi mutanti e di citazioni che conducono a stili  architettonici di luoghi lontani, visti e riproposti dai capi-clan, spesso in giro per affari.
L’impianto delle strutture è simmetrico e regolare e non cambia quasi mai, e sottolinea così la stabilità nel luogo; ma il nomadismo atavico si trasferisce con forza nell’architettura e nelle decorazioni delle facciate, trasformandone costantemente i tratti, i simboli, gli equilibri estetici, con risultati spesso straordinari.
Giovedì 22 Aprile 2010 dalle ore 18,00
Istituto Italiano di Cultura
Calle Mayor, 86 – Madrid
La mostra resterà aperta per tre settimane.

Per ulteriori informazioni
Tel. 91.542.22.13 
info.iicmadrid@esteri.it

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