Le Ricordanze e il Rubeo Convivio di San Secondo

Qual mensa trionfante e sontuosa, tal non cred’io s’apparecchi…". E nemmeno noi ci crederemmo se non avessimo l'opportunità di partecipare, come inizio di stagione delle Ricordanze di Sapori, al "Rubeo Convivio", la sera di sabato 31 maggio, anno domini 2003.

Nonostante l’irresistibile ascesa, passando di successo in successo, della manifestazione che interessa ben 24 siti, tra castelli, rocche, ex abbazie e ville nobiliari, varrà la pena di spendere due parole a beneficio dei neofiti. Con “Ricordanze di Sapori” si dà nome a una serie di eventi storico-enogastronomici che da ben sei edizioni animano le serate estive (e recentemente anche di fine anno) dei manieri gestiti dall’Associazione dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza (consigliabile una visita al bellissimo sito web). Ricostruzioni in costume di fasti antichi delle corti medioevali e rinascimentali nelle due province emiliane, con nutrita presenza di ospiti paganti, fatalmente attratti dalla possibilità di compiere un viaggio indietro nel tempo: tale è l’accuratezza dei dettagli e l’amore per la veridicità delle scenografie in grado di ingannare i sensi del più scettico dei critici. Lo hanno imparato, con indicibile soddisfazione gli habitué, lo impareranno presto le nuove reclute di questa sorta di “living history” che fa leva anche sul conforto della favolosa tavola regionale, ispirata alle antiche ricette dei signori. Nulla di meglio, allora, belle dame e nobili cavalieri, che indossare i panni (peraltro comodissimi) degli antichi gaudenti e accomodarci alle tavole che dalla cortina del tempo, qualche geniale regista dell’accueil e del buon piatto ha recuperato per nostra imperitura gioia dei sensi.
Ecco allora la prima delle delizie primaverili, ricca di promesse da realizzare sotto le stelle benigne della Rocca di San Secondo (PR). Posta a breve distanza dai castelli di Fontanellato, Soragna e Roccabianca, amata da Verdi, San Secondo ospita nella sua Rocca dei Rossi, famiglia entrata nel mito (non è forse il cognome più diffuso in Italia?) il “Rubeo Convivio”. L’interno è un “sogno” rinascimentale fra favole, miti e gesta epiche della dinastia, non disdegnando gli amori del magnifico Pier Maria che, forse più di tutti, hanno colpito l’immaginario collettivo parmense (gli amori, si sa, soprattutto quando hanno un sottofondo piccante, attraggono da sempre la fantasia degli emiliani, popolo gaudente in tutti i sensi). Ecco allora, che sotto lo sguardo benevolo dei sosia degli antichi padroni di casa e dei loro paludati, nonché famosissimi ospiti (lasciamo il piacere della scoperta ai fortunati partecipanti) godremo dell’opra geniale di messer lo cuoco Cristiano Ghiretti: frutti di stagione e nettare d’uve; insalata in misticanza con crostini allo zucchero e cannella; spalla cotta di San secondo al sugo di more silvane; uova ripiene al miele di gaggia; zuppa d’orzo del feudo; maltagliati al sugo d’anitra palustre; fagiani in alabarda glassati in salsa d’amarene; schiena di vitello alle erbe odorose; fave brasate al lardo; pasticcio di pere crude; trionfo dolce di Madonna Bianca; cardamomo, anice, ippocrasso. Il tutto innaffiato da ottimi Fortana del Taro, Lambrusco dell’Emilia e Malvasia dei Colli. E che le stelle siano con noi!
La cena è servita alle 22.00
Costo: 45,00 euro a persona con prenotazione obbligatoria.

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