Le ricerche di Google diventano personalizzate

Le ricerche di Google diventano personalizzate
Le ricerche di Google diventano personalizzate

Gli addetti ai lavori hanno avuto modo di acquisire l’ennesima mossa di Google che da ieri, attraverso il motore di ricerca, diventa sempre più personalizzato. In buona sostanza la ricerca universale di Google mostrerà all’utente anche i risultati provenienti da link e materiale condivisi con gli amici attraverso il social network Google+.

Dunque Google, dopo il 2007 quando introdusse all’interno della ricerca organica elementi come le immagini, video, etc., compie uno stravolgimento enorme nel motore di ricerca. I nuovi scenari che Google apre, sapendo di poter contare sulla leadership incontrastata tra i “motori di ricerca” tanto che in Italia è ancora “il motore di ricerca” e l’articolo determinativo evidenzia la sua importanza, sono tantissimi.

Ma a molti il nuovo motore di ricerca non piace. In primis ai SEO che in questi anni sono stati sempre i primi “antagonisti” di Google ma anche gli stessi “amici” visto che sono stati proprio questi professionisti a far sì che Google diventasse il portone principale di Internet.

Google ricerca sociale non piace neppure a Twitter che ha “criticato” aspramente la nuova trovata (bene studiata, sia chiaro) di BIG G. E Google, proprio rivolgendosi ai dirigenti di Twitter si è detta stupita di una tale reazione. In fondo Twitter non ha voluto rinnovare l’accordo con Google che è consistito, per un po’ di tempo, nell’introduzione dei “cinguettii” all’interno della ricerca organica del motore. Sembra che l’accordo di 15 milioni di dollari annuale avesse avuto un aumento a 35 milioni di dollari con contratto biennale. Twitter ha così scelto di accordarsi con Bing che di milioni di dollari ne ha chiesti 30 con contratto annuale.

Diatriba a parte, il nuovo motore di ricerca sociale (nonostante le piattaforme più importanti come Facebook e Twitter non sono visibili tra i risultati) targato Google non piace a molti tanto che la Federal Trade Commission americana si sta interessando al caso.

E’ evidente che dopo anni di incontrastata supremazia Google ha perso molto del suo appeal nei confronti degli utenti che amano sempre più le piattaforme sociali e, in qualche modo, sta tentando di recuperare il terreno perduto. Peccato che le ultime iniziative, a partire da quelle nel mondo dei viaggi con Google Flights e Google Hotel Finder fino all’ultima di ieri, scontentano troppo attori, siano essi operatori e siano essi utenti.

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Informazioni su Anna Bruno 399 Articoli
Anna Bruno, giornalista professionista. Muove i primi passi come cronista a La Gazzetta del Mezzogiorno. Successivamente collabora con gli specializzati in viaggi (travel e food), spettacoli e tecnologie. Scrive per i principali magazine del settore viaggi ed è esperta di digital travel. Nel 2001 fonda FullTravel.it, magazine di viaggi, del quale è tuttora direttore responsabile. E’ appassionata di fuori rotta e posti insoliti.

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