I social media non influenzano le scelte dei viaggiatori

I Social media non influenzano i viaggiatori
I Social media non influenzano i viaggiatori

Quanto i social media influenzano le scelte dei viaggiatori è l’oggetto di una ricerca effettuato nel Regno Unito da Conrad Advertising. Secondo questo studio i viaggiatori sono ancora influenzati dai media tradizionali (televisione, giornali, etc.) e dai siti Internet ma non dai social network. Almeno non per il momento.

Lo studio ha messo in evidenza come, nonostante i social media siano molto popolari, non sono ancora considerati fonti autorevoli da parte dei viaggiatori che preferiscono, prima di intraprendere una viaggi, informarsi sui siti e o i media che considerano più credibili. In buona sostanza, la cosiddetta informazione che arriva dal basso è ancora troppo debole e soprattutto non “autorevole” al punto da essere considerata una fonte credibile.

Conrad Advertising ha sottolineato che la mancanza di credibilità da parte dei social media agli occhi dei viaggiatori non deve essere interpretata come una sconfitta totale. Anzi! Le aziende devono continuare ad investire nel settore con oculatezza al fine di dare la giusta misura all’azione di web marketing turistico che non contempla uno sbilanciamento totale verso le attività sociali.

Lo studio ha poi messo in luce come non è l’età ad influenzare i risultati di ricerca poiché è stato tenuto conto soprattutto delle capacità nell’uso del PC e della familiarità con le tecnologie.  Infine, lo studio di Conrad Advertising ha rilevato che i viaggiatori che preferiscono Internet alle agenzie tradizionali per la prenotazione di vacanze, sono circa il 54%.

I risultati di questa ricerca non mi meravigliano molto. Sono una sostenitrice del piano di social media marketing che, a mio avviso almeno allo stato attuale, non può che essere uno dei tanti elementi che vanno ad interessare il più completo piano di web marketing. E voi? Che ne pensate?

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3 Commenti

  1. Anna,
    ho letto con interesse il tuo post, ma mi chiedo: cosa ne pensi delle discussioni che si sviluppano proprio dal basso sui social network?
    Ti faccio un esempio: un tour operator che conosco è su facebook e molti clienti, tornati dal villaggio, scrivono sulla sua bacheca per complimentarsi; non di rado vedo che sotto i post di questo genere altri utenti commentano e pongono domande a chi è appena tornato da un viaggio chiedendo, proprio “in faccia” al T.O. com’è stato il servizio.
    Il punto è che discussioni come queste restano online e sono reperibili da chi volesse informarsi sulla qualità del prodotto vacanza. Non pensi che una conversazione del genere sia un’informazione abbastanza credibile?

  2. Ciao Francesca e benvenuta nel mio blog di viaggi. Penso che l’informazione proveniente dal basso sia molto importante, non solo per il viaggiatore ma anche per il T.O. Quello che diverse volte succede è che lo stesso viaggiatore la cui opinione è preziosa, come ti dicevo, a volte (fortuntamente non sempre) manipola il messaggio. Pensa a quante recensioni false esistono in campo alberghiero (molte scritte proprie dagli albergatori o da competitor) e pensa a quanti in cambio di qualcosa, sono pronti a lasciare un commento (positivo si intende). Qualche minuto fa ho seguito su Facebook il commento di un esperto di webmarketing che in cambio di una recensione su Amazon regalava tre consigli privati. E’ a queste situazioni che bisogna prestare attenzioni, non si baratta un commento ma si condivide. Ciao, Anna

  3. Grazie della risposta Anna, hai centrato esattamente il punto: la “forza” che vedo su social network come fb è appunto quella di non potersi nascondere dietro un nickname come avviene su community di viaggi (TripAdvisor in primis) che sono inflazionate dal fenomeno che hai descritto. Credo che in questo modo le recensioni false siano più facili da riconoscere…

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