Le miniere sarde nuovo patrimonio dell'Unesco

Le miniere della Sardegna diventano patrimonio dell'umanità e rivivranno nel Parcogeominerario. Il senato ha approvato nei giorni scorsi la proposta di legge per l'istituzione del parco ovvero la legge che permetterà la costituzione del nuovo organismo di tutela del patrimonio minerario dell'isola.

Artefice di questo progetto, che nel 1997 è stato approvato all’unanimità dall’Unesco è stato Giampiero Pinna, 50 anni, presidente dell’Ente minerario sardo. “Il parco geominerario – spiega Giampiero Pinna, che da studente lavoratore, faceva l’operaio in miniera, è diventato a 28 anni geologo – nasce dall’idea di valorizzare il patrimonio e la cultura mineraria, ormai avviata alla chiusura”. Supportato in questa idea da amici, appassionati di storie e culture minerarie, studiosi, ricercatori, tecnici e uomini di cultura, ha ideato il geoparco. “In America e anche in altre parti del mondo – ha aggiunto – le miniere dismesse vengono ora sfruttate turisticamente”.

Insomma un’idea per far funzionare le miniere attraverso percorsi attrezzati sia all’interno delle gallerie, che in Sardegna si spingono anche sino a cinquecento metri di profondità complessivamente e arrivando a toccare i trecento metri sotto il livello del mare. “Alle visite nel sottosuolo, dove si trovano poi anche spettacolari grotte naturali – continua Pinna – si aggiunge l’archeologia industriale, nei cantieri che esistevano fuori dalle gallerie”. A ciò si aggiunge poi il patrimonio storico dei nuraghi.

Il parco geomineraio della Sardegna é nato sottoforma di consorzio tra il ministero dell’industria, l’amministrazione regionale e gli 81 comuni della Sardegna dove si trovano i villaggi minerari o nuragici.

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