L'Epifania in Friuli Venezia Giulia

In una terra attraversata da culture lontane e da passaggi storici antichi come il fuoco, l'Epifania diventa un crocevia di tradizioni dal fascino misterioso e secolare. Illuminati da gesti che affondano le proprie radici nella memoria celtica e precristiana, i riti epifanici in Friuli Venezi a Giulia raccontano emozioni mai sopite.

L’oscurità della “dodicesima notte” viene trafitta da un firmamento di falò propiziatori – chiamati pignarûi -, eredità di un’antichissima tradizione celtica. Centro nevralgico della liturgia del fuoco è Tarcento, cittadina conosciuta anche come la “Perla del Friuli“, dove il “Pignarûl” corrisponde al momento più atteso dell’anno. I preparativi iniziano già il 5 gennaio, quando i “pignarulârs” allestiscono le cataste e le pire, in attesa di ricevere dal “Vecchio venerando” il fuoco benedetto attinto dal braciere sulla porta della chiesa parrocchiale. La sacra fiamma illumina le vie del paese, seguita dalla spettacolare corsa dei carri infuocati, nella quale le varie borgate tenteranno di superarsi dando vita al Palio dei Pignarulârs. Il clima festoso accompagnerà l’attesa del momento solenne, rappresentato dall’accensione del “Pignarûl Grant” e dalle profezie del saggio venerando
A Cividale del Friuli, antico Forum Iulii e primo Ducato dei Longobardi in Italia, il 6 gennaio si celebra la Messa dello Spadone, funzione religiosa che rievoca l’investitura imperiale del Patriarca Marquardo von Randeck. La spada – proprio quella che suggellò, nel 1366, il conferimento del feudo patriarcale a von Randeck – diventa simbolo del potere temporale che dalle mani dell’imperatore passa al Patriarca. Per calarsi nel fascino di questo mito, Cividale propone una spettacolare rievocazione storica, con il corteo dei protagonisti in costume pronto ad attraversare le vie e le piazze della città tra musiche e ambientazioni medioevali.
A poche decine di chilometri, a Gemona del Friuli, si consuma invece la Messa epifanica del Tallero, punto di partenza una giornata di spettacoli musiche e danze in costume. La cerimonia del Tallero inizia da un lungo corteo storico, che accompagna il sindaco della città fino al Duomo di Santa Maria Assunta, dove il primo cittadino offre in dono all’Arciprete un tallero d’argento, come segno di sottomissione del potere temporale a quello spirituale.

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