Il prezzo della vacanza è più importante della destinazione

Il prezzo della vacanza più importante della destinazione
Il prezzo della vacanza più importante della destinazione

Quando ho letto la notizia riportata nel titolo di questo post, ho pensato che il settore turistico è davvero in fase di cambiamento e le nuove generazioni presentano esigenze completamente diverse dal mio immaginario. Ho sempre ritenuto che la destinazione venisse prima di tutto nella scelta di una vacanza o di un itinerario, perché senza una meta non c’è viaggio. In fondo, ho sentire sempre dire: dove vai in vacanza? Qual è il posto che ti piacerebbe visitare?

Secondo una recente inchiesta di Travelzoo, invece, i turisti guardano al prezzo prima che alla destinazione. E’ chiaro che non tutti i turisti intervistati hanno risposto in questo modo, ma il 65% di essi ritengono più importante il prezzo della destinazione stessa. In tempo di crisi si sprecano le attenuanti ma pensare che il “Dio denaro” che di sacro ha ben poco condizioni anche la scelta di una vacanza, mi fa molto riflettere. E’ chiaro che “senza soldi non si cantano messe”, come recita un adagio popolare, ma pensare che la meta possa passare in secondo piano nella scelta della vacanza non era neppure lontanamente nelle mie previsioni.

Per essere più precisi nell’indagine si fa riferimento ad alberghi più che a vacanze all inclusive ma anche dopo questa puntualizzazione le mie perplessità rimangono. Il 50% degli intervistati ha dichiarato di dare importanza ai giudizi degli ospiti che hanno alloggiato (recensioni hotel)  e solo il 21%  dà importanza al nome della catena alberghiera. In sintesi al turista poco importa se la catena alberghiera sia più o meno blasonata, il fascino del prezzo resta al primo posto.

Eppure, a parità di budget, la destinazione può variare e con essa anche le aspettative. Perché affidarsi solo al prezzo senza pensare minimamente al fascino di un luogo, agli odori e sapori di una meta, agli usi e costumi della destinazione? Mistero di una nuova generazione di turisti o apatia culturale?

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