La Libia scopre la sua vocazione turistica

Molti gli investimenti, soprattutto in infrastrutture, che negli ultimi anni hanno portato la Libia a puntare sul settore turistico; la varietà di paesaggi e il fascino dei costumi locali sono solo il primo biglietto da visita per il rilancio del paese.

Molti gli investimenti, soprattutto in infrastrutture, che negli ultimi anni hanno portato la Libia a puntare sul settore turistico; la varietà di paesaggi e il fascino dei costumi locali sono solo il primo biglietto da visita per il rilancio del paese.
La Libia sta perseguendo un ambizioso programma di diversificazione della propria economia basata sul petrolio, sfruttando l’inesplorato potenziale turistico offerto dal Mediterraneo.
Negli ultimi tre anni, sia la Libia che numerosi operatori esteri hanno iniziato a investire nelle infrastrutture turistiche.
A seguito di tali investimenti, si attende in Libia un aumento di presenze fino a raggiungere un milione e mezzo di turisti nel 2015.

In Libia vi è un’ampia varietà di risorse turistiche sparse in varie zone del paese: resti antichi, paesaggi affascinanti, come i laghi, le scogliere e le spiagge delle coste del Mediterraneo, Eljabel Elakhdar (o Montagna Verde), Eljabel Elgharbi (o Montagna Occidentale), nonché gli svariati scenari del deserto del Sahara.
Le opere dell’uomo, palazzi e città, sono assai prestigiose e antiche, anteriori all’era cristiana. Di grande importanza storica sono pure le arti, i costumi, le tradizioni e il folklore, anch’essi antichissimi e tipici. Anche la flora e la fauna, sebbene non abbondino in quantità, attraggono l’interesse dei turisti per la loro rarità: vi sono, ad esempio, le piante del deserto, le tartarughe policefale, vari tipi di uccelli, come i falchi e le pernici.

Una delegazione di Turismo libico sarà presente al Globe09 di Roma.

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