Isola d’Elba: tassa di sbarco allo studio

Sembrerebbe cosa già fatta: già a primavera la tassa di sbarco sull'Isola d'Elba potrebbe entrare in vigore. Ecco le attuali ipotesi di funzionamento e le esenzioni.

Torniamo a parlare dei balzelli che vanno a sommarsi alle spese sostenute dai viaggiatori: oltre alla tassa di soggiorno, c’è un’altra voce che si fa sempre più frequente. La tassa di sbarco è infatti la misura amministrativa che molte isole stanno valutando dallo scorso anno e in questi giorni si apprende che a breve anche l’Isola d’Elba introdurrà la sua tassa di sbarco.
La gabella dovrebbe costare 1 euro per ciascuna persona che arriva sull’Isola d’Elba e starebbe per essere stabilita in via ufficiale per poter essere applicata già in primavera e certamente in vista dell’estate.
La tassa di sbarco all’Elba però sta già facendo molto discutere poichè, pur andando a sostituire la tassa di soggiorno – i due provvedimenti, infatti, non possono essere sovrapponibili e dunque l’uno andrà scelto rispetto all’altro – in realtà non andrà a toccare solo chi pernotterà sull’isola ma anche (e anzi soprattutto) i villeggianti “pendolari”, coloro i quali raggiungono le coste dell’isola magari solo per una giornata.
Previste una serie di esenzioni: i lavoratori pendolari saranno esentati dal pagamento, così come i possessori di seconda casa. Numero non di poco conto, dal momento che sarebbero ben 22.000 le seconde casa sull’Isola d’Elba.
Stando a quanto è allo studio attualmente, non andrebbero a pagare neppure i passeggeri di yacht e imbarcazioni varie che andranno ad attraccare nei porti minori, quelli turistici: si sta pensando infatti di dare “mandato” di riscossione della tassa direttamente alle compagnie di navigazione che raggiungono l’isola, applicando il balzello direttamente all’acquisto del biglietto da parte dei passeggeri.
Non ci sarebbero quindi punti di riscossione sull’isola, negli altri luoghi dove invece le barche arrivano.
Permangono dubbi anche sul funzionamento circa gli arrivi in aereo.
C’è tuttavia da sottolineare che l’ipotesi è ancora allo studio e dunque è probabile che nelle prossime settimane le amministrazioni locali avranno ancora modo di regolamentare in maniera più ampia tale questione.

 Se vuoi rimanere aggiornato sulla destinazione ROMA iscriviti alla nostra newsletter