Le compagnie aeree non europee devono pagare per le emissioni di gas serra

Le compagnie aeree non europee devono pagare per le emissioni di gas serra
Le compagnie aeree non europee devono pagare per le emissioni di gas serra

Arriva la scure delle tasse europee per le compagnie aeree che non sono del vecchio continente. Dal primo gennaio, infatti, dovranno pagare per l’atterraggio nei 27 Paesi dell’Unione Europea.

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha ritenuto applicabile, anche alle compagnie aeree non europee, il sistema di Emission trading System (ETS). Per la verità la tassazione era nell’aria già da qualche anno, periodo durante il quale alcune compagnie aeree americane avevano presentato ricorso. Ma la Corte di Giustizia dell’UE, purtroppo per loro, ha respinto l’appello.

Quanto costerà la tassa? L’importo per ogni passeggero varia da uno o due euro fino a 12 euro per voli più lunghi. Intanto sul fronte americano si stanno muovendo anche gli apparati politici con proposte di legge,  al fine di evitare questa nuova gabella e quindi, di rifiutare, la norma europea.

Ma non sono solo gli Stati Uniti a contrastare la direttiva. Anche in oriente, in particolare in Cina, ci si sta affidando alle ritorsioni commerciali pur di non dover adottare la nuova disposizione.

Si calcola che le compagnie aeree contribuiscano all’emissione di gas serra per un 3%. Sono, però, soprattutto i vettori americani a partecipare a questo triste primato visto che, un aereo su due che inquina, è di una compagnia aerea degli Stati Uniti.  

La guerra della tassazione, tuttavia, rimane aperta e staremo a vedere quali saranno i provvedimenti che i vettori non europei prenderanno nel breve periodo.

C’è chi ipotizza, per esempio, accordi di code sharing (accordo tra compagnie aeree secondo il quale un vettore commercializza un servizio e pone il suo codice sui voli di un altro vettore, fonte Wikipedia) con le compagnie europee in modo da bypassare l’imposta. Per il momento gli ambientalisti esultano e forse, a breve, anche le casse della UE.

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Informazioni su Anna Bruno 396 Articoli
Anna Bruno, giornalista professionista. Muove i primi passi come cronista a La Gazzetta del Mezzogiorno. Successivamente collabora con gli specializzati in viaggi (travel e food), spettacoli e tecnologie. Scrive per i principali magazine del settore viaggi ed è esperta di digital travel. Nel 2001 fonda FullTravel.it, magazine di viaggi, del quale è tuttora direttore responsabile. E’ appassionata di fuori rotta e posti insoliti.

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