Mentre Pompei crolla, le istituzioni languono e il turismo affonda

Crollo Domus Pompei
Crollo Domus Pompei

D’accordo la mia è una provocazione, ne sono conscia. Mi hanno insegnato, però, che a volte da una provocazione può uscire uno spunto di riflessione. Qualche giorno fa ho letto con orrore la notizia del crollo della Domus dei gladiatori di Pompei causato da infiltrazioni di acqua. Chi non è mai stato a Pompei, chi non è mai stato agli scavi di Pompei, forse non riesce a comprendere questo mio appello. Chi invece ha avuto modo di visitare questo sito, uno dei più visitati al mondo, un patrimonio dell’umanità, non ha potuto non fare un salto sulla sedia quando si è diffusa la notizia.

Giorgio Napolitano, il nostro Presidente della Repubblica, ha detto che:” quello che è accaduto a Pompei dobbiamo, tutti, sentirlo come una vergogna per l’Italia”. E mentre l’Italia tutta era distratta da un gossip all’altro, quelli che oramai hanno sostituito gli argomenti di cui la politica dovrebbe interessarti, ecco piombare un’ultima ora sul crollo della Domus dei Gladiatori di Pompei. Nel gioco dello scarico barile tutti hanno dimenticato una cosa: l’Italia va preservata, l’Italia ha una storia ultra millenaria e i suoi siti più belli non possono essere oggetto di capitolati di spesa straordinari.

Il turismo italiano passa “fortunatamente” da questi luoghi e solo una politica lungimirante e soprattutto attenta può far sì che tutto questo rimanga ancora in piedi. In Italia si arriva non perché è più brava a vendersi, non perché il marketing turistico è il più performante. In Italia si arriva perché ogni angolo, ogni borgo, ogni luogo trasuda storia. E allora, caro Ministro del turismo, che ha dovuto ereditare il portale Italia.it dalle precedenti legislature, perché non contiene gli investimenti sul Web (cosa possibile, tra l’altro) e i milioni previsti per la gestione del portale più costoso al mondo li utilizza per finanziare piccoli o grandi luoghi turistici che versano in condizioni impietose? Pensa davvero che il mondo del turismo online che è sopravvissuto egregiamente senza Italia.it non può fare a meno di questa mega progetto (mega più per l’investimento che per l’idea) ? Il web è condivisione e forse un occhio strizzato al web 2.0 le avrebbe potuto offrire un risultato migliore a prezzi contenuti.

Sono conscia che la mia è una provocazione, in fondo l’ho detto all’inizio di questo spazio. Ma in Italia ci sono troppe cose che non vanno e se il turismo, primo settore economico del Paese, è messo in ginocchio anche da queste notizie che hanno fatto piangere il mondo intero, la colpa risiede nei “gestori” della politica sempre più distratti dai fatti privati e pubblici di un Premier in via di declino e di un’opposizione che ha focalizzato tutti gli sforzi sulla “sua morte”, politica, si intende.

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2 Commenti

  1. Credo che comunque l’Italia meriti un portale ufficiale degno, visti i tesori culturali, paesaggistici ed enogastronomici. L’India o anche solo lo Yorkshire hanno portali meravigliosi e molto efficaci. Non parlerei quindi solo di costi, ma anche di mancate opportunità per il turismo italiano.

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