Iresa, la tassa sui rumori degli aerei: cos’è

Potrebbe presto essere ufficialmente introdotta in nuovi scali italiani una nuova tassa, relativa ai viaggi: è l'Iresa, la tassa sui rumori degli aerei.

Iresa: è questo il nome di una tassa che è stata già approvata e che in futuro potrebbe essere introdotta anche in nuove regioni italiane.
Cos’è di preciso l’Iresa?
Si tratta di una nuova imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili.
Allo stato attuale la misura amministrativa è stata approvata dalla Regione Lazio e dalla Regione Lombardia, dunque in queste due realtà ci sarà la facoltà di rendere effettivo il balzello.
Pur trattandosi di una tassa rivolta alle compagnie aeree, è più che chiaro che le ricadute immediate si registreranno sui prezzi dei biglietti dei voli che i passeggeri andranno ad acquistare, se interessati a voli su scali laziali o lombardi.
Stando alle prime parziali stime fornite dall’Ufficio Studi Federviaggio, il surplus a passeggero per i vettori sarà di poco più di 2 euro sul breve raggio e di circa 5 euro per il medio raggio.
Cifre di non poco conto che in totale, secondo Assaereo, potrebbero andare a generare introiti per le amministrazioni locali di circa 37 milioni di euro nel 2013 e di ancor di più – 55 milioni di euro – nel 2014.
Solo una parte di queste cifre, però, andrà effettivamente ad essere investita in progetti di tutela ambientale, almeno nel Lazio: si stima che ciò avverrà nella misura del 10% circa.
Il resto dunque potrebbe non essere utilizzato esattamente per lo scopo per il quale l’Iresa è stata ideata.
Luca Patanè, presidente di Federviaggio, illustra apertamente le perplessità in merito a tali provvedimenti che rischiamo di far perdere competitività all’Italia nel settore del turismo e dei viaggi, come se la situazione non fosse già di per sè difficile per tutto il comparto travel.

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