Il Museo più…prelibato di Parma

Il Museo del Parmigiano-Reggiano ha aperto i battenti il 29 novembre 2003, a Soragna (PR). E da quella data il “re dei formaggi” ha fatto il suo ingresso nella storia “ufficiale”. Nell’antico “casello” appartenuto ai principi Meli Lupi, il corpo principale del Museo più “prelibato” d’Italia è, di per se stesso, un’opera d’arte: a pianta circolare, anche questa unica tra tutti gli edifici del genere (che sono quadrati oppure ottagonali), con un colonnato interno, che un tempo sosteneva la tettoia e che adesso divide gli spazi in angoli della memoria.

Il Museo del Parmigiano-Reggiano ha aperto i battenti il 29 novembre 2003, a Soragna (PR). E da quella data il “re dei formaggi” ha fatto il suo ingresso nella storia “ufficiale”. Nell’antico “casello” appartenuto ai principi Meli Lupi, il corpo principale del Museo più “prelibato” d’Italia è, di per se stesso, un’opera d’arte: a pianta circolare, anche questa unica tra tutti gli edifici del genere (che sono quadrati oppure ottagonali), con un colonnato interno, che un tempo sosteneva la tettoia e che adesso divide gli spazi in angoli della memoria. L’architettura ricorda quella di un luogo di culto e di meditazione, proprio i sentimenti che gli oggetti esposti nel Museo suggeriscono. C’è il lavoro dell’uomo e il genio produttivo maturato in più di otto secoli, giù il cappello!
L’edificio ottocentesco (1850 circa), restaurato e integrato con nuovi ambienti, è stato arredato come un caseificio dei primi del Novecento. Dalla celebre Rocca di Soragna ci si arriva a piedi, percorrendo un agevole viale di poche centinaia di metri. Nella sala circolare, i visitatori vivono, fase dopo fase, il ciclo del latte che diventa formaggio e prendono confidenza con gli strumenti del lavoro (i più anziani ricordano con nostalgia, i giovanissimi spalancano gli occhi davanti ad un “nuovo” mondo antico): bidoni, stadera, bacinelle di affioramento, spannarola, pale, rotelle e spino narrano storie padane, nate dal lavoro accoppiato con l’inventiva. Negli ambienti più recenti, sono state allestite le sezioni del Museo che riguardano le fasi successive alla trasformazione del latte in formaggio. Nel salatoio, interrato, oltre alle fasi di salatura c’è la storia del prodotto e il suo impiego. Nella camera del latte, sopraelevata, si impara tutto su stagionatura, commercializzazione e Consorzio di Tutela della Denominazione d’Origine. Un video che illustra un esempio di lavorazione e fuoco diretto, conclude la visita e una postazione informatica consente la visione di un cd sulla storia del Parmigiano-Reggiano. I numerosi oggetti esposti provengono da collezioni storiche e sono stati messi a disposizione, tra gli altri, dal Consorzio del Parmigiano-Reggiano, dalla Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza (un dipinto di Strobel), dal Comune di Soragna (una carta ottocentesca) e da vari privati. Dall’Archivio di Stato di Modena e da quello di Parma provengono alcune delle immagini più suggestive. Il giorno dell’inaugurazione, negli ambienti rustici annessi al corpo principale del caseificio è stata esposta una rassegna sulla civiltà contadina locale, la straordinaria riproduzione in scala di una fattoria parmigiana (caseificio, orto, stalla, allevamento di maiali, silos, camera di stagionatura dei salumi, persino una contadinella semovente) e il mondo di campi riassunto in qualche centinaio di attrezzi, la maggior parte dei quali ormai “estinti”.
La biglietteria, il punto vendita e la sala degustazioni completano le aree coperte del Museo che realizza la prima fase del più vasto progetto comprendente i Musei del Prosciutto (nel Foro Boario di Langhirano) e del Pomodoro (nella quattrocentesca Corte di Giarola a Collecchio): «Un atto dovuto alla grande storia alimentare parmense e alla nostra immensa tradizione rurale, soggetti persino di capolavori artistici e letterari, che passa attraverso la valorizzazione di alcuni miti del made in Italy – spiega Albino Ivardi Ganapini, assessore provinciale all’Agricoltura, Alimentazione e alle Attività Produttive – ma anche sulle tre Strade dei Sapori (Prosciutto, Culatello e Funghi Porcini) e quindi nel territorio».
«Il Museo rappresenta un altro gioiello che va ad impreziosire la generosa offerta culturale del territorio provinciale: Soragna propone infatti al turista anche una visita all’antica Rocca Meli Lupi e al vicino Museo ebraico» illustra Caterina Siliprandi, assessore alla Cultura e al Turismo della Provincia di Parma «Un paese ricco di storia ed arte, inserito nel circuito dei Castelli del Ducato, vicino ai suggestivi luoghi delle Terre Verdiane, al grande Fiume Po e a molte altre eccellenze del nostro patrimonio locale».
Supporter del triplice progetto è il Comitato Promotore dei Musei del Cibo di Parma, sostenuto dai Consorzi del Prosciutto di Parma e del Parmigiano Reggiano, e finanziato dalla Provincia di Parma, da Agenda 2000, dai Comuni interessati e dalla Fondazione Cariparma, con un investimento complessivo che si aggira sui 4 milioni di euro.
Il Museo del Parmigiano-Reggiano resta aperto da venerdì a domenica e su prenotazione. Nei dettagli: da marzo a ottobre venerdì, sabato e domenica, ore 9.00-12.30 e 15.00-18.00. Da novembre a febbraio: venerdì, sabato e domenica, ore 9.00-12.30 e 14.00-17.00. Chiuso lunedì e da martedì a giovedì solo su prenotazione.

Per informazioni: Museo del Parmigiano Reggiano, tel. 0524.596129 oppure Parma Turismi 0521.228152.
Sito web: [a href=”http://www.museidelcibo.it
” target=”_blank”]www.museidelcibo.it
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