La strada alla fine del mondo, il libro del viaggio estremo

La strada alla fine del mondo
La strada alla fine del mondo

Di sovente mi capita di disquisire con alcuni amici sui “viaggi” e la grande differenza che ha per me nei confronti del “turismo”. Nel vocabolario di un italiano spesso viaggio e turismo sono sinonimi, nel mio lessico rappresentano due realtà completamente diverse. Un viaggio è un’esperienza unica che comporta uno stato mentale particolarmente allenato al confronto, alle novità, ad usi e costumi sconosciuti. Fare turismo significa frequentare luoghi di massa, posti organizzati e ideati per un numero di persone che in vacanza si comporta più o meno allo stesso modo. 

 La strada alla fine del mondo”  è un bellissimo libro edito da Bollati Boringhieri dedicato a chi ama i “viaggi” e non lascia nulla per scontato. L’autrice, Erin McKittrich”, ha lasciato il mondo universitario per affrontare la vita in modo completamente diverso, a contatto diretto con la natura. In America si chiama “wilderness” ovvero entrare in contatto con una natura incontaminata dove la presenza dell’uomo è limitata. Ed è proprio dal suo rapporto con la natura che nasce “la strada alla fine del mondo”, un libro che racconta un viaggio  estremo che vede protagonista la stessa autrice con la sua famiglia (marito e figlia). 

Il percorso si snoda da Seattle alle isole Aleutine durante il quale la natura si manifesta in tutte le sue forme. Freddo intenso, vento forte, temperature al limite della sopportazione umana ben compensate dalla bellezza che la natura regala in questi luoghi estremi. E poi, la conoscenza  con i pochi abitanti autoctoni, il fascino di tradizioni lontane, il contatto con animali che vivono lì dove l’uomo è un essere raro. 

“La strada alla fine del mondo” è un diario di viaggio che coniuga l’esperienza estrema alla ricerca del proprio essere. Un insegnamento di vita che attraversa l’animo per arrivare lì dove non pensavi di approdare. Un libro da leggere tutto di un fiato perché emoziona così come solo un viaggio può emozionare.

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