Interrail in Toscana, alla scoperta di Siena

La bellezza, la maestosità e la cultura e l’arte di Siena sono da sempre note in tutto il mondo. Forse, però, l’interland della provincia di Siena, il suo patrimonio culturale e naturalistico, risultano, ahi noi, molto poco conosciuti. Ecco che Siena ha finalmente deciso di scoprirsi, di rivelarci i suoi dintorni.

Interrail in ToscanaInterrail in Toscana

La bellezza, la maestosità e la cultura e l’arte di Siena sono da sempre note in tutto il mondo. Forse, però, l’interland della provincia di Siena, il suo patrimonio culturale e naturalistico, risultano, ahi noi, molto poco conosciuti. Ecco che Siena ha finalmente deciso di scoprirsi, di rivelarci i suoi dintorni.
Proviamo per un attimo a chiudere gli occhi e immaginare di poter compiere un viaggio a ritroso nel tempo e di essere catapultati, anche solo per qualche minuto, in un’altra dimensione, in un una civiltà e in un’epoca storica particolare.
Ora Siena ha trasformato questo sogno in realtà!
Per far conoscere e per valorizzare il territorio e il passato senese, è stata rimessa in auge una vecchia littorina, dotata di mantice e locomotiva d’epoca, su cui compiere un viaggio alla riscoperta di uno scorcio di Toscana, anch’esso in versione vintage. Sarà un excursus attraverso paesini caratteristici, mestieri ormai obsoleti, riti, costumi, sapori di un tempo, il tutto inserito in una cornice artistica e paesaggistica senza eguali.

Antichi treni a vapore rientreranno in funzione a partire dall’8 marzo, riproponendo il percorso della vecchia ferrovia, chiusa ormai più di vent’anni fa. Si attraverseranno località come Crete, Amiata e Val d’Orcia.

Per la gioia delle nostre papille gustative, iniziamo con un itinerario gastronomico in Toscana: il treno Natura, infatti, compirà un viaggio attraverso le varie feste e sagre che animano i paesi del territorio, portando alla luce fragranze, aromi, sapori, prodotti locali tipici, riti e mestieri ormai dimenticati o addirittura sconosciuti.

Si parte con una visita, in treno a vapore, alla Sagra del Tartufo Marzaiolo di San Giovanni d’Asso e alla festa del pecorino e del carciofo morellino di Chiusure, che avrà luogo il 25 aprile.

Il 31 maggio sarà invece la volta del mercato biologico di Vivo d’Orcia, località raggiunta in littorina d’epoca.

Il percorso, che abbraccia tutte le quattro stagioni dell’anno, continua in treno a vapore, tingendosi dei foschi colori autunnali per la festa della vendemmia di Asciano, che si tiene il 4 ottobre e la festa della castagna di Arcidosso e Casteldelpiano, prevista per il 25 ottobre. L’uva e la castagna sono, in effetti, due prodotti assai tipici della Toscana, con i quali vengono preparate gustose specialità, fra cui il famosissimo castagnaccio.
Il senso del gusto viene ulteriormente appagato il 15 novembre alla mostra mercato del tartufo bianco delle Crete senesi di San Giovanni d’Asso e in dicembre alla festa dell’olio a San Quirico d’Orcia.

Accanto all’aspetto culinario, però, Treno Natura coglie e valorizza anche quello prettamente paesaggistico e territoriale: ecco allora che la vecchia locomotiva ci conduce, con il suo cigolìo e il suo costante dondolìo, in un tragitto lento, rilassante, in cui il tempo sembra dilatarsi per darci l’opportunità di contemplare località amene e angoli naturalistici spettacolari e a volte un po’ sperduti.
Raggiungiamo così, il 17 maggio, il Parco Faunistico del Monte Labro e, il 14 giugno, approderemo a Crete e Val d’Orcia, dove il nostro sguardo vagherà senza posa su panorami unici e suggestivi. Si prosegue poi, il 28 giugno, con un’escursione al Parco dell’Uccellina e, l’11 ottobre, raggiungeremo il Monte Amiata, nonché i boschi e il borgo di Vivo d’Orcia il 18 ottobre.

Protagonisti di Treno Natura sono anche la storia, l’arte e i mestieri dell’epoca. A questo proposito, infatti, sono state ricreate alcune littorine d’epoca, a seconda delle diverse destinazioni da raggiungere e delle diverse situazioni lavorative che l’itinerario si prefigge di mettere in risalto.
Approfittando della bella stagione e dei primi raggi di sole, verremo così calamitati in un periodo lontano ormai anniluce e vivremo, seppur solo passivamente, condizioni di vita per noi inconcepibili.
Ecco allora che, il 24 maggio, il treno di Sant’Antimo sbufferà verso la maestosa abazzia romanica e, il 7 giugno, il Treno del Minatore ci condurrà a conoscere le fatiche, le tribolazioni e gli stenti patiti da un esercito di lavoratori alle miniere di Abbadia San Salvatore.
Il 6 settembre appuntamento con la storia a Chiusi: il Treno degli Etruschi ci spalancherà le porte dell’antica e splendente civiltà Etrusca, dei suoi sfarzi, della sua antica gloria.


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