I castelli.. visitiamoli con il fantasma

In compagnia dei fantasmi, itinerario insolito tra i manieri del Ducato di Parma e Piacenza.

Le ultime notizie lo danno quasi per certo: i telefonini disturbano parecchio. Nessun problema invece con tutti gli altri elettrodomestici, che anzi vengono utilizzati alla grande, con e senza spina. Inquinamenti elettromagnetici? Campi dannosi alla salute umana? Macché! Parliamo di fantasmi. Di spiriti non necessariamente provvisti del canonico lenzuolone bianco che rimbalzano allegramente attraverso i secoli di castello in castello. Perché un’altra cosa è certa. Se sono pronti ad adattarsi allo spirito (!!!) dei tempi, ad azionare frullatori o a farsi fotografare, di sicuro non rinunciano al privilegio di dimorare tra le mura solenni di qualsivoglia maniero. Ad esempio in quelli dell’antico Ducato di Parma e Piacenza. Tant’è vero che al di là del ponte levatoio di almeno quattro o cinque di questi, restano le tracce concrete di presenze intangibili, ma legate alla memoria storica di fatti misteriosi o addirittura luttuosi. Ad esempio? Un cuoco. Protagonista di una leggenda legata al castello del piccolo borgo medievale di Rivalta (PC). Proprio qui, si narra, nel lontano Settecento, tale Giuseppe (questo il suo nome) fu pugnalato e poi strangolato da mano ignota, e calato nel pozzo dell’acqua della fortezza dove il suo corpo, secondo una delle versioni popolari, fu in seguito ritrovato. E’ lui che ancor oggi si aggira per i corridoi del castello e spesso capita di udire battute ritmiche: “Pare un pestare di bistecche” dice sorridendo il Conte Orazio Zanardi Landi. Oppure sono le luci a spegnersi, mentre gli elettrodomestici improvvisamente iniziano a funzionare senza corrente. Una faccenda clamorosa di cui è stata testimone anche la Principessa Margaret d’Inghilterra che, insieme a una trentina di ospiti del Conte, si trovava al Castello in quella mezzanotte di dodici anni fa…
Ma sono segnali tutto sommato assai meno inquietanti di quelli che lascia il fantasma di Donna Cenerina, l’invisibile abitante della Rocca di Soragna (PR). Cassandra Marinoni (questo il suo vero nome), sposa del marchese Diofebo II Meli Lupi, morì assassinata insieme alla sorella Lucrezia dal cognato Giulio Anguissola e dai suoi soldati nell’anno di grazia 1573. Fu un delitto atroce, che scosse la quieta vita del tempo e che nonostante l’intervento del Governatore di Milano e del re di Spagna Filippo II, restò impunito. E forse per questo, il fantasma inquieto della povera Cassandra prese ad aggirarsi nelle sale della Rocca, rivelandosi più chiaramente però solo in prossimità di episodi sgradevoli che il destino riserva ai Signori del castello. Ma non è solo il suo nome che si lega ai presagi, più o meno sinistri, del futuro. La fata Bema di Montechiarugolo (PR) ha segnato il proprio destino esattamente così. Arrivata per la prima volta a Montechiarugolo nel 1593, durante una visita che Ranuccio I fece ai conti Torelli, gli propose di leggergli la mano. La Bema vagava accompagnata da due fedeli servitori, predicendo il futuro ai vari signorotti e popolani che incontrava. Ranuccio, che aveva un vero terrore per tutto ciò che riguardava l’occulto, ordinò immediatamente l’arresto della ragazza e la sua reclusione nel carcere della Rocchetta, dando inizio a una serie di fughe e peregrinazioni della poveretta per sfuggire alla persecuzione del Duca. Bema finì comunque la sua vita a Montechiarugolo, amata e ben voluta dalla gente del borgo, tanto che oggi è ricordata come un gentile fantasma, che appare alle giovani donne alla vigilia delle nozze per istruirle sulla loro nuova vita. Anche il Castello di Agazzano (PC) è infestato dalla presenza del conte Pier Maria Scotti, meglio conosciuto con l’appellativo de “Il Buso”. Costui venne prima pugnalato a morte e poi gettato nel fossato nel 1514 da Astorri Visconte e Giovanni da Birago che riuscirono ad impadronirsi del maniero. Nonostante la sorte patita, “Il Buso” è un fantasma pacifico e viene descritto come un uomo alto con una corazza scura, pantaloni di pelle, stivali, elmo con penna azzurra e spada in mano. Lo si é visto aggirarsi tra le mura con fare serio e guardingo. Altre volte corre facendo ruotare la spada e, dopo una serie di rumori metallici e urla, scompare lasciandosi dietro dei lamenti. Ma nulla certo avrebbe potuto per Rosania Fulgosio, nel troppo lontano ‘200, che sarebbe stata murata viva dal marito Pietrone da Cagnano in un luogo nascosto nelle fondamenta del castello di Gropparello (PC), per punizione di un suo tradimento con Lancillotto Anguissola, antico amore di gioventù. Per questo il suo spirito si aggirerebbe ancora tra queste mura, facendo udire i suoi lamenti nelle notti di tempesta. Vicenda assai meno romantica di quella vissuta dal fantasma Moroello, una figura fatta risalire alla fine del ‘400, e che da cavaliere avrebbe abitato il castello di Bardi. Innamorato (ricambiato) della castellana sedicenne Soleste ma diviso da lei per la diversa classe sociale, partì per una spedizione di guerra. Vedendo ritornare soltanto l’esercito con le insegne del nemico, Soleste lo credeva morto e si gettò dalle mura vicine al mastio. Moroello, che invece stava tornando con il trofeo della vittoria, saputa la notizia della sua morte, si suicidò a sua volta. Ma la cosa straordinaria è che il suo aggirarsi inquieto è stato anche fotografato: Michele Disincastro e Daniele Gullà, due parapsicologi bolognesi, armati di una Pentax e di una termocamera per la lettura e visualizzazione delle variazioni del gradiente termico dell’ambiente, sono riusciti (è il caso di dirlo) a immortalarlo. Quindi? Rispolverate la polaroid. Ma lasciate perdere i telefonini. Ormai è sicuro che li disturbano molto. I “castelli spiritati” si trovano poi a pochi passi da splendide Pievi che nel 2006 saranno teatro di grandi eventi. Le celebrazioni, nel 2006, per i 900 anni della dedicazione della Cattedrale di Parma, si spingono a coinvolgere l’intero territorio, che del genio di Benedetto Antelami, dei suoi allievi, delle maestranze formate sull’insegnamento del cantiere della Cattedrale ha beneficiato attraverso la costruzione di numerose pievi, veri gioielli storico-architettonici. Grazie alla Provincia di Parma, le ventotto pievi romaniche che punteggiano la provincia di Parma, saranno teatro di eventi e manifestazioni: concerti, rappresentazioni teatrali, spettacoli per bambini, danza, che le riporteranno all’antica funzione di centro d’aggregazione religiosa e sociale. In questo periodo, inoltre, le pievi saranno aperte per le visite guidate. Con “I percorsi del Romanico in provincia di Parma”.

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