Il volo dell'angelo nel Cilento

Nel Cilento le feste popolari col volo dell’angelo sono molto diffuse e la macchina scenica, anche se con alcune varianti, è sostanzialmente la stessa.

A Rutino e a Vatolla ad esempio, il volo è parte integrante di una complessa rappresentazione teatrale che ha come perno centrale la lotta tra l’Angelo e il Diavolo. Dopo un lungo e acceso duello verbale il bambino-angelo vince sul demonio, che dopo aver tentato di convincere il mondo ad unirsi a lui sprofonda negli Inferi.
Il volo di Rutino parte da una finestra del campanile e raggiunge un alto balcone sul lato opposto della piazza. A metà percorso l’angelo si arresta e sotto di lui compare un diavolo vestito di nero e rosso, accompagnato da altri diavoli ribelli. La tenzone verbale è lunga e carica di tensione, e per i continui insulti del Diavolo assume toni anche drammatici. Alla fine, tra le imprecazioni, il fumo e i botti, il demonio, sconfitto, scompare a testa in giù e ritorna all’inferno.
A Vatolla, invece, il bambino vola da una finestra ad un altro del bel castello Vargas Machuca, e il diavolo compare, come da copione, a metà del volo su un palco allestito ad un lato della piazza.
Anche la rappresentazione che si svolge a Prignano Cilento è molto spettacolare. Durante la festa di San Nicola tutta la piazza del paese diventa una quinta scenica, con attori in costume che recitano i miracoli del santo. Ad un tratto l’angelo-San Nicola, per liberare un bambino reso schiavo dai pagani, vola da un’impalcatura allestita sulle scale della chiesa e raggiunge un palco sistemato dall’altro capo della piazza. Piomba dall’alto sulla scena, prende il ragazzo, lo aggancia a sé ed insieme volano verso il cielo.

Il rituale del volo dell’angelo di Sala Consilina, nel Vallo di Diano, è invece più complesso. La sera del giorno prima della festa di San Michele un bambino vestito da angelo percorre le strade del paese a bordo di un gozzo di legno portato a spalla dai fedeli. La processione è accompagnata da una lunga fiaccolata e dopo alcune soste alle varie edicole votive e davanti ai portoni per raccogliere le offerte, raggiunge il sagrato della Chiesa Madre. Qui, seguendo un antico rituale pagano che simboleggia l’allontanamento del male, i fedeli tentano per tre volte di entrare nel tempio con la barca, senza però riuscirci. E questa, come se fosse respinta dal Bene fa tre ampie oscillazioni e torna indietro. Il Male è stato sconfitto.
La mattina seguente, preceduta da una lunga processione dei confratelli delle congregazioni religiose, la statua di San Michele viene trasportata a spalla fino alla piazzetta in cui svolgerà il volo dell’angelo, l’evento culminante della festa. Un bambino vestito da San Michele è issato con una carrucola a dieci metri d’altezza e vola per tre volte lungo un cavo d’acciaio che da un balcone arriva fino alla statua. E per tre volte, lungo il percorso, viene fermato e calato all’altezza del santo per recitargli le invocazioni ed offrirgli i suoi doni, l’incenso, i fiori e un cero.

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