Tra i palazzi storici di Piacenza

Signori e signore d'ogni età e di ogni provenienza, amanti mai traditi dei gioielli artistici incastonati lungo le strade e i quartieri di Piacenza, l’orgoglio del Po si svela!

Le visite settimanali guidate ai Palazzi della città emiliana affacciata sul grande fiume continuano domenica 15 settembre. Nove Palazzi (tre in più rispetto alla scorsa stagione), nove scrigni da aprire, in deliziosa sequenza, offrendo allo sguardo incantato dei visitatori Monna Bellezza che tutto permea, dalle architetture ai fregi ornamentali. Grazie al generoso supporto dell’Amministrazione comunale e della Banca di Piacenza. I gruppi guidati, fanno tutti capo, secondo la distribuzione su tre fasce orarie domenicali (alle 10, alle 15 e alle 17. (Prezzo: 5 euro a partecipante), alla sede dello IAT piacentino, nella celebre Piazza Cavalli, sotto la muta approvazione delle statue equestri dei due Farnese, di Palazzo dei Mercanti e di quello del Governatore. Quella del 15 è una replica “a gentile richiesta” di “Artistiche geometrie”, che tanto successo ha avuto il 9 giugno. Palazzo Mischi è quella bellissima invenzione settecentesca di via Garibaldi 24, nel cuore storico della città. Per occhi attenti è la traccia ancora evidente delle decorazioni a fresco della facciata, ma anche i più distratti, ammesso che ce ne siano, non potranno non essere attratti dal balcone centrale in ferro battuto. L’ acciottolato del cortile interno presenta la classica stesura a motivi floreali che è un po’ il biglietto da visita degli antichi impiantiti piacentini e la scala si sviluppa secondo una pianta poligonale (semidodecagonale per l’esattezza), anch’essa impreziosita da una ringhiera in ferro battuto di raffinatissima fattura e da un affresco attribuito al Rusca.
Seguire via Garibaldi per raggiungere Piazza Borgo significa passare attraverso una sequenza di costruzioni che illustrano, anche in mancanza di commenti, come e quanto Piacenza sia una generosa dispensatrice di meraviglie e di curiosità storiche, che si configurano come autentiche chicche. Alla chiesa di Santa Brigida, per esempio, era un tempo annesso un ostello per pellegrini irlandesi (da qui passava la Via Francigena o Romea, calcata dai sandali dei penitenti diretti a Roma in cerca di indulgenze). Da ammirare la casa-torre degli Scotti (così venivano definite quelle abitazioni con una decisa connotazione difensiva nella struttura muraria). A Palazzo Somaglia, seconda meta nobiliare, la scala interna si sviluppa in un doppio loggiato, con quattro rampe che culminano in un pianerottolo esagonale, preludio alla visione di una decorazione pittorica piuttosto vasta. A Francesco Natali è attribuita la paternità degli affreschi che decorano le volte della scala, del corridoio di disimpegno e del salotto del primo piano. Le scene centrali si riferiscono a soggetti allegorici: notevole quella della Verità svelata dal Tempo e la rappresentazione dei quattro elementi (Aria, Acqua, Terra e Fuoco) del De Longe. Nulla vieta di completare il percorso con una visita alla chiesa rinascimentale di S. Sepolcro, opera di Alessio Tranello, un bell’esempio di sobrietà architettonica, che tutti apprezzeranno. “Da Piacenza con amore” sarà la prossima cartolina destinata agli amici.

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