Le spiagge dello sbarco in Normandia deturpate da un parco eolico

Arromanches, spiaggia dello sbarco in Normandia - ©Foto Anna Bruno
Arromanches, spiaggia dello sbarco in Normandia - ©Foto Anna Bruno

Di fronte alla spiaggia del D-Day, in Normandia, sorgerà un parco eolico offshore (in acqua). Insorge la popolazione, i reduci di quella sanguinosa battaglia e perfino gli ambientalisti. Non così la pensano il governo, i sindaci e i costruttori che parlano di scarso impatto ambientale in quanto dalla spiaggia le pale non saranno molto visibili. Mi associo a chi non è d’accordo con questa operazione perché credo che ci siano dei paesaggi e dei luoghi di importanza storica che non possono essere deturpati neanche da iniziative importanti come quelle legate alle fonti energetiche alternative.

Qualche anno fa ho fatto un viaggio in Francia. Per l’occasione ho scelto l’automobile, quale mezzo di trasporto, al fine di poter progettare il viaggio con maggiore flessibilità. Nelle mie due settimane di vacanza in Francia ho apprezzato particolarmente la Normandia e la Bretagna. Ricordo ancora l’emozione che mi ha colto quando sono arrivata sulla spiaggia dove, durante la secondo guerra mondiale, sono sbarcati gli americani (operazione Overlord, così era chiamata in codice, nota poi come D-Day) che ci hanno liberato dall’oppressione del regime fascista e dalla catastrofe umanitaria del nazismo. Mi è capitato di dover rispondere a domande del tipo: chi è il tuo eroe? In questi casi ho sempre risposto: non ho un eroe ma tanti eroi, tra questi i soldati americani che ci hanno regalato la libertà con il loro sbarco sulle coste della Normandia in quella splendida notte di luna piena del 6 giugno 944. 

Tornando al mio primo impatto con la spiaggia di Arromanches, sono rimasta colpita di come ancora fossero presenti parti del ponte mobile che ha permesso lo sbarco dei soldati sul territorio francese. Le condizioni atmosferiche della giornata non permettevano escursioni sulla spiaggia. Eppure, nonostante le raffiche di vento e la pioggia incessante, ho voluto assaporare da vicino la “mia libertà”. Dopo aver camminato sulla spiaggia per diverso tempo mi sono recata al vicino “Museo dello Sbarco” dove, grazie a immagini di repertorio realizzate dai cineoperatori al seguito dei soldati americani, ho compreso ancora di più l’importanza di questa operazione che ha visto anche tante vittime tra vincitori e vinti.

Da allora sono passati tanti anni e quel luogo ha conservato il suo particolare fascino condito anche da tanta tristezza. Pensare ad un parco eolico offshore visibile dalla spiaggia dello sbarco, è come profanare un luogo sacro. Chi si reca in quei luoghi vuole posare lo sguardo verso l’orizzonte da dove è possibile scorgere solo la nostra libertà.

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