Le isole The World di Dubai franano e c’è chi fa causa

Le isole The World di Dubai
Le isole The World di Dubai

Sono una sostenitrice del mondo incontaminato e in quanto tale sono conscia che la mia diventa sempre più una concezione in controtendenza.  Qualche giorno fa mi è capitato di leggere un articolo sulle 300 isole della costa di Dubai (The World, perché insieme prendono la forma di un planisfero), che stanno franando.

Solitamente mi soffermo su argomenti che hanno a che fare con il degrado e, soprattutto, con il recupero di paesaggi storici o di importanza naturalistica. Questa volta ho potuto tirare un sospiro di sollievo anche di fronte ad un disastro. Certamente la notizia non mi ha riempito di gioia ma apprendere che le isole sono artificiali e cioè costruite dagli uomini, mi ha fatto riflettere ma non disperare.

La storia delle 300 isole The World di Dubai che stanno franando
Qualche anno fa, nell’area del mondo (forse) più artificiale, a Dubai, sono state realizzate 300 isole. L’obiettivo era (per alcuni lo è ancora) costruire hotel di lusso e abitazioni per pochi. A Dubai e dintorni il lusso è un elemento indispensabile e il denaro non conosce l’aggettivo “poco”. Il progetto doveva andare a regime entro il 2008 ma i realizzatori dell’arcipelago a largo delle coste di Dubai, hanno dovuto far fronte alla crisi economica che di fatto ha rallentato la realizzazione delle strutture alberghiere e delle ville di lusso. Nel frattempo, non avendo fatto i conti con la “natura” che a volte,  giustamente, si ribella, le isolette sono iniziate a franare e la società che si è aggiudicata l’appalto per il trasporto di persone e materiale, la Penguin Marine, ha deciso di recedere dal contratto finendo in tribunale.

Il blocco imprevisto del programma che prevedeva la realizzazione delle infrastrutture e degli immobili in tempi brevi, ha fatto sì che le isolette artificiali iniziassero a franare causando un accumulo di sabbia nello spazio navigabile tanto da rendere impraticabile la zona. La holding di stato, Nakheel, ha ammesso lo stato di standby del progetto che nel frattempo parte con una base di 25 miliardi di dollari di debiti, ma ha fatto sapere che comunque appena possibile sarà realizzato. Pensare che la Nakheel aveva informato che non erano sufficienti i soldi per poter acquistare (si parla di cifre variabili dai 10 ai 45 milioni di dollari) perché la selezione sarebbe stata rigidissima.

Conclusione
Alla luce di tutta questa storia e della situazione attuale, comunque vada, sarà un insuccesso. La natura, dovrebbero comprendere i sceicchi e i facoltosi degli Emirati Arabi, va manipolata il meno possibile. Se poi si ribella, ci sarà chi non verserà lacrime.

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